La fiducia nei medici e nelle terapie sembra essere in continuo calo. Spesso dai media o dalla politica si parla di pazienti che credono alle “fake news”, ma se invece fossero proprio i pazienti ben informati ad avere ragione?

Lo studio sulle terapie inutili

Uno studio che ha visto coinvolti molti ricercatori, tra cui Vinay Prasad, ricercatore della Oregon Health and Science University, ha esaminato diversi studi condotti tra il 2003 e il 2017 e pubblicati su tre tra le più importanti riviste mediche: il Journal of the American Medical AssociationThe Lancet e il New England Journal of Medicine.

Lo studio è stato pubblicato su eLife, una non profit che mette a disposizione degli scienziati un metodo di pubblicazione indipendente

Tra gli articoli esaminati 1 su 10 riguardava medical reversal, ovvero delle inversioni di tendenza rispetto alle terapie usate comunemente dai medici, che risultavano inutili o peggio dannose.

Tra queste inversioni di tendenza più del 30 % considerava i farmaci inefficaci o dannosi, a seguire procedure mediche e supplementi.

Alcuni esempi di terapie e trattamenti inutili

  • Chirurgia per il menisco: l’operazione non porta più benefici in termini di movimento e funzionalità rispetto alla fisioterapia, per problemi dovuti a usura e invecchiamento.
  • Ostetricia e ginecologia: in caso di rottura delle acqua pre-termine si tende a velocizzare il parto, per paura di infezioni. In realtà, gli studi che hanno confrontato gruppi di donne monitorate senza fretta con altre fatte partorire velocemente, non hanno trovato differenze in fatto di infezioni per i neonati; invece, le donne che si sono sottoposte al “parto pilotato” hanno poi avuto bisogno più spesso di ricorrere a cure intensive e di urgenza.
  • Morbo di Alzheimer: ai pazienti vengono spesso prescritti farmaci antidepressivi, ma gli studi non hanno dimostrato la loro utilità.
  • Allergie alimentari in età pediatrica: se i pediatri tendono a consigliare di evitare sotto i 3 anni cibi potenzialmente allergizzanti, gli studi più recenti dimostrano che questi cibi introdotti prima dell’anno di età, riducono la probabilità di allergie.
  • Antibiotici: la maggior parte dei pazienti che entra nello studio dal proprio medico per un mal di gola o una bronchite, ne esce con una prescrizione per antibiotici, ma meno di 1 su 10 ne avrebbe veramente bisogno.
  • Angioplastica coronarica:  è un tipo di intervento che viene proposto a molte persone a rischio di ictus o infarto, ma secondo la letteratura scientifica non riduce il rischio di infarto e di morte. 
  • Eccesso di medicalizzazione in gravidanza: molti esponenti del mondo scientifico criticano quegli approcci medici che sembrano considerare la gravidanza una malattia e non una semplice condizione fisiologica. Ad esempio per la maggior parte dei parti, quelli in cui non ci sono rischi, non è indispensabile essere seguite da un ginecologo: basta un ostetrico.
  • Pediatria: la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), coinvolta nel progetto “Fare di più non significa far meglio” consiglia di
    1. Non prescrivere farmaci (per aerosol e/o sistemici) in caso di Bronchiolite.
    2. Non fare diagnosi di Infezione delle Vie Urinarie in base al solo esame colturale delle urine.
    3. Non trattare sistematicamente una febbre, in assenza di altri sintomi. Se si decide di trattare, fare ricorso a dosaggi appropriati, evitando l’uso combinato/alternato di paracetamolo e ibuprofene.
    4. Non utilizzare farmaci cortisonici per via sistemica per il trattamento della febbre.
    5. Non utilizzare terapia nasale topica attraverso doccia nasale micronizzata con farmaci non specificamente autorizzati per questa via di somministrazione.

Perché i medici continuano a prescrivere terapie inutili?

Secondo uno studio pubblicato su JAMA nel 2007, che ha tra gli autori John Ioannidis, un ricercatore della Stanford University, tra i primi a sollevare il problema della ricerca medica di bassa qualità, servono almeno dieci anni prima che la gran parte della comunità medica smetta di prescrivere pratiche diffuse di cui la scienza ha dimostrato l’inutilità.

Quindi, da un lato, sono i medici stessi che procedono, per inerzia, con le terapie che hanno sempre usato, perché aggiornarsi e cambiare costa fatica. Dall’altro lato, alcuni medici esagerano con prescrizioni di esami e farmaci inutili o dannosi come difesa preventiva: negli ultimi anni sono aumentati a dismisura i contenziosi in ambito sanitario e il timore di subire una causa spinge molti medici ad abusare delle cure difensive.E

Qualunque sia il motivo, a farne le spese sono sempre i pazienti: il ricorso a esami diagnostici inutili non fa altro che allungare le liste di attesa rendendo più difficile accedere ai servizi per chi ne ha bisogno davvero, il costo della spesa sanitaria aumenta a dismisura, rendendo così necessari tagli alla sanità che vanno a colpire proprio chi ha più necessità, oltre al fatto che prendere farmaci inutili è sempre dannoso per l’organismo.

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