tarassacoIl tarassaco è conosciuto anche col nome di dente di leone ed è una pianta spontanea che ricopre in primavera tutti i nostri campi.

Il fatto che sia così comune non deve però farci pensare che sia una “malerba”, anzi, è una piante dalle innumerevoli virtù: è depurativo per il fegato, diuretico e lassativo ed inoltre il suo gusto amaro predispone alla digestione e lo rende un contorno adatto a tutte le pietanze.

Quali sono le proprietà del tarassaco

Depurative

Il tarassaco è depurativo, in quanto stimola la funzionalità biliare, epatica e renale, cioè attiva gli organi emuntori (fegato reni pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione (feci, urina, sudore).

Digestive

Ha inoltre proprietà digestive: stimola, infatti, le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente producendo un’azione lassativa secondaria.

Epatoprotettive

E’ epatoprotettivo: ha proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato e favorisce l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici).

Protettive del sistema immunitario

Aumenta la riposta immunitaria: l’ossido nitrico (NO) che contiene è implicato nei processi di regolazione e difesa del sistema immunitario, agisce infatti come un messaggero intracellulare stimolando l’attività fagocitaria delle cellule.

Diuretiche

Per ultimo, il tarassaco è conosciuto anche come pissenlit, ovvero piascialetto: questo grazie alle sue proprietà diuretiche. Di tali proprietà sono responsabili i flavonoidi e i sali di potassio in esso contenuti, che stimolano la diuresi favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso. E’ perciò indicato in caso di ritenzione idrica, cellulite e ipertensione.

Quando raccogliere il tarassaco

In primavera la campagna si riempie di foglie e fiori di tarassaco (che poi diventano i soffioni) e questo è il momento migliore sia per raccogliere le foglie ancora tenere che per utilizzare i suoi fiori.

Come usare il tarassaco

insalata tarassacoCrudo o lessato

Utilizziamo le foglie, meglio quelle giovani. Lessiamole o cuociamole in umido con poca acqua, possiamo mangiarle così ma anche usarle come contorno oppure come condimento per la pasta o ancora per fare degli gnocchi speciali ripassandolo in padella con aglio e olio EVO.

L’uso tipico del tarassaco (foglie tenere) tagliate sottili sottili e condite con limone e olio (anche mista ad altre insalate).

Boccioli sott’olio

I boccioli del tarassaco sono buonissimi sostituti dei capperi

Raccogliere i boccioli non ancora aperti nemmeno una volta, sciacquarli e farli asciugare bene su un canovaccio pulito. Sbollentare per due minuti i boccioli in un misto di una parte di vino bianco, mezza parte di aceto di mele, mezza parte di aceto bianco, 2 foglie di alloro, 2 spicchi di aglio e sale già portato a bollore. Scolarli e metterli di nuovo ad asciugare.  A questo punto li possiamo mettere in vasetti di vetro puliti, sterilizzati e asciutti coprendoli con olio EVO aggiungendo a piacere una foglia di alloro e uno spicchio d’aglio. Chiudere e sterilizzare.

Decotto depurativo

Un cucchiaio di radice essiccata fatta bollire in 3 lt d’acqua per una decina di minuti, 3 tazzine al giorno dopo i pasti.

miele tarassacoSciroppo di tarassaco

Ingredienti

  • 400 gr. di fiori di tarassaco appena sbocciati la prima volta (altrimenti se si lasciano ad essiccare si possono trasformare in soffioni)
  • 2 litri d’acqua
  • 10-12 chiodi di garofano
  • 2 limoni tagliati a pezzi
  • 1 kg di zucchero

Prendere i fiori di tarassaco,  lavarli e lasciarli asciugare su garza, per 2 giorni, in ambiente arieggiato ma non al sole. Bollirli per 20 minuti nell’acqua, con i chiodi di garofano e i limoni spezzettati. Filtrare lo sciroppo ottenuto e rimettere a bollire aggiungendo lo zucchero. Trascorsi 20 minuti otterremo uno sciroppo. Conservare in vasetti di vetro puliti e sterilizzati.

Marmellata di tarassaco

Aumentando il periodo di ebollizione della ricetta precedente ed unendo agar agar si ricaverà una marmellata sempre più densa tanto più sarà il periodo di bollitura. Conservare in vasetti di vetro puliti e sterilizzati.

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