Le esperienze della vita quotidiana danno al bambini l’impulso per ciò che noi chiamiamo giocare. La più grande soddisfazione dei bambini nasce come conseguenza di processi molto faticosi, del crearsi da se stessi i propri giochi.
“Con meno giochi nell’ambiente circostante, i bambini giocano più a lungo con i singoli oggetti, con una migliore attitudine ad esplorare”, a questa conclusione sono giunti anche i ricercatori ‘università statunitense di Toledo, in Ohio, che hanno pubblicato uno studio su Infant Behavior and Development.

Il gioco del bambino

IL GIOCO DEL BAMBINO – Da 6 mesi/1 anno ai 3 anni il bambino impara a conoscere il proprio corpo. Questa esplorazione gli permette di “esercitare” quelle capacità che poi lo porteranno all’apprendimento della stazione eretta, a camminare e a parlare. dai 4 ai 7 anni Questo è il “periodo d’oro” del gioco: il bambino non è più totalmente preso dal proprio corpo ma comincia a rivolgere l’attenzione al mondo esterno. Un’attenzione ancora non permeata dal pensiero ma vivida di fantasia: il bambino che sa giocare trasforma ogni cosa che vede, un cucchiaio diventa una bacchetta magica, poi una catapulta, poi ritorna un cucchiaio. Ogni cosa riesce ad avere un utilizzo diverso da quello che vediamo noi adulti, che viviamo nel pensiero. Prima dei 5 anni, 5 anni e 1/2, il bambino è immerso nel gioco, è parte del gioco. Dopo questa età possiamo vedere come il bambino è qui mentre il gioco è lì: ovvero “sono io che decido che gioco voglio fare”. Scopri di più su Gioco, imparo e cresco: come il gioco accompagna la crescita dei nostri bambini

Se troppi giochi limitano la creatività

Se, con il Natale alle porte, siamo tentati di regalare tanti giochi ai nostri bambini, cerchiamo di contenerci e scegliere solo pochi giochi molto semplici.

Secondo lo studio dell’università statunitense di Toledo, in Ohio, pubblicato da Infant Behavior and Development, troppi giochi a disposizione dei bimbi limitano la loro creatività: con un numero inferiore di oggetti i bambini sono infatti portati a esplorarne tutti i possibili usi.

LA RICERCA SU GIOCHI E CREATIVITÀ – La ricerca è stata condotta su un gruppo di  36 bambini con un’età compresa tra 18 e 30 mesi di età. Tutti sono stati impegnati in due sessioni di gioco, una con quattro giocattoli a disposizione e l’altra con 16, selezionati fra quattro diverse categorie, ‘educativi’, ‘travestimenti’, ‘azione’ e ‘veicoli’. “Con meno giochi nell’ambiente circostante – hanno riscontrato gli autori dello studio –, i bambini giocano più a lungo con i singoli oggetti, con una migliore attitudine ad esplorare e a giocare più creativamente. Meno giocattoli promuovono lo sviluppo e il gioco sano“. Inoltre, dallo studio, è emerso che i bambini avevano in media 90 giocattoli in casa. Secondo gli esperti “Quando c’è un’abbondanza di oggetti si potrebbero mettere a disposizione del bambino piccole collezioni, mettendone via la maggior parte. Questo potrebbe aumentare l’opportunità di sviluppo della creatività, dell’immaginazione e delle capacità”.
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