Quando i nostri bambini e ragazzi vanno a scuola sostengono un fortissimo lavoro mnemonico, devono infatti ricordare molti concetti immagazzinati velocemente e in poco tempo.

Ma non solo: anche noi adulti necessitiamo di un supporto per la nostra memoria che, a partire dai 28-30 anni, cala costantemente e necessita di essere sostenuta.

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LA CURVA DELL’OBLIO – Perché il nostro cervello tende a dimenticare? Le neuroscienze ci spiegano che, siccome i processi cognitivi richiedono un fortissimo dispendio di energia da parte dell’organismo, il cervello tende a ricordare solo ciò che reputa importante. E’ stata definita “curva dell’oblio” ed è un calcolo scientifico sulla nostra memoria: nel giro di 20 minuti tendiamo a dimenticare il 40% circa di ciò che abbiamo appena sentito o imparato, per arrivare fino all’80% entro 1 mese. Per questo i concetti appresi a scuola vanno appuntati, ripetuti, mantenuti vivi nella memoria.

Come aiutare la memoria?

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LE PAUSE FANNO BENE – La capacità di concentrazione su un concetto, per un giovane adulto, è circa 50 minuti di fila al massimo. Dopo questo tempo l’attenzione cala fisiologicamente, senza che la volontà possa farci molto. E’ dunque importante che a scuola venga permesso di alzarsi e riposarsi almeno 5-10 minuti ogni 50. Così il cervello può fissare meglio quanto appreso fino a quel momento.

 

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IMPARARE CON TUTTO IL CORPO – Soprattutto fino alla scuola primaria è molto importante che si apprenda con tutto il corpo e tutti i sensi, così che la capacità di memoria astratta, ancora immatura, possa essere sostenuta. Scrivere le lettere con i piedi nudi nella sabbiera, creare forme geometriche con le corde in giardino, abbinare le tabelline a una canzoncina e a movimenti corporei sono alcune attività che aiutano i bambini a ricordare meglio. Anche nel caso di ragazzi più grandi, però, è possibile aiutarsi con filastrocche, cantilene e canzoni per fissare nella memoria concetti astratti.

 

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LA MEMORIA DA SOLA NON BASTA – E’ importante fissare per iscritto, entro 20 minuti dall’ascolto, i concetti più importanti. Anche se ci sembra impossibile dimenticarli è ciò che avviene continuamente e, arrivati a casa, non si riesce più a recuperarli nella memoria.

 

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SCHEMI E MAPPE MENTALI E CONCETTUALI – Gli schemi, o mappe mentali, sono lo scheletro dei concetti appresi oppure di un discorso da sostenere. Quando il significato del concetto è stato compreso, è importante dare un’impalcatura logica a tutto quanto imparato fino a quel momento su quell’argomento. La mappa mentale è uno strumento votato alla creatività: il suo ideatore Tony Buzan sostiene che tutti gli elementi di una mappa mentale devono essere ricchi di immagini fantasiose e colorate, perché da un lato rendono gradevole la rappresentazione, dall’altro stimolano l’emisfero cerebrale destro, le cui funzioni supportano facoltà come la creatività e la memoria. I singoli elementi devono essere descritti con singole parole chiave, così da lasciare spazio a nuove associazioni e integrazioni. Tony Buzan da sempre raccomanda la realizzazione delle mappe mentali su carta, perché la manualità e la sensorialità del disegno manuale stimolano l’emisfero cerebrale destro che sono preposte alla creatività, alla fantasia, all’intuizione, attingendo sia a quanto si trova nella sfera del cosciente, sia a quanto si trova fuori da essa (subcosciente e inconscio). leggi anche Mappe mentali, strumento della mente. Cosa sono e come si realizzano e Materiale didattico: insegnare ai bambini a studiare con gli schemi e le mappe concettuali

 

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DORMIRE PER RICORDARE MEGLIO – Ogni sera è importante ripassare i principali nuovi concetti appresi durante la giornata, aiutandosi con la propria mappa mentale. Poi è fondamentale dormirci sopra: la memoria funziona meglio da addormentati che da svegli, per questo è importante avere un periodo di riposo durante la giornata e soprattutto dormire bene e le giuste ore di sonno durante la notte. Leggi anche Nel sonno i bambini imparano

Alimentazione e rimedi naturali per aiutare memoria, apprendimento e concentrazione

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SI AGLI OMEGA 3 – L’alimentazione mediterranea è la più consigliata per salvaguardare la memoria e l’apprendimento: sì a olio extravergine di oliva, pesce, cereali integrali, semi oleosi, frutta e verdura. Una spremuta di mezzo limone ogni mattina attiva metabolismo e facoltà cognitive. Vietato lo zucchero bianco, dannoso per il cervello e l’intero organismo.

 

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MENTA PER LA MENTE – Secondo le ricerche la menta, bevuta come infuso o utilizzata come aroma nel diffusore di oli essenziali, migliora l’umore e la capacità di concentrarsi.

 

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ROSMARINO, ERBA DEL RICORDO – Così era definito già da W. Shakespeare nell’Amleto, ma ora la conferma viene anche dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia della Northumbria University, in Inghilterra: il rosmarino aiuta e sostiene la memoria, soprattutto quella prospettica, ovvero quella che ci aiuta a ricordare cosa fare. Allora, in vista di interrogazioni ed esami, aiutiamoci con qualche goccia di olio essenziale di rosmarino, magari su un fazzoletto da tenere con noi. Leggi anche Rosmarino, benefici, proprietà e modi d’uso
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