L’età che va dai 12 ai 20 anni è sicuramente quella più a rischio di primo contatto con la droga.

Non è certo infondata una delle paure più grandi dei genitori di ragazzi preadolescenti e adolescenti, che i propri figli vengano a contatto con droga e sostanze stupefacenti oltre al fatto che possano diventare consumatori abituali, con tutti i rischi e le conseguenze che ciò può comportare: le ultime indagini, tra cui l’indagine Espad-Italia 2013, dimostra infatti che l’uso della droga tra i giovani e giovanissimi è in crescita.

L’allerta di genitori, famiglie ed educatori deve restare alta, soprattutto perché i pericoli connessi all’uso di droghe sono sempre maggiori, anche a causa delle sostanze di ultima generazione, sempre più pericolose, che possono portare a conseguenze devastanti e addirittura al decesso, anche se utilizzate una sola volta.

Purtroppo l’età che segna l’inizio dell’uso di sostanze stupefacenti si sta pericolosamente abbassando, arrivando a prima dei 14 addirittura per l’eroina, che viene fumata spesso prima ancora dello spinello.

Uso di sostanze stupefacenti tra giovani e adolescenti, i dati

Il consumo di sostanze stupefacenti, torna a crescere, diventando per molti giovani più che un evento occasionale una cattiva abitudine quotidiana.

Secondo i dati dell’ Osservatorio Adolescenti di Telefono Azzurro e DoxaKids (2014), al 50,6% degli adolescenti intervistati dagli 11 ai 19 anni è capitato di bere alcolici, quasi il 50% dei ragazzi in questa fascia di età si è ubriacato almeno una volta. Addirittura il 5% degli studenti beve alcolici quasi tutti i giorni, mentr il fenomeno del binge drinking (5 o più bicchieri uno di seguito all’altro in un paio d’ore) riguarda il 35% dei ragazzi, circa 820 mila studenti.

alcol
CONSUMO DI ALCOL, PERCHÉ E’ PERICOLOSO- Secondo l’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia sono quasi 25mila all’anno le morti che si possono collegare ad abuso di alcol, contro alcune centinaia di morti per droga. L’alcol è pericoloso soprattutto perché ritenuto una “droga-ponte”, il suo abuso porta infatti verso l’uso di altre sostanze. Leggi di più su Proteggere i figli dalle sostanze stupefacenti: qual è la sostanza più pericolosa di tutte?

Spesso è l’uso precoce di tabacco o alcol a rappresentare il primo passo che porta verso le sostanze, tra cui figurano marijuana, hashish ma anche cocaina, allucinogeni, inalanti e eroina. Alcuni ragazzi inizierebbero l’uso di sostanze psicoattive tra i 12 e i 13 anni, alcune volte anche prima.

fumo sigaretta
FUMO – Oltre all’alcol anche il fumare tabacco può essere la porta per l’uso di altre sostanze stupefacenti. Leggi Adolescenza: età critica per il consumo di sigarette.

Oltre all’alcol, il 13% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di fare uso di droghe di vario tipo, anche se si ritiene che questa percentuale sia decisamente sottostimata, dato che più della metà dei ragazzi (53,6%) conosce almeno una persona che ne fa uso.

Un altro dato allarmante è il fenomeno del poli-abuso è molto comune e vede gli adolescenti italiani come capofila in Europa (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, 2014): secondo l’Osservatorio Adolescenti (Telefono Azzurro e DoxaKids, 2014) il 26,4% dei ragazzi intervistati ha visto qualcuno dei propri amici usare alcool e droghe contemporaneamente nella stessa occasione, per esempio in una serata in discoteca.

Quali sono le sostanze stupefacenti più usate da giovani e adolescenti

Oltre ad alcolici, superalcolici e tabacco, una discreta percentuale di ragazzi in giovane età ha provato l’eroina (fumata) a volte prima ancora dell’uso degli spinelli.

L’allarme è stato lanciato dall’indagineEspad-Italia 2013 condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, su circa 45mila i ragazzi di 516 scuole secondarie superiori: l’uso della cannabis, che sembrava ormai in declino, è tornata a crescere, con il 30% di giovani che l’hanno sperimentata almeno una volta nella vita e un consumo nel 25% nei giovanissimi rispetto al 16% degli anni precedenti.

Anche la cocaina, in declino fino al 2012, sta avendo un ritorno di interesse, raggiungendo il 4,1% per quanto riguarda la sperimentazione e il 2,8% nel consumo durante l’anno.

Sono circa 36 mila gli studenti che nel corso della vita hanno provato eroina o altri oppiacei (l’1,5% del totale).

Un altro dato allarmante deriva dall’uso sempre più consistente di droghe “sintetiche”: se anfetamine, ecstasy, Lsd etc. vengono utilizzati generalmente in modo occasionale (126mila ragazzi, soprattutto maschi), gli psicofarmaci senza prescrizione medica sono stati scelti dal 17% degli studenti almeno una volta nella vita.

Come e perché i giovani si avvicinano alle sostanze stupefacenti

L’età dell’adolescenza segna un confine tra l’età infantile e l’età adulta: in questo periodo i ragazzi sentono il bisogno di staccarsi in un certo senso dalla famiglia di origine per trovare dentro a se stessi la propria identità. Troviamo nel giovanissimo un forte cambiamento, nella percezione, nei sensi: il ragazzo adolescente ha necessità di rieducare completamente la propria sensorialità, ha un bisogno quasi fisiologico di sensazioni, gusti, emozioni forti.

adolescente ragazza
LE MOTIVAZIONI CHE PORTANO ALL’USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI – I ragazzi possono trovare nelle sostanze stupefacenti una facile via alla risoluzione dei propri conflitti, interiori ed esteriori, un aiuto nel sentirsi a proprio agio eliminando le inibizioni, le vergogne e le paure, un modo per sentirsi parte di un gruppo o, ancora, un modo per far fronte alla noia, alla solitudine, all’ansia. Le sostanze stupefacenti permettono al ragazzo di: alterare il suo stato di coscienza e sentire di espandere i livelli di consapevolezza personale, sperimentare nuove sensazioni al di fuori della quotidianità, facilitare l’integrazione col gruppo dei pari, rendere più soddisfacente l’immagine di sé, rafforzare l’autostima, affrontare esperienze personali di disagio.

Inoltre a questa età è normale sentirsi invincibili, vedere tutto in bianco e nero:  il ragazzo adolescente non ha nessuna percezione del rischio connesso all’uso, anche saltuario, di sostane stupefacenti. Spesso è addirittura la famiglia o uno dei genitori a dare il cattivo esempio, a fumare e bere insieme al proprio figlio.

Motivi che spingono i ragazzi verso l’uso di sostanze stupefacenti

Tra le motivazioni che possono portare un ragazzo a sperimentare sostanze stupefacenti possiamo trovare:

  • Curiosità, desiderio di divertirsi o distogliersi dalla noia
  • Accesso facile alla droga (per esempio vivere con altre persone che la utilizzano oppure molta disponibilità di denaro per acquistarla)
  • Bisogno di essere accettati dal gruppo
  • Desiderio di ribellione
  • Necessità di far fronte a uno stato mentale o emotivo negativo: depressione, insicurezza, mancanza di autostima, stress, dolore fisico o emotivo
  • Mancanza di dialogo e corretta informazione: di frequente i giovani non ottenendo risposte dalle figure adulte di riferimento sono costretti a basare le proprie credenze su ciò che sentono dire da amici e conoscenti, ricavandone informazioni false e poco attendibili.
ragazza adolescente fumo
Il dato emerge dallo studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) e Espad Italia (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), condotto nel 2014. Circa 54 mila studenti italiani delle scuole medie superiori, il 2,3% dei 15-19enni italiani, nel 2014 hanno assunto sostanze psicotrope senza sapere cosa fossero.

In un momento così faticoso, ma allo stesso tempo estremamente prezioso per lo sviluppo della propria individualità, come l’età adolescenziale, l’attenzione educativa deve essere al massimo: occorre fare in modo che il ragazzo sperimenti se stesso, le proprie capacità, viva la sfida e il conflitto, facendo però in modo che questo porti in lui un senso di capacità e soddisfazione, non di sfiducia e frustrazione. Genitori-amici o genitori-assenti possono diventare un forte rischio per il ragazzo, che non viene adeguatamente sostenuto nella sua crescita.

Sempre, ma soprattutto nel caso di una situazione familiare debole o conflittuale, la presenza di una figura educativa carismatica e positiva per il ragazzo da trovare al di fuori della famiglia, per esempio un professore, un istruttore sportivo, etc. può davvero fare la differenza.

La lettura psicologica dei problemi di dipendenza

L’età dell’adolescenza, che dovrebbe essere un processo naturale e sano, può trasformarsi un un’arma a doppio taglio, nel caso in cui vi siano delle precedenti debolezze nel nucleo familiare:

  • Paura e  difficoltà da parte dei genitori di lasciar andare il figlio, spesso dovuto al mancato distacco a propria volta dalle relative figure parentali. Legami di attaccamento deboli, contraddittori, patologici portano inevitabilmente a difficoltà relazionali intergenerazionali.
  • Paura e difficoltà da parte del ragazzo a cominciare a camminare da solo
  • Presenza di malattie fisiche o psichiche in uno dei membri della famiglia
  • Lutto o separazioni improvvise

La dipendenza da sostanze stupefacenti scaturisce in genera da un’altra problematica di dipendenza, per esempio dalla famiglia, anche se solo una minima parte dei ragazzi  che hanno una problematica di dipendenza, per fortuna, diventerà un tossicodipendente.

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