Si definisce prematuro un parto che avviene prima del completamento della 37ma settimana di gestazione.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si distinguono quindi tre gradi di prematurità:

– prematurità leggera per i nati dalla 32ma alla 37ma settimana, che sono l’84,3%

– prematurità media dalla 28ma alla 32ma settimana, che sono il 10,4%

– prematurità grave per i nati prima delle 28 settimane, che sono il 5,2%

Negli ultimi 20 anni si è riscontrato un aumento delle nascite di bimbi prematuri: nel mondo nascono ogni anno 15 milioni di bambini prematuri e un milione di loro non ce la fa. In Italia i parti prematuri rappresentano circa il 7% delle nascite totali. 

Cause del parto prematuro

Il parto prematuro può essere provocato dai medici nel caso di patologie croniche della madre che renderebbero insicuro il procedere della gravidanza, come la gestosi, epatiti o pressione alta, o ancora perché sono necessari interventi chirurgici su patologie del feto, che non riesce ad alimentarsi e crescere correttamente.

Il parto prematuro può essere anche spontaneo e causato dalla rottura improvvisa del sacco amniotico, dalla cervice corta o da una importante infiammazione uterina, con agenti patogeni che entrano nel liquido amniotico della placenta, infiammano le membrane e il cordone.

Il parto prematuro si può prevenire

Per diminuire la probabilità di una nascita anticipata è sicuramente importante fare esami e controlli regolari durante la gravidanza, uno stile di vita sano (no alcol e fumo), alimentazione corretta ed equilibrata, no allo stress mentale e fisico, come per esempio il sollevamento di pesi.

Acidi grassi omega 3 per prevenire le nascite premature

La professoressa Middleton, del Childbirth and the South Australian Health and Medical Research Institute ha studiato gli effetti dei grassi omega 3, in particolare di DHA e EPA nella riduzione dell’incidenza di parti prematuri.

Dallo studio è emerso che aumentare l’apporto giornaliero di omega 3 ridurrebbe dell’11% il rischio di partorire un bambino prima delle 37 settimane di gestazione e addirittura del 42% prima delle 34 settimane.

Gli omega 3 aumenterebbero la maturità della cervice e ridurrebbero le contrazioni uterine, favorendo la produzione di progesterone.

Secondo gli esperti la dose ottimale per ottenere questi benefici sarebbe tra i 500 e i 1000 mg di acidi grassi a catena lunga omega 3, da assumere a partire dalla 12esima settimana di gestazione.

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