I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono malattie psicologiche complesse che portano a vivere in modo ossessivo il rapporto col cibo, il proprio peso corporeo e la propria immagine fisica.

LE ETA’ A RISCHIO – Secondo i dati, tra le ragazze dai 15 ai 18 anni circa il 5 %  presenti qualche disturbo collegato all’alimentazione. In Italia, secondo la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) sono circa 2 milioni i giovani che soffrono di disturbi alimentari. Di questi il 40% ha un’età compresa tra i 15 e i 19 anni.I DCA si riscontrano prevalentemente nelle ragazze e giovani donne, anche se l’età di esordio si è abbassata notevolmente e non è raro ormai riscontrarli in bambini di 8-10 anni di età. Scopri di più su Anoressia, bulimia e altri disturbi del comportamento alimentare: i sintomi premonitori

Imparare a costruire col cibo un rapporto sano fin da piccoli

 

BUON ESEMPIO ED EDUCAZIONE ALIMENTARE – Se in famiglia si mangia in maniera regolare, si ha riguardo alla quantità e alla qualità degli alimenti e al modo in cui vengono consumati, il bambino imparerà per imitazione un modo corretto di alimentarsi. Se al contrario mangiamo spesso un panino in piedi, perché abbiamo fretta, saltiamo il pasto e poi indulgiamo fuori-pasto, oppure mangiamo in modo disordinato, non ci sarà un buon modello di educazione alimentare. Coinvolgere i figli nella preparazione delle pietanze e della tavola sostiene la creazione di buone abitudini, che permettono di costruire un rapporto creativo e proattivo nei confronti dell’alimentazione. Scopri di più su Il bambino ci rispecchia: l’importanza dell’imitazione in educazione

 

ATTENZIONE ALLA QUANTITÀ E QUALITÀ DEI CIBI – I bambini dovrebbero fare una buona colazione, due pasti principali e due spuntini, con orari regolari e attenzione alla scelta delle pietanze: non esiste solo il conteggio delle calorie, Werner Kollath, nel suo libro “La classificazione degli alimenti”, ha distinto i cibi “viventi”, e quindi necessari alla formazione e al mantenimento della vita, da quelli che, per effetto di azioni esterne, quali riscaldamento, conservazione e preparazione, sono “morti”. Gli alimenti possono pertanto dividersi in tre principali categorie:
alimenti “morti” – cibi cotti o conservati, margarina, pasticceria industriale, alcool, liquori, zucchero.
alimenti “inferiori” – carne, salumi, uova non fresche, latte bollito (quello “industriale” che beviamo oggi), caffè, tè, cioccolato, marmellate, formaggi, pane bianco.
alimenti “superiori” o “sani” – frutta fresca, cruda e matura, e verdura cruda e fresca. Scopri di più su La dieta olistica

 

IL CIBO E’ VITA E SALUTE, NON UN MODO PER SFOGARE LE PROPRIE EMOZIONI – Il buon cibo dovrebbe essere associato al buon umore. Non sempre, però, il rapporto con il cibo inizia nel migliore dei modi e, a volte, far mangiare alcuni bambini diventa difficile. Ricordiamo di calibrare le quantità delle pietanze per promuovere il senso dell’equilibrio e della varietà, ricorrendo nei primi anni di vita ai colori, alle forme e agli accostamenti dei cibi in modo creativo e giocoso,  e di evitare metodi ricattatori e intimidazioni: il cibo non deve essere vissuto come premio o ricompensa, è vita e salute e non va confuso col bisogno di affetto o il modo per protestare contro mamma e papà. Scopri di più su I trucchi anti-capriccio a tavola

 

SI A SPORT E VITA SANA, MA SENZA PORRE TROPPO L’ACCENTO SULL’ASPETTO ESTETICO – Promuovere lattività fisica fin da piccoli è importante per sviluppare il corpo e la mente: i bambini attivi durante il periodo della crescita diventano adulti più sani e forti. Scopri di più su Qual è lo sport giusto per mio figlio? Scopri i benefici degli sport per bambini e come scegliere il migliore per le sue esigenze
Lo sport e l’alimentazione portano innanzitutto benessere, non bisogna insistere continuamente sui criteri estetici: è importante svincolare l’autostima dei bambini dall’aspetto fisico e valorizzare l’interiorità e l’unicità delle caratteristiche di ciascuno.

 

TENERE VIVO IL DIALOGO – Anche se non è sempre facile, è importante mantenere vivo il dialogo, anche in età preadolescenziale e adolescenziale, quando gli scambi tra generazioni sembrano difficili. I ragazzi hanno bisogno di sentirsi ascoltati e di sapere che la famiglia è sempre pronta ad aiutarli anche quando commettono errori o non rispettano le regole. In questa età è opportuno prestare particolare attenzione a quello che succede a tavola, per distinguere capricci, paure passeggere e gusti personali dai sintomi di un disagio alimentare. Scopri di più su Disturbi alimentari. I segnali da riconoscere, le strategie da attuare
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