gravidanzaTutte le mamme, soprattutto alla prima gravidanza si spaventano per ogni piccola perdita di sangue. Spesso sono perdite quasi invisibili ma per ogni futura mamma sono un terribile segnale d’allarme.

In primo luogo possiamo dire che le perdite sono più frequenti nel primo trimestre di gravidanza e si presentano in circa un terzo delle gravidanze totali, sono perciò piuttosto frequenti.

Le perdite possono essere trasparenti, rosa,  rosso vivo oppure marroni a seconda che il sangue fuoriesca rapidamente piuttosto che resti di più a contatto con il liquido vaginale che è acido.

Ogni mamma sa bene qual è l’ansia che si prova quando la gravidanza ha qualche complicanza, meglio dunque recarsi al pronto soccorso o prenotare una visita ginecologica per potersi tranquillizzare.

Vediamo quali sono i tipi di perdite e cosa possono segnalare.

Perdite trasparenti e acquose

Questi tipi di perdite sono fisiologiche.

Le perdite bianche in gravidanza sono quasi dense e sono dovute ai cambiamenti ormonali, ossia l’aumento del livello di estrogeni.

Perdite da “impianto”

Quando si parla di “impianto” si intende il momento in cui l’embrione, terminato il suo viaggio dalla tuba, dove è avvenuta la fecondazione, si stanzia nell’utero, dove resterà per tutta la gravidanza.

Tra i sintomi dell’impianto ci sono anche delle perdite rosso-marroncine. macchiettine rosa, biancastre ma striate di sangue o, spesso, marroni.

Perdite di sangue

Le perdite di sangue possono essere di vari tipi, dal rosato, al rosso vivo, al marrone, così come anche la quantità, che può essere da poche gocce a una vera e propria emorragia.

Si ritiene spesso che, se le perdite sono rosso vivo e abbondanti, questo sia un segnale nefasto, mentre invece poche gocce di colore rosso scuro o marrone non debbano far preoccupare.

pancione gravidanza
Il colore oppure l’abbondanza delle perdite non sono il segnale sicuro di un’interruzione di gravidanza. Si è visto infatti che il numero di gravidanze interrotte sono più o meno le stesse in donne con perdite scarse o abbondanti, oltre al fatto che esiste anche l’aborto ritenuto che non provoca perdite di sangue.

Perdite di sangue nel primo trimestre

Le perdite nel primo trimestre, secondo il ginecologo E. Semprini, esperto di gravidanze a rischio, sono dovute al periodo di assestamento della placenta che deve ancorarsi alla parete uterina uterina per mezzo dei villi barbicanti.

Sicuramente le perdite di sangue, di qualunque entità, non sono un evento fisiologico e richiedono sempre un accertamento specialistico. In ogni caso questo evento colpisce circa il 20% - 30% delle donne in gravidanza e, sebbene sia un sintomo che richiede attenzione, non necessariamente ha un esito sfavorevole.

Minaccia di aborto o aborto

L’aborto nei primi tre mesi di gravidanza è evento certo non raro, capita infatti nel 15-20% delle gravidanze e, in genere, non può essere evitato, in quanto rappresenta una specie di “selezione” delle gravidanze con gravi anomalie incompatibili con la vita.

La minaccia di aborto può manifestarsi con perdite più o meno abbondanti, in genere non dolorose.

Nel caso di aborto in atto, l’entità del sanguinamento è in genere abbondante, il sangue diventa di colore rosso vivo e può essere frammisto a coaguli; il dolore aumenta e può divenire continuo.

Non sempre l'aborto si manifesta con perdite, può capitare infatti un "aborto ritenuto", in cui abbiamo la cessazione della vita embrionale senza espulsione dello stesso. In questo caso i sintomi vanno ricercati soprattutto nella regressione dei tipici sintomi della gravidanza.  Anche per questo motivo è consigliata un'ecografia di controllo durante le prime 12 settimane di gestazione.

Gravidanza extra-uterina

Le perdite di sangue possono essere sintomo di gravidanza extra-uterina, dovuto all’impianto dell’embrione fuori della cavità dell’utero .

 La gravidanza extra-uterina è un evento molto più raro dell’aborto spontaneo, ma può portare a complicanze serie, che possono richiedere, nei casi non gestibili con una terapia medica, un intervento chirurgico d’urgenza. Sono più a rischio per questa patologia le donne che hanno avuto un’infezione delle tube, una precedente gravidanza tubarica, un precedente intervento chirurgico a livello tubarico.

Perdite di sangue nel secondo/terzo trimestre

Anche nel secondo e terzo trimestre possono capitare delle perdite di sangue, che hanno però cause diverse rispetto a quelle delle prime fasi della gravidanza. In generale le perdite in questo periodo della gravidanza hanno a che fare con problemi alla placenta: un suo distacco o una placenta previa.

Distacco di placenta

Il sanguinamento vaginale può essere causato dal distacco della placenta dalla parete uterina, prima o durante il travaglio.

Solo l’1% delle donne incinte ha questo problema, che si verifica di solito durante le ultime 12 settimane di gravidanza.

Placenta previa

In alcuni casi la placenta si inserisce troppo in basso nell’utero, in una zona che è destinata ad espandersi con le fasi avanzate della gravidanza. Con l’espansione dell’utero, la placenta e soprattutto le sue inserzioni vascolari non sono in grado di seguire questa distensione e si rompono.  Il sanguinamento di solito avviene senza dolore e può necessitare l’espletamento immediato del parto con un taglio cesareo.

Questa patologia si verifica in 1 gravidanza su 200 edè più frequente in donne che hanno subito un taglio cesareo o nelle gravidanze gemellari. È facilmente individuabile attraverso l’ecografia.

Parto prematuro

Le perdite di sangue possono anche essere dovute alla rottura di piccoli vasi della cervice ed essere sinonimo quindi di un travaglio alle sue prime fasi.

Se il travaglio inizia prima della 37esima settimana di gestazione si parla di parto prematuro, prima della 40esima è parto pre-termine.

Qualsiasi perdita ematica durante la gravidanza bisogna necessita di consulto medico, potrebbe infatti essere necessario un ricovero per chiarire le cause del sanguinamento e prevenire i danni alla madre e al feto.
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