adorable-21998_640Se ancora ce ne fosse bisogno, per cercare di far dormire il più possibile i bambini, attraverso un ritmo e una preparazione adeguati, ecco i risultati di un nuovo studio di un gruppo di psicologi americani dell’Università di Tucson, in Arizona, che hanno sfruttato un metodo particolare per i loro esperimenti: il linguaggio artificiale.

La ricerca

I ricercatori hanno fatto ascoltare a una cinquantina di bambini, di 15 mesi, alcune frasi «senza senso», create appunto con un linguaggio artificiale e preregistrate, del tipo «pel-wadim-jic». E le hanno fatte ascoltare ripetutamente finchè i bambini non mostravano una certa familiarità.

«Queste frasi contengono tre unità – ha spiegato Lynn Nadel, del gruppo di Tucson in occasione del meeting Aaas organizzato a San Diego dalla Società americana per il progresso delle scienze. – La prima e l’ultima formano una relazione: la prima (“pel”) predice la terza (“jic”) non tanto perché assumono un significato reale, dal momento che si tratta soltanto di suoni senza senso, ma perché riproducono, in qualche modo, la struttura di una frase inglese composta da un soggetto e da un verbo».

Dopo aver ascoltato queste frasi alcuni bambini si facevano un pisolino, come nelle loro abitudini, altri no.

Successivamente i ricercatori hanno fatto riascoltare le frasi, aggiungendone di nuove tipo «vot-kicey-rud».

«Osservando le espressioni facciali del bambini – ha continuato Nadel – quando ascoltavano sia le vecchie che le nuove frasi, abbiamo rilevato i loro livelli di attenzione con tecniche particolari e li abbiamo poi correlati con la capacità di apprendimento».

Ecco i risultati.

Il bambino impara nel sonno

I bambini, che non avevano dormito, riconoscevano le frasi che avevano imparato, ma quelli che avevano schiacciato un pisolino entro quattro ore dalla prima «lezione» risultavano più bravi : riconoscevano non solo le vecchie, ma anche le nuove frasi, dimostrando così la capacità di individuare, in una nuova frase, la struttura che avevano imparato dalla vecchia, di saper quindi astrarre il concetto. Questo suggerisce che il pisolino aiuta l’apprendimento astratto: la capacità, cioè, di identificare un modello generale contenuto in una nuova informazione.

Insomma, sappiamo che il sonno è una delle variabili più importanti per l’apprendimento, la ricostituzione fisica e mentale, ma gli ultimi studi rivelano che stiamo creando una vera e propria generazione di “gufi” svegli di notte intorpiditi di giorno, con conseguenze davvero nefaste per la salute e per il benessere interiore (è stato dimostrato che chi dorme poco è più a rischio di depressione e uso di droghe).

Noi adulti per primi dovremmo essere di esempio ai nostri figli mentenendo uno stile di vita equilibrato e salutare, spegnendo TV, computer e telefonino e dedicandoci, almeno la sera, ai nostri cari.

Dormire rinforza il sistema immunitario

Secondo la ricerca pubblicata su Trends in Neurosciences da Jan Born, dell’Università di Tubinga,  riposare quando si ha un’infezione aiuta a riprendersi più in fretta, ma anche a permettere all’organismo di reagire più prontamente quando dei microrganismi patogeni simili ci attaccheranno in futuro.

Dormire consente di fissare meglio i ricordi, non solo nella memoria cerebrale, ma anche nella memoria immunologica, che viene conservata nel nostro sistema immunitario.
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