dire di noQuando il bambino arriva vicino ai 3 anni ha raggiunto tanti traguardi: la stazione eretta, il saper camminare, il mangiare autonomamente, la parola e la capacità di pensiero. Proprio in questo momento arriva la prima grande “crisi” dell’età evolutiva e le prime difficoltà per i genitori di “contenere” i propri bambini.

Questa è una fase cruciale nell'apprendimento della disciplina: primi “no” sono davvero importanti, perché segneranno la vostra relazione col vostro bambino.

Saper dire di no

Sono i no che gli serviranno a imparare senza “sbattere la testa” e a mantenere intatta la fiducia che il bambino ripone in voi, perché sa che voi siete autorevoli.

I “no” devono mostrare fermezza, non ira o violenza, devono porre un limite, non aggredire, e soprattutto devono essere pochi, per proteggerlo. Se imparate queste poche semplici regole il bambino si fiderà di voi e vi ascolterà perché saprà di potersi fidare.

Le regole dei no

Il tono

Il ”no” deve essere fermo, ma pacato, non urlato.

Il contatto visivo

Il bambino deve essere guardato negli occhi in modo serio, ma non adirato.

Il contatto fisico

Il bambino, per poter essere indipendente domani, deve sperimentare oggi la protezione dei genitori. Il bambino deve percepire il controllo, l’autorevolezza, non la durezza e il rifiuto.

Prendetelo in braccio, trattenetelo, il bambino deve sentire la vostra forza e la vostra autorevolezza, voi siete gli adulti, voi avete il controllo.

Spiegare il motivo

Quando il bambino è piccolo (sotto i 7-8 anni) dite semplicemente “questo è vietato” “questo no” “questo fa male, Ahi!”

Quando il bambino sarà più grande potrete a seconda delle sue capacità spiegare sempre meglio le vostre motivazioni, facendo crescere in lui una sempre maggiore fiducia e stima nei vostri confronti.

Non aver paura delle sue reazioni

Voi gli dite di no e lui piange disperato! Se in linea di massima i “no” che gli dite sono ragionevoli, in termini di quantità e qualità, un “no” deciso e fermo non potrà che fargli bene, lo farà sentire protetto e gli farà capire che il sentimento così comune nei piccoli di poter fare tutto va ridimensionato.

 Se però dite sempre di no, il no perderà di significato. Se lo dite con tono irato provocherà voglia di rivalsa.

Rassicurare

Essere fermi non significa respingere il bambino e privarlo del nostro affetto e della sicurezza emotiva.

Rassicurate il bambino sul fatto che state riprendendo un comportamento sbagliato, non state mettendo in dubbio il vostro amore per lui. Se è ancora piccolo e non può capire i nostri discorsi e piange di fronte ai nostri no, cullatelo e consolatelo, ma ripetetegli che quella cosa non va fatta e perché.

Offrire alternative

In alcuni casi potete offrirgli qualcosa di similmente interessante con cui giocare.

Come sempre “prevenire è meglio”, quindi, se al vostro bambino piace tanto l'acqua ma non volete che allaghi quotidianamente la tovaglia, permettetegli almeno 1 volta al giorno di giocare con l'acqua, in bagno o in giardino. Se non volete che tocchi la terra dei vasi, prevedete un contenitore pieno di sabbia da mettere sul terrazzo.

Queste possibilità permettono al bambino di sentirsi libero e compreso, però trattatelo per quello che è, una persona che capisce ed è degna di rispetto, quindi non dimenticate mai di spiegare perché quello che gli offrite va bene e quello che stava usando prima no, in modo semplice e pacato.

Mai ingannarlo

Distrarlo con scuse sciocche o con un dolce può funzionare qualche volta, ma in breve tempo il bambino capirà e non ci “cascherà” più. E inoltre avrete intaccato la fiducia che lui vi da incondizionatamente.

Questo momento della vita richiede un grande controllo da parte dei genitori, che in una società come la nostra, fatta di stress, velocità, agitazione, non sempre è facile mantenere. Può anche accadere che ci siano momenti di “emergenza” nei quali non si riesce a trattenersi.

I linea di massima, quando vi sembra che il vostro bambino abbia superato il limite, respirate profondamente più volte e chiedetevi se quello che sta facendo è realmente grave e giudicate con serenità. Il bimbo piccolo ancora non conosce le conseguenze di quello che fa e non può sapere che avete avuto una giornata pesante o non vi sentite in forma. Fategli capire che quello che ha fatto è sbagliato, aiutatelo a rimediare, ma non aggreditelo, mai.

Secondo Jirina Preckop, autrice de “Il piccolo Tiranno” il bambino, se non viene ascoltato nei suoi bisogni veri, compreso quello di sentire la fermezza affettuosa di chi si occupa di lui, può diventare a poco a poco un insaziabile padrone nei confronti dei genitori, un 'tiranno' appunto, intorno al quale ruota la vita dell'intera famiglia.

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