baby-165067_640I bambini nascono senza un’immagine di sé. Possono andare in qualunque direzione e diventare ciò che i loro genitori e essi stessi vogliono che diventino. L’immagine che vostro figlio riceve di se stesso dipende dagli stimoli e riscontri che riceve dall’ambiente, e in modo fondamentale dipende dai genitori.

Poiché l’immagine che i genitori hanno dei figli è molto simile a quella che hanno di loro stessi, così se questa sarà positiva il loro modo di insegnare, educare e amare i figli sarà positivo.

Quello che i bambini sono

Dimostrare ai figli di amarli incondizionatamente significa dimostrare loro di amarli solo per il fatto che esistono e non per quello che fanno: i genitori spesso dicono ai figli che non vogliono più bene loro perché non hanno fatto una certa cosa… ma non si può subordinare l’amore al comportamento perché ciò che i bambini temono di più è di non essere amati e accettati.

La mancanza di autostima può derivare dal percepire la mancanza di amore incondizionato da parte dei genitori.

I bambini andrebbero amati e protetti in ogni circostanza, così che sappiano che l’affetto non hanno bisogno di guadagnarselo: se vedete e trattate i vostri figli come persone belle e importanti si sentiranno sicuramente così e avranno in questo modo sufficiente energia per amarvi a loro volta e per amare gli altri.

Se un bambino vive in un ambiente che alimenta bassa autostima e aggressività sfogherà la sua frustrazione e l'odio per se stesso verso gli altri.

Essere e fare

Un bambino amato non è un bambino a cui è permesso tutto, l’amore incondizionato non può prescindere dal rispetto. Quando dovete intervenire per correggere vostro figlio, correggete il suo comportamento, non lui.

Ogni genitore ama incondizionatamente i propri figli, ma i figli si sentono amati solo se voi vi comportate con loro in modo da far sentire che li accettate così come sono, in ogni momento e in ogni circostanza.

Per questo è molto importante separare l’essere dal fare.

Se vostro figlio si comporta in un modo che non vi piace non attaccate il suo essere, ma il suo comportamento.

ESEMPIO Siamo al supermercato. Il bambino dopo un’ora sul carrello arriva alla cassa e deve ancora aspettare, cominciando a dare segni di impazienza. “Fai il bravo!” “Sempre la stessa storia!” “Sei proprio un bambino capriccioso”.

Mettiamoci nei suoi panni: un bambino, soprattutto se piccolo, ha solo un desiderio: imparare. I bambini per imparare devono toccare, assaggiare e muoversi. Pretendere che un bambino di 1 anno o 2 stiano buoni sul carrello della spesa per ore è impensabile.

mamma bambino
Dire: “Fai il bravo” implica che il bambino che sta semplicemente esprimendo le esigenze di un qualsiasi bambino sia cattivo. “Sempre la stessa storia” implica che voi vi aspettavate da lui che si comportasse “male” e quindi rinforza la sua mancanza di autostima. “Sei proprio un bambino capriccioso” significa che lui è così e basta, senza possibilità di replica: così sarà sempre “capriccioso” in ogni circostanza perché questo è ciò che vi aspettate da lui.

Fatevi aiutare dal vostro bambino a fare la spesa: “Che pasta compriamo oggi? Sceglila tu!” “Ma che bello questo giocattolo, guardalo pure, ma oggi non abbiamo i soldi per comprarlo. Se proprio lo desideri chiederemo a Babbo Natale di regalartelo! (o al compleanno, o in qualsiasi buona occasione)”

I bambini, se parlate loro con rispetto, cioè sapendo che possono capire quello che spiegate loro, rispondono in modo così maturo da stupirci.

ESEMPIO Se siete alla cassa e dovete fare la coda spiegatelo a vostro figlio: “Uffa guarda bisogna aspettare un po’, lo so che è un po’ noioso, anche la mamma è stanca, però dai raccontiamo una storiella, recitiamo una bella filastrocca, quando toccherà a noi mi aiuterai a mettere tutto nel carrello! Poi a casa ci mangeremo un bel gelato!”

Un bambino che sbaglia non è “cattivo”: ha semplicemente agito in un modo che gli ha permesso di imparare a crescere.

Potete insegnare a vostro figlio a crescere imparando dagli errori e non ad avere paura del fallimento.

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