L’allattamento al seno è quanto di più naturale per mamme e bebè, ma, soprattutto alla prima esperienza possono nascere delle difficoltà.

allattamento
Ecco alcuni consigli su perché scegliere di allattare, in quale posizione allattare, come e quando allattare, come capire se il latte è sufficiente per il nostro bebè e come alimentarsi quando si allatta.

Perché scegliere di allattare al seno

 Il latte materno è il miglior alimento per il bambino perché:

  • È adatto ai suoi fabbisogni nutrizionali, è completo, non richiede integrazioni.
  • Garantisce protezione da malattie.
  • È sempre pronto, alla temperatura giusta.
  • Non costa nulla.
  • Favorisce il bonding tra mamma e bimbo.
GUIDA ALL’ALLATTAMENTO AL SENO – Allattare il proprio bambino al seno è quanto di più naturale possa accadere ad una mamma dopo averlo partorito, eppure sono moltissime le mamme che oggi credono che per allattare “bisogna avere la fortuna” di avere latte a sufficienza. Scopri di più su Allattamento al seno, una guida pratica – e-book gratuito a cura di Lina Giuliana Peci

Le posizioni per allattare

Una corretta posizione durante l’allattamento è basilare per evitare i comuni problemi che insorgono durante l’allattamento, come le ragadi, o la scarsa produzione di latte.

Una buona posizione garantisce un buon allattamento.

In quale posizione tenere il bambino

Il bambino deve essere sul fianco, rivolto verso il corpo della mamma. Il suo viso deve essere di fronte al seno della mamma, col naso di fronte al capezzolo. È importantissimo che il bambino non debba ruotare la testa per raggiungere il capezzolo.

Come attaccarlo al seno

Per evitare le ragadi è importantissimo che il bambino si attacchi afferrando contemporaneamente capezzolo e areola. Se volete sostenere la vostra mammella ricordate di non mettere le dita a forbice intono al capezzolo, ma semplicemente di mettere l’intera mano al di sotto del seno. Questo per permettere al latte di scorrere al meglio al di fuori delle ghiandole mammarie.

Le possibili posizioni per allattare

Durante l’allattamento la mamma deve sentirsi comoda, potete usare cuscini o anche sgabelli per sostenere le gambe. Controllate che il bimbo sia nella posizione corretta, che riesca a respirare bene e ad attaccarsi correttamente.

1- Posizione seduta

La posizione più comune e conosciuta.

POSIZIONE SEDUTA SEMPLICE – Sicuramente la posizione più utilizzata, è però stancante perché il braccio deve sostenere il bambino per essere all’altezza del capezzolo. Potete aiutarvi appoggiando il braccio su un bracciolo, del divano o di una sedia, oppure utilizzando un cuscino.

 

POSIZIONE SEDUTA CON CUSCINONE – Per sostenere meglio il bambino potete utilizzare un cuscinone fatto apposta per la gravidanza e l’allattamento. Scopri di più su Il cuscinone per la gravidanza e l’allattamento, a cosa serve, come sceglierlo e come utilizzarlo.

2- Posizione distesa

Alcuni bambini, soprattutto quando crescono, la trovano più comoda. Utilissima per allattare il bambino nel letto, senza doversi alzare la notte. Ponetevi sul fianco, accanto al bambino, anche lui sul fianco, rivolto verso di voi.

POSIZIONE DISTESA – Permette di alleviare la fatica a braccia e schiena, il peso del bambino è sostenuto dal materasso.

 

POSIZIONE SUPINA CON BAMBINO IN BRACCIO – Anche in questo caso la schiena è distesa, ma il braccio è sotto sforzo, è possibile ovviare al problema utilizzando un cuscino del letto o il cuscinone per gravidanza e allattamento.

3- Posizione Rugby

Particolarmente indicata per le mamme che soffrono di ingorgo mammario, a chi trova difficoltà ad attaccare il bambino, oppure per allattare due gemelli contemporaneamente. Tenete il bambino con l’avambraccio all’altezza della vostra ascella e sostenete la sua testa con la mano.

CON LA POSIZIONE RUGBY PER RISOLVERE I PROBLEMI DELL’ALLATTAMENTO – Questa posizione permette di migliorare i problemi di ragadi e di mal di schiena, ma necessita del supporto di un cuscino per essere utilizzata. Sicuramente è l’unica posizione adatta ad allattare contemporaneamente due gemelli.

Come allattare

Anche se alcuni bambini si attaccano più volentieri a una mammella rispetto a un’altra, per mantenere un buon apporto di latte da entrambe alternate ad ogni poppata la mammella da offrire.

  • Attaccate il bimbo alla prima mammella e lasciatelo succhiare a volontà. Quando si stacca da solo offrite l’altra mammella, se non si attacca più significa che è sazio. La poppata successiva partirete dalla mammella che avrete offerto per ultima.
  • Alternate il seno con cui cominciate la poppata.
  • Se dovete interrompere la suzione, per staccare il bambino dal capezzolo inserite il mignolo all’angolo della bocca, appena la apre potete staccarlo.
  • Non è necessario che il bambino faccia il “ruttino”, ma come sempre state in ascolto, alcuni bambini lo pretendono, altri ne fanno ameno.

Igiene del capezzolo

Non è necessaria una particolare pulizia, il latte materno fa già il suo dovere. Lavatevi con detergenti naturali e lasciate il più possibile il seno all’aria.

Non usate saponi profumati, profumi, deodoranti, è importante che il neonato, soprattutto nei primi mesi, possa riconoscere l’odore della mamma.

PER EVITARE LE RAGADI – Per evitare ragadi è importante che il seno sia ben asciutto. Per chi allatta in inverno è possibile aiutarsi col fon tiepido dopo la doccia o il bagno a mantenere i capezzoli ben asciutti. Utilissime le conchiglie raccogli latte, che permettono al capezzolo di asciugarsi bene tra una poppata e l’altra, oltre che di evitare l’uso di coppette assorbi-latte usa e getta. Scopri di più su Ragadi al seno, cosa sono, perché compaiono, come risolverle
COPPETTE IN ARGENTO – Molto consigliate sono anche le coppette in argento e le coppette assorbi-latte lavabili in seta e lana. In caso di ragadi o irritazioni la cosa migliore da fare è utilizzare il proprio latte spremuto e lasciato asciugare sulla ferita. Potete usare anche la vostra urina (ottimo cicatrizzante) o una crema alla lanolina (in questi casi sciacquatevi il capezzolo prima di offrirlo al neonato. Scopri di più su Argento, antibiotico naturale. Cos’è e come usarlo
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