sole in manoGli otto Sabba sono le principali festività del nostro calendario in cui vengono celebrati i solstizi, gli equinozi e altre ricorrenze legate alla Natura.
I sabbat sono le otto feste della wicca e del paganesimo, dedicate al Dio, e legate ai movimenti del sole. L’origine della parola è ebraica, shabbat significa infatti  “smettere di compiere determinate azioni”.
Sono otto, 4 sabbat minori (Yule, Mabon, Ostara, Litha) e 4 sabbat maggiori (Samhain, Imbolc, Lammas, Beltane).
I Sabbat sono giorni di venerazione, di potere, e festività.
La Luna è simbolo della Dea e per questo le cerimonie di adorazione venivano eseguite al suo chiarore. Quando si conobbero i solstizi e gli equinozi (21 marzo, 21 giugno, 21 settembre e 21 dicembre), furono introdotti in questa struttura religiosa.

Gli 8 sabba

1 – Il Solstizio d’inverno (21-24 dicembre) – YULE

Yule è stato a lungo visto come momento di nascita divina,  in cui la Dea dà alla luce un figlio, il Dio, e i cristiani lo hanno semplicemente adottato a loro uso nel 273 d.C.
Yule è il tempo della massima oscurità ed è il giorno più corto dell’anno.
I popoli primitivi notarono questo fenomeno e supplicavano le forze della natura di allungare i giorni ed accorciare le notti.
Dato che il Dio è anche il Sole, questo segna anche il momento dell’anno in cui il Sole rinasce.
Perciò nella Wicca si accendono candele o fuochi per dare il benvenuto al ritorno della luce del Sole. La Dea, che dorme durante l'inverno del suo travaglio, si riposa dopo il parto.

2 – La candelora (2 febbraio) – IMBOLC

Imbolc è la festa della purificazione e del rinnovamento. Segna la ripresa della Dea dopo aver dato alla luce il Dio (esattamente 40 giorni dopo il “parto”, da qui il periodo del puerperio di 40 giorni).
I momenti di luce sono sempre più lunghi e la risvegliano.
 Il Dio è un fanciullo giovane e vigoroso, il calore rende fertile la Terra (la Dea) facendo in modo che i semi si schiudano e germinino. E così sopravvengono i primi segni dell'inizio della primavera.

3 – L’ equinozio di primavera (21 marzo e nella tradizione cattolica la Pasqua) – OSTARA

il giorno della Dea: il giorno e la notte hanno la stessa durata e si celebra il ritorno della fertilità della terra.
Era antica usanza colorare le uova in segno di prosperità.

4- Calendimaggio (30 aprile/1maggio) – BELTANE

Il Beltane segna l’emergere del giovane Dio all’età adulta.
Festa della prosperità e della crescita.

5 – Il solstizio d’estate (21-24 giugno o festa di San Giovanni nella tradizione cattolica) – LITHA

Rappresenta il giorno di massima potenza del sole , quando la luce ha il sopravvento sull’oscurità.
Viene celebrata con l’accensione di fuochi. nella tradizione magica la notte del 24 è il momento più propizio per la raccolta di erbe e di piante officinali come l’erba di san Giovanni (iperico), il vischio e l’artemisia.
Litha arriva quando i poteri della natura raggiungono il loro punto più alto, la Terra trabocca della fertilità della Dea e del Dio.
Il fuoco ancora una volta rappresenta il Sole, festeggiato in questo giorno con il maggior numero di ore di luce.

6 – La festa del raccolto (1 agosto) – LUGHNASADH

Dedicata al raccolto del grano e dei cereali vissuto nell’antichità come un sacrificio dello spirito del grano che cade sotto la falce dell’uomo e risorge come farina e pane dando vita ad una nuovo ciclo di vita e morte, ovvero di trasformazione.
Lughnasadh è il giorno del primo raccolto, quando le piante della primavera appassiscono, e rilasciano i loro frutti o i semi affinché noi possiamo usarli ed anche per assicurare futuri raccolti. In modo mistico, anche il Dio fa così, e perde la sua forza, mentre il Sole sorge sempre più lontano a Sud ogni giorno, e le notti si allungano.
 La Dea osserva con dolore e gioia, mentre comprende che il Dio sta morendo, eppure vive dentro di Lei come Suo figlio. Con il passare dell’estate, i Wiccan ricordano il suo calore ed i suoi doni nel cibo che mangiamo. Ogni pasto è un atto di armonizzazione con la natura, e ci ricorda che niente è costante nell'universo.

7 – L’ equinozio d’autunno (21-23 settembre) – MAHON

Seconda festa del raccolto, ultima celebrazione prima della fine del ciclo in cui tirare le somme di ciò che si seminato e che si è raccolto, è il completamento del raccolto cominciato a Lughnasadh.
Ancora una volta notte e giorno sono uguali, bilanciate dal Dio che si prepara a lasciare il Suo corpo fisico e comincia la grande avventura nell’ignoto, verso il rinnovamento e la rinascita della Dea.
La natura declina, ritrae i suoi doni, si prepara per l’inverno e per il suo periodo di riposo. La Dea sonnecchia con il Sole che si indebolisce, anche se il fuoco brucia nel Suo ventre. Lei sente la presenza del Dio anche mentre Egli svanisce.

8 – La calenda (31 ottobre – Halloween e nella tradizione cattolica il ponte dei morti-ognissanti) – SAMHAIN

I Wiccan si congedano dal Dio. Questo è un addio temporaneo. Egli non è avvolto dall’oscurità eterna, ma si prepara a rinascere dalla Dea a Yule.
Samhain è un momento di riflessione, per guardarsi indietro nell'anno trascorso, per venire a patti con l’unico fenomeno della vita sul quale non abbiamo controllo – la morte.

La simbologia Wicca

Questo mito parla dei misteri della nascita, della morte, e della rinascita. Celebra gli aspetti meravigliosi e gli splendidi effetti dell’amore, ed onora la figura femminile.

Il ritmo della Terra è qualcosa di sacro e antichissimo, gli esseri umani nascono e crescono in questo ritmo cosmico.

Nella crescita dei bambini è bene tenere conto di questo, facendo vivere loro, simbolicamente, queste feste che, nonostante le tante trasformazioni subite nei secoli, non sono mai state cancellate.
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