san micheleLa festa di san Michele cade il 29 settembre.

Questa è la prima delle tre feste tradizionali che preparano i bambini al Natale attraverso le immagini. Verranno poi la festa di san Martino e la festa di san Nicola.

Molte vecchie leggende raccontano della battaglia di san Michele contro il drago, di come egli riuscì a sconfiggerlo ed a scacciarlo dai cieli. Dal Medioevo si tramanda anche la leggenda di san Giorgio, il cavaliere che libera la principessa dal drago uccidendo il mostro con la sua lancia.

Le battaglie del cavaliere sulla Terra e di san Michele in cielo sono metafore delle qualità umane di maggior pregio. Entrambe esprimono il coraggio e la chiarezza di pensiero, qualità necessarie per superare l'egoismo, la codardia e la falsità.

Come è sempre stato negli antichi calendari, da quello egizio a quello ebraico, la fine di settembre segna la fine e l’inizio del tempo della terra. Mentre l’estate se ne va, l’atmosfera si raccoglie, la luce e il calore si affievoliscono  e la terra ci invita al risveglio della coscienza nella nostra interiorità. In questo momento, l’Arcangelo Michele appare come ispiratore di un grande gesto di coraggio e di fiducia verso il nuovo ciclo che giunge, con il suo buio, a metterci a prova.

In questo periodo dell’anno, la stagione ha un’atmosfera diversa: l’aria è più fresca, le giornate si accorciano e le chiare notti d’autunno sfoggiano un meraviglioso cielo stellato. Insieme gustiamo una merenda di festa con il pane di san Michele e le mele. (Tratto da “Come sviluppare tutti i talenti del bambino” di Arve Mathisen, edizioni Red)

Star and Apple Seeds
MELA SAN MICHELE – La mela è il frutto della conoscenza, e compare in tutte le feste che precedono il Natale. L’umanità raggiunge la libertà mangiando il frutto della conoscenza; a causa di ciò, viene scacciata dal Paradiso, e da allora il percorso che gli uomini dovranno seguire è il sentiero che guida alla propria trasformazione. Percorrendo questo sentiero, essi possono venire purificati per servire la causa della bontà e della verità. Nelle scuole Waldorf, nel giorno di San Michele, a ogni bambino viene data una mela da mangiare a tavola.

 

La spada di San Michele (2)

LA SPADA DI SAN MICHELE – Polare alla festa di Pasqua, anche la data di San Michele segna una resurrezione, non visibile nella natura, ma viva nel nostro spirito. Le forze di Michele sono forze legate al coraggio delle prove, da affrontare con il ferro della spada. Nelle scuole Waldorf insieme ai bambini, nel periodo di San Michele si prepara una spada fatta in legno. 

La perla, una favola per il tempo di Michele

C’erano una volta un re ed una regina.

Dopo lunghi anni d’attesa la regina mise al mondo una bimba. Nella terza notte successiva alla sua nascita, arrivarono tre fate, molto sagge, a rivelare il suo destino alla neonata.

La prima disse: “La principessa sarà tanto bella quanto il sole di un chiaro mattino, tanto pura quanto un giglio al chiaro di luna, tanto buona quanto il nostro pane quotidiano”.

La seconda disse: “Quando avrà quattordici anni, spunterà un drago possente. Con la sua coda farà scomparire il palazzo. Tutta la vita intorno sarà spazzata via dal suo soffio velenoso e si porterà via la principessa tra le sue grinfie di ferro”.

Allora la terza disse: “Ai piedi della grande bilancia dei Mondi, nel cuore della Terra, è nascosta una spada. Chi la troverà e compirà quel che è scritto sulla lama, vincerà il drago, salverà la principessa, ricostruirà il palazzo e restituirà la vita ai territori circostanti”.

Dopo aver parlato le fate scomparvero. Ma il re aveva udito le loro parole. “Non sempre è bene conoscere quel che ci riserva il domani – disse – però sono felicissimo di conoscere in anticipo la minaccia che incombe su nostra figlia”.

Ordinò dunque di condurre la principessa in un grande giardino, intorno ad esso fece costruire un gran muro di cinta, tanto alto che arrivava fino al cielo. Giorno e notte cento soldati montavano la guardia.

Ma ecco…

Quando si deve restare vigili per quattordici anni, giorno e notte, si finisce per essere stanchi! … E siccome, per quattordici anni, né di giorno, né di notte, non era capitato nulla di male alla principessa, allora, le guardie si dissero: “Non capiterà di certo questa notte….. per una volta…..”.

E quando la principessa andò a mettersi a letto, i cento soldati la imitarono, coricandosi a terra, e si addormentarono….per non risvegliarsi più….. Perché, proprio quella notte, la principessa compì il suo quattordicesimo anno…. e si avverò la predizione della seconda fata: arrivò improvvisamente un orribile drago puzzolente che sputava fuoco. Fece scomparire il palazzo e l’enorme muraglia, il suo fiato velenoso spense ogni vita tutt’intorno, rapì la principessa tra le sue grinfie di ferro e la portò via, nessuno seppe dove….

Così, come tutta la gente aveva saputo della bellezza, della purezza e della bontà della principessa, allo stesso modo la notizia della sua scomparsa fu subito risaputa da tutti.

Tantissimi furono quelli che vollero liberarla, ma nessuno di loro trovò la spada, ai piedi della grande bilancia dei Mondi, nel cuore della Terra, sulla quale è scritto ciò che il suo liberatore deve compiere.

In quel tempo viveva, lontano sulla montagna, un giovane e povero pastore. Aveva perduto i suoi genitori da molto tempo. Egli custodiva le capre e i montoni del suo padrone, un uomo ricco e senza cuore, dal quale non riceveva che una crosta di pane secco. Ma non sempre e così spesso soffriva la fame.

Una notte, mentre dormiva, come di solito, sotto il cielo stellato, fece un sogno strano.

Una donna, piena di saggezza – era la seconda fata – si avvicinò al suo giaciglio. Aveva in mano una grossa perla scintillante, e gli disse: “Prendi questa perla! Essa ti guiderà al cuore della Terra. Là troverai la grande bilancia dei Mondi, ma i suoi piatti sono spezzati. Ai suoi piedi vedrai una spada. Se tu fai quel che è scritto sulla lama, potrai liberare la principessa, che è tanto bella quanto il sole di un chiaro mattino, tanto pura quanto un giglio al chiaro di luna, tanto buona quanto il nostro pane quotidiano. Tu potrai ricostruire il palazzo e ridare vita e ogni colore alle terre tutte attorno”. Poi fece apparire nella perla, davanti al giovane pastore, il volto di una fanciulla, tanto bella che nel suo cuore si accese immediatamente l’ardente desiderio di rivederla.

Il giovane pastore si risvegliò.

Ed ecco che si trovò in mano una grossa perla scintillante che risplendeva tanto intensamente quanto il desiderio del suo cuore. Dal momento che non doveva salutare nessuno, si mise subito in viaggio.

Quanto tempo camminò? o non camminò? Chi può dirlo?

Improvvisamente si erse davanti a lui una parete rocciosa, nera e a picco, in fondo alla quale s’interrompeva ogni strada. Ma quando egli la toccò con la perla si aprì un sentiero scosceso che scendeva verso l’interno della Terra. La perla illuminava la via. Tutto era silenzioso a tal punto che sentiva battere il proprio cuore. Via via che scendeva, vedeva aumentare un bagliore davanti a sé. Ad un tratto arrivò in una grande sala illuminata da ogni lato, le cui pareti erano di oro puro. Al suo centro si trovava la bilancia dei Mondi. Ma i suoi piatti di cristallo giacevano a terra in frantumi e non c’era da nessuna parte la spada promessa.

Allora si mise a raccogliere i frammenti di cristallo e – miracolo! – si assemblarono da soli tra le sue mani, fino a ricomporre entrambi i piatti della bilancia. Non appena l’ultimo frammento tornò al suo posto, egli vide la spada ai suoi piedi.

Si chinò, la prese e lesse cos’era scritto sulla sua lama: “Per trionfare sul drago, vinci te stesso!”

Si guardò attorno e si accorse che la bilancia e la sala d’oro erano scomparse. Si trovava ora in un’oscura caverna. Nella sua mano sinistra la perla brillava come mille soli e bagliori di fuoco sprizzavano dalla spada che reggeva nella mano destra. Davanti a lui stava rampando il drago più spaventoso che si possa immaginare. Il suo orribile corpo squamoso teneva prigioniera una fanciulla, tutta vestita di bianco.

Il giovane riconobbe in lei il volto del suo sogno. Per fortuna!

Perché se il desiderio del suo cuore non fosse stato tanto ardente, sarebbe immediatamente fuggito davanti al mostro.

Ma si ricordò della sua missione, come stava scritto sulla spada: “Per trionfare sul drago, vinci te stesso!” Sollevò la spada scintillante e la lanciò con tutte le sue forze contro la gola del mostro, salvando così la principessa che seguì poi il giovane pastore. Insieme ricostruirono il palazzo reale, divennero re e regina e regnarono sulla contrada ritornata alla vita.

La perla trovò il suo posto al centro della corona reale, da dove rifulse il suo misterioso splendore.

san michele waldorfSan Michele

Quando il sol tramonta in cielo
e alle nubi dà fulgore
ecco brilla il tuo mantello
rosso e giallo di splendore.

La tua spada è sfavillante
fiero indomito guerriero
il tuo sguardo rilucente
ci rammenta sempre il vero.

Oh, tu prode San Michele
che nei cieli hai vinto il male
dacci forza e puro cuore
chè s’affermi alfin l’amore.

Atmosfera di Michele

Divengono i giorni più brevi
divengono i cuori più chiari
Al di sopra dell’autunno
splende il luminoso San Michele.
San Michele, signore del tempo!
Tu dai il vero pane
ed una nuova veste. (H. Ritter)

Il cavaliere

Me ‘n vo, me ‘n vo
sul mio destrier
timor non ho
da solo andrò
se vincerò,
ritornerò.

San Michele

Un paggio e una dama andaron per man
là nella foresta, lontan, lontan!
“Mio bel cavaliere, ti prego: attenzion!
Qui nel bosco vive un feroce dragon!”
Un drago focoso dall’erba spuntò,
la dama piangente rifugio cercò.
Lui vinse la bestia e la prese per man,
e insieme andaron lontano, lontan.

La spada di San Michele spartito
Val al Girotondo di San Michele con spartito e mp3
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