bambina3Fin da quando è nel pancione il vostro bambino entra in contatto con innumerevoli emozioni. Se siete tristi, felici, arrabbiate, preoccupate, lui lo percepisce e reagisce di conseguenza.

Non sa ancora però dare un nome a quello che prova, ed è importante perciò che glielo insegnate, perché riconoscere cosa si sta provando è la base per arrivare al controllo delle emozioni.

Quindi, fin da quando è piccolissimo, parlate con il vostro bimbo e spiegategli che ora forse è stanco, ora forse è arrabbiato, ora forse ha paura…

Conoscere le emozioni

Durante la giornata si provano molte emozioni, è importante per i bambini familiarizzare con quello che sentono e in brevissimo tempo saranno in grado di farci sapere cosa stanno provando e soprattutto sapranno che provare emozioni è assolutamente naturale e, certo, non sconveniente.

Dal modo in cui noi ci relazioniamo con le nostre e le loro emozioni i bambini impareranno a non averne paura e soprattutto a non vergognarsene.

Come parlare ai bambini per non insegnarli e relazionarsi con le proprie emozioni

Il bambino deve scendere dallo scivolo, ma esita.

Invece che: “Dai scendi che stanno aspettando te!” “Non devi avere paura!” (lui ha paura, ma non lo sa, pensa che non sia normale provare timore e che gli altri non lo provino, quindi tenderà a nascondere questa naturale emozione)

Proviamo con: “Lo so che hai paura! Anche mamma ce l’avrebbe al tuo posto! Forza, fai un bel respiro e prova a buttarti, la mamma è qui per prenderti al volo”

Quando scenderà, naturalmente, ci saranno grandissimi festeggiamenti per il coraggio che ha avuto: “Ma sei stato coraggiosissimo! Avevi paura, ma sei riuscita a superarla, complimenti!”

Controllare le emozioni, non negarle

Saper controllare le proprie emozioni è fondamentale: riconoscere che in alcuni momenti possiamo provare qualcosa di spiacevole ma non per questo valiamo meno è la base per un’esistenza tranquilla e felice. Insegnare a riconoscere e contenere le proprie emozioni è il primo passo fondamentale per l’acquisizione della disciplina.

Per esempio: Capita spesso che i bambini esprimano i loro sentimenti in modo esagerato, è assolutamente normale, proprio perché non sanno ancora controllarsi. Se diciamo loro: “Ma non ti vergogni? Grande come sei piangi ancora?” “Smettila di fare i capricci, se ti butti per terra un’altra volta la mamma ti lascia qui da solo, così impari!” i bambini potrebbero pensare che sia sbagliato provare delle emozioni.

Diciamo invece: “Lo so che sei arrabbiato perché volevi stare ancora al parco, ma la mamma non vuole che ti butti per terra e che fai scenate. Non ti è permesso. Mi dispiace che tu sia arrabbiato con me, ma la mamma vuole tornare a casa e tu non puoi stare qui da solo. Se domani avrò più tempo, ci fermeremo di più”.

Siamo noi adulti a dover dare l'esempio: non possiamo pretendere che i nostri bambini ci dicano quello che provano e sappiano contenersi se noi per primi non lo facciamo.

Quando siamo arrabbiate (o stanche, o tristi, o impaurite…) dobbiamo dirglielo: “Adesso sono davvero fuori di me per la rabbia!” Dopo aver espresso il vostro stato d’animo e aver visto la reazione di vostro figlio (che sicuramente dimostrerà dispiacere) l’arrabbiatura passerà e voi potrete immediatamente discutere con lui, ricordandogli che il suo comportamento vi ha fatto arrabbiare ma che può sempre rimediare e migliorarsi. Dopo esserci riappacificati verbalmente non facciamo mancare coccole, baci e carezze, se lui le accetta.

Il veicolo tattile è più rapido ed efficace di tante parole per far capire come ci sentiamo.
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