12 anniIl bambino di 12 anni vive un momento di passaggio molto importante: l’inizio dello sviluppo puberale, che avviene in base a caratteristiche, modalità e tempi individuali, manifesta sul piano fisico l’inizio dello sconvolgimento, soprattutto interiore, che comincia a quest’età.

Il bambino, ormai ragazzino, a questa età è pronto per un cambio di “prospettiva”, guarda se stesso, gli altri e il mondo in modo totalmente nuovo: non riesce più a sentirsi il centro dell’Universo, come può fare solo un bambino piccolo, nel pieno dell’egocentrismo, ma deve cominciare a trovare il suo posto all’interno di un mondo, fisico, emotivo, relazionale, davvero immenso.

Il ragazzino di 12 anni, le caratteristiche dell’età

Così come un bambino piccolo vive nel movimento continuo, per arrivare ai propri obiettivi fisici, come lo stare seduto, il cominciare a gattonare e poi a camminare, così il ragazzino di 12 anni entra in un’età in cui si torna a questa potente forza di “movimento” che aveva quando era piccolo, ma in un modo tutto nuovo: da piccolo l’obiettivo era il raggiungimento dell’autonomia di movimento, ora siamo agli albori della prima autonomia di pensiero.

Così come il bambino piccolo aveva un obiettivo preciso: alzarsi in piedi e camminare, il ragazzino di 12 anni necessita di avere delle mete, non più fisiche, ma di pensiero.

Il mondo esterno, le altre persone, le cose, cominciano ad essere percepiti in modo più oggettivo. Per questo agli occhi del ragazzino di questa età tutto è nuovo, tutto necessita di una nuova rieducazione, soprattutto i sensi: tempi e spazi sfuggono al controllo, gusto, vista e udito vogliono “intensità”: i ragazzi amano suoni forti, gusti decisi, colori estremi.

Soprattutto sul piano relazionale è come se il ragazzino si trovasse in una forte instabilità e comincia a percepirsi forte la differenza e il distacco tra maschi e femmine. Il ragazzino di 12 anni deve uscire da “casa sua” e cercare riferimenti in un ambiente a lui ancora sconosciuto.

Mentre il bambino, nel conoscere il mondo, si affidava totalmente all’adulto, il ragazzino di 12 anni non può più affidarsi completamente: il suo pensiero necessita di assumere autonomia e quindi non può più condividere le idee degli adulti e della sua famiglia, deve rivedere, rivoluzionare e soprattutto farlo da sé.

In questo momento assume una forte impronta il gruppo dei pari: attraverso il gruppo il ragazzino sente meno la solitudine, l’incomprensione, la paura di diventare grande. Appartenere a un gruppo scolastico, sportivo, culturale, aggregativo o musicale è di fondamentale importanza per dare al ragazzo lo spazio di libertà di cui necessita, sapendo però qual è  e com’è il gruppo di cui fa parte.

I 12 anni corrispondono, a scuola, con l’inizio di una attività meno “artistica” e più “scientifica”: in questa età preadolescenziale il ragazzino ha bisogno di allenare il pensiero causale, lasciare da parte il suo sentire e la sua individualità, per lasciare spazio alla vera oggettività. Gli esperimenti di fisica, ottica, acustica, etc. saranno da privilegiare nello studio scolastico e a casa.

ragazzi 12 anni
I ragazzi, alla soglia della pubertà, subiscono un forte cambiamento soprattutto sul piano relazionale:  comincia a percepirsi forte la differenza e il distacco tra maschi e femmine e la ricerca di nuovi riferimenti nell’ambiente esterno alla famiglia, soprattutto nel gruppo dei pari.

La crisi dei 12 anni

Se vissuta pienamente la preadolescenza è la base fondamentale per far trovare all’individuo la propria interiorità e individualità, così da poter assumere la sua giusta posizione nel mondo, nel quale operare attivamente.

Però, come tutte le cose belle e importanti, ogni conquista necessita di fatica e, a volte, sofferenza.

Come fa un genitore a comprendere come si sente il proprio figlio di 12 anni preadolescente?

La prepubertà è l’inizio di una completa separazione della personalità dal mondo esterno, che viene “conquistato” attivamente, quasi con aggressività. Questo si legge anche nel movimento: i movimenti del ragazzo preadolescente diventano spigolosi e rigidi, scompare del tutto l’armonia e la leggiadria infantile.

Tutto deve essere rieducato e riconquistato, a partire dai sensi, fino alle relazioni sociali.

La relazione è la vera chiave di volta della crisi dei 12 anni: la famiglia di origine e gli adulti di riferimento non possono più dare, da soli, quello che il ragazzino necessita. Questo è il momento in cui la famiglia deve un po’ mettersi da parte, da un punto di vista di presenza fisica, ma essere quantomai presente sotto forma di “mantello” che possa condurre il ragazzino a trovare il suo posto in un sano gruppo di ragazzi coetanei.

A questa età i ragazzi cominciano a costituire gruppi,  club o alleanze, per raggiungere vari scopi. Le grandi forze che il ragazzo ha in sé a questa età devono essere indirizzate a uno scopo, per questo è importante che il gruppo o i gruppi del quale il ragazzo fa parte vengano guidati in maniera educativa, per esempio con la creazione di gruppi con scopo musicale, culturale, sportivo o naturalistico.

Differenza tra femmine e maschi nella crisi dei 12 anni

A questa età lo sviluppo di maschi e femmine comincia a seguire binari paralleli: lo sviluppo fisiologico femminile inizia prima e questo si sente anche a livello mentale e psicologico.  Parte delle forze femminili vengono impiegate nella crescita corporea e questo fa sì che il corpo diventi più delicato e debole rispetto a quello maschile: le ragazze si chiudono nel loro mondo interiore e tendono ad isolarsi dal mondo esterno in modo ostile. Insofferenza, forti crisi emotive e momenti di capriccio nei confronti degli adulti sono caratteristiche tipiche femminili di questa età. Questa situazione si protrae per non più di un anno, dopo il quale si ristabilisce l’equilibrio: con l’arrivo delle mestruazioni finisce la tempesta  e ritorna la vitalità, per poi passare a fasi successive dello sviluppo.

Nel maschio lo sviluppo fisico è ancora lontano: il corpo arriva a questa età pieno di vitalità ed energia. Il ragazzo a questa età è un vulcano in eruzione, che deve liberarsi in modo sfrenato dall’eccesso di forze disponibili.

ragazzina 12 anni
CRISI DELL’ETA’ – Maschi e femmine vivono in modo molto differente la crisi prepuberale dei 12 anni, mentre le femmina tendono a divenire introspettive, irritabili e capricciose, i maschi dispongono di molte forze, che necessitano di essere utilizzate in modo costruttivo. Leggi anche: Proteggere i figli dalle sostanze stupefacenti.

I ragazzi di 12 anni e la guida educativa

Sia per i ragazzi che per le ragazze è fondamentale una sana guida educativa in questa fase dello sviluppo.

il ragazzo dodicenne cerca fortemente una guida che possa dare risposte ai suoi quesiti, che lo affianchi senza giudicare le sue scelte che spesso ricercano strade alternative dove sperimentare i propri sensi in maniera estrema.

la guida per un ragazzo deve essere ben diversa da quella che aveva quando era più piccolo: deve essere una figura che stimola il ragazzo ad agire, crea occasioni di scambio e attività. Ma non solo, la guida educativa per il ragazzo di questa età deve essere un grande esempio, non aver paura di mettersi in gioco, di sporcarsi le mani, di far fatica insieme a lui, nella ricerca mentale tanto quanto fisica.

Lo strumento a disposizione dell’educatore sarà l’ironia, insieme alla quasi imperturbabilità: le sfide che pone il ragazzo a questa età non sono infatti dirette contro l’autorità ma tendono ad altro, alla ricerca di per sé. L’educatore dovrebbe essere aperto ad ogni idea, ad ogni proposta, e lontano da ogni forma di giudizio o ridicolizzazione delle idee e iniziative del giovane.

In questo momento il ragazzo necessita di una rieducazione del movimento ed anche sensoriale: a questa età è come se tutti i sensi subissero uno “shock” e non fossero più in grado di cogliere le sfumature, i ragazzi necessitano di musica ad altissimo volume, hanno gusti forti, per esempio amano il piccante, alcol, fumo, le “canne”, i graffiti… c’è un grande bisogno di usare i sensi in modo estremo.

La giusta guida educativa offre la possibilità di sbagliare e prendere coscienza dello sbaglio, offre il giusto indirizzo alle loro mete, crea delle occasioni di conquista (es. delle gite faticose, dei compiti faticosi)

In questo momento ciò che fa differenza tra una buona e una cattiva guida è la CONVINZIONE INTERIORE: passa infatti al ragazzo ciò che portiamo in noi non ciò che viene fatto e proposto per perbenismo e con pregiudizio.

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