L’autostima, cos’è e come coltivarla

Quando è opportuno lodare i propri figli e quando no

L’autostima si rafforza ogni volta in cui viene raggiunto un obiettivo. Quando il bambino, messo in condizione di fare da solo, ottiene un buon risultato, impara a fare qualcosa di nuovo, si rende conto di avercela fatta, la sua autostima cresce.

Non è necessario tessere continuamente le sue lodi o lodarlo anche quando un risultato non è stato raggiunto appieno.

I DUE ECCESSI – Se da un lato ci sono ancora genitori che tartassano l’immagine di sé del bambino con frasi tipo “non capisci niente”, “sei sempre il solito”, “non impari mai”, dall’altro lato ci sono schiere di genitori pronti a negare ogni insuccesso dei propri figli, mettendoli al centro del mondo ed evitando ogni minima frustrazione “ma no, fa niente, sei un bambino bellissimo”, “lo farai la prossima volta”, “sei intelligentissimo e bravissimo”. Amare i propri figli non significa trovare scusanti ai fallimenti e agli errori, oppure lodarli senza motivo. “Se l’adulto si sostituisce continuamente al bambino stimandolo e lodandolo, non lascia al piccolo lo spazio necessario per verificare in autonomia l’esito delle sue azioni, e costruire dentro di sé questi criteri. Lasciamo ai bambini il tempo e lo spazio per dire a se stessi: ho raggiunto un obiettivo, quindi se ce l’ho fatta vuol dire che sono una persona capace, che ce la fa. È sui piccoli successi quotidiani che si costruisce l’autostima, non sulle lodi degli adulti” sostiene la professoressa Alessia Agliati, psicologa e docente di pedagogia interculturale all’Università Bicocca di Milano. Leggi anche La critica costruttiva: correggere gli errori dei figli senza intaccare la loro autostima

Come e quando lodare il bambino

La lode generica è poco comprensibile per il bambino e rischia di ritorcersi contro al genitore che la fa.

“Sei un bambino super-intelligente”

Un bambino molto lodato può sentirsi appagato al momento, ma il fatto di essere lodato senza una reale corrispondenza tra ciò che ha conquistato e ciò che sente su di lui può rivelarsi un boomerang.

LO STUDIO SULLA PSICOLOGIA DELLA LODE – Uno studio condotto presso la Columbia University rivela come i bambini che ricevono molti complimenti sono più propensi ad evitare sfide e situazioni difficili per paura di non essere all’altezza dell’aspettativa dell’adulto ed essere privati della lode.  Inoltre, quando i bambini sono sempre lodati non apprezzano lo svolgimento dei propri compiti, mostrando un calo del rendimento e più errori, rispetto ai bambini meno lodati. Insomma, sapere di essere bravo perché si è riusciti a fare qualcosa è diverso dal credere di essere bravo perché me lo dicono mamma e papà.

“Sono contento perché di sei impegnato e hai portato a termine il tuo compito che era difficile”

Se nel nostro lodare implichiamo un giudizio, questo ci tornerà indietro.

Quando diciamo “sei intelligente” quando nostro figlio riesce a risolvere un problema, implichiamo che quando non riuscirà subito a risolverlo non è intelligente.

LODE ALL’IMPEGNO NON AL RISULTATO – Meglio dunque evitare le lodi “di valore” (sei bravo perché hai preso 10, sei intelligente perché hai fatto il compito tutto giusto, sei forte perché hai vinto la partita) e tenere i nostri apprezzamenti per l’impegno mostrato. Gli studi indicano che la lode dei genitori per l’impegno e il duro lavoro dei ragazzi per ottenere un risultato migliora la loro perseveranza. Quando il bambino arriva a un buon risultato, questo è già appagante di per sé, non c’è bisogno della nostra lode, ma della nostra empatia “sono proprio contento per te”.

Il continuo bisogno di lodi e rassicurazioni

Un bambino troppo spesso lodato diventa un bambino ansioso, perché la lode e l’approvazione diventano indispensabili e il bambino si disabitua a percepire in autonomia quando è soddisfatto di se stesso e del lavoro che ha fatto.

QUANDO LA LODE E’ CONTROPRODUCENTE – Se la lode diventa indispensabile per il bambino, questa diventa controproducente perché il bambino non avrà più un metro autonomo di giudizio e sarà dipendente dal giudizio altrui. Un bambino non abituato alla lode, non avrà bisogno di cercarla, perché riconosce autonomamente se ha fatto un buon lavoro. Questo non significa non riconoscere il lavoro e il valore dei propri figli, ma insegnare loro a trovare la ricompensa dentro di sé. Allora piuttosto che dire “sei stato bravo ad aiutarmi”, diciamo “grazie per avermi aiutato”.
AIUTARE I BAMBINI A RICONOSCERE IL VALORE DEL PROPRIO LAVORO – Se l’adulto offre costantemente un giudizio (positivo o negativo che sia), il bambino sarà “viziato” nel riconoscimento del proprio valore. Invece che lodare o criticare è bene invece aiutare il bambino a sentire se quello che ha fatto l’ha reso soddisfatto oppure no: “sei contento di come è andata la partita?”, “sei soddisfatto del compito che hai svolto?”.
LA LODE NON SINCERA – Utilizzare le lodi per evitare una delusione al proprio figlio non è mai una buona idea. Il bambino sente in profondità quanto siamo sinceri e cosa pensiamo veramente. I bambini sanno perfettamente quando hanno fatto bene e quando hanno fatto poco bene e per questo il nostro apprezzamento poco sincero non potrà che far perdere loro la fiducia in noi. Piuttosto apprezziamo il fatto di averci provato e aiutiamo i nostri figli a capire che se si sbaglia si può cambiare e migliorarsi: “come avresti potuto ottenere un risultato migliore?”, oppure “questa volta non sei riuscito, se ti impegni ci riuscirai la prossima”. Leggi anche L’autostima dei bambini
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https://i1.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2017/08/papà-bambini.jpg?fit=960%2C639https://i1.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2017/08/papà-bambini.jpg?resize=150%2C150Serena RocchiAutostimaeducazione,pedagogia,psicologiaSe fino a 20 anni fa ancora non si parlava molto di autostima e immagine di sé, oggi sono sempre più i genitori che si impegnano per nutrirla e salvaguardarla.Se lodare i propri figli quando fanno bene è molto importante per far loro sentire di essere apprezzati è altrettanto...