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Lo sviluppo psico-fisico del bambino è strettamente legato, da una parte, alla predisposizione genetica e all’alimentazione e dall’altra all’attività e ai movimenti che svolge.

Un accademico russo, Asharski, ha infatti dimostrato come gli esseri viventi aumentino il loro livello energetico svolgendo attività fisica (Guinzbourg-Lucca).

È sufficiente mettere un bambino nell’acqua perché la sua attività motoria aumenti: nell’acqua i neonati compiono movimenti specifici che a terra non eseguono e che si possono pertanto definire “acquatici”; fuori dall’acqua i bambini possono muoversi solo dopo alcuni mesi, in acqua si muovono subito, appena nati, con movimenti specifici.

Il neonato ha una naturale acquaticità e, se le condizioni lo permettono, impara prima a nuotare che a camminare.

Bambini piccolissimi possono essere lasciati su una spiaggia a contatto con l’acqua del mare. Imparano da soli a nuotare, esplorando gradualmente l’acqua, senza spingersi mai al di là del punto in cui cominciano a sentirsi insicuri ( Tjarkovskij, 2001)

La teoria della scimmia acquatica o AAT (Aquatic Ape Theory)

Questa teoria ipotizza che, in un lontano passato, un nostro predecessore fosse coperto totalmente da peli. Il feto, tra il sesto e l’ottavo mese, infatti, è completamente ricoperto da una leggera lanugine (chiamata lanuga) che scompare prima della nascita. La pelle nuda dell’uomo ha fatto avanzare diverse teorie in proposito, tra cui una teoria acquatica della nostra evoluzione.

Elaine Morgan, una giornalista che ha sviluppato in tutti i suoi aspetti la teoria acquatica, suppone che l’ominide nostro capostipite, abbandonata la foresta e prima di diventare cacciatore /raccoglitore, abbia avuto una lunga fase come scimmione acquatico, perdendo il pelo come gli altri mammiferi terrestri tornati al mare.

Le teorie più accreditate sulla nostra evoluzione non chiariscono esaurientemente alcuni aspetti singolari della nostra specie che, al contrario, nella teoria acquatica trovano una spiegazione logica.

In base a questa teoria è possibile spiegare molte altre caratteristiche presenti nell’uomo e completamente assenti in qualsiasi altro tipo di animale: la sensibilità dei polpastrelli, la particolare forma del nostro naso, il fatto che le nostre lacrime sono salate, alcune caratteristiche anatomiche femminili, come la presenza di mammelle e la folta capigliatura.

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IL NEONATO, NUOTATORE NATO – Secondo Igor Tjarkovskij, alla nascita l’uomo possiede la stessa capacità di adattamento all’acqua dei mammiferi acquatici, capacità che possono essere mantenute mediante l’allenamento: l’adulto ha imparato a nuotare, il neonato non l’ha mai dimenticato.

Agevolare lo sviluppo attraverso il gioco  in acqua

Quando il bambino gioca non pensa che il suo corpo si muove, sta in equilibrio, cade, si rialza, si appoggia ecc.; attraverso il gioco è quindi possibile aiutare il bambino all’uso simultaneo e coordinato di diversi muscoli o gruppi muscolari. La coordinazione motoria nasce proprio da qui, ed è la risultante di due componenti: la sensibilità muscolare in relazione alla posizione che il corpo può assumere nello spazio e l’intelligenza motoria che è la capacità di eseguire correttamente un movimento e di individuare e correggere gli eventuali errori.

Attraverso il gioco, il bambino impara il significato fondamentale dello strumento corporeo; tuttavia questo non proviene solo dalle sue caratteristiche strutturali, quanto dal tipo di rapporto che queste permettono di stabilire con l’ambiente.

L’esplorazione della realtà che lo circonda, così come quella di movimento, sono necessarie al bambino per scoprire e sviluppare le innumerevoli possibilità motorie del suo corpo. In questo contesto, in cui sviluppo, senso-motorio e gioco sono strettamente collegati, il bambino impara a conoscere se stesso e i suoi limiti e ad affrontare le paure che lo coinvolgono.

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IL SENSO DELL’ACQUATICITA’ – L’attività di acquaticità dovrebbe osservare e aiutare il bambino in questa sua ricerca e l’operatore dovrebbe proporgli oggetti e situazioni sempre diversi, in un percorso evolutivo individuale e di gruppo.

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