E’ quella parte della nostra vita di cui non ricordiamo niente: dalla nascita ai 3-4 anni difficilmente si hanno ricordi spontanei, eppure è proprio in questa fase che il nostro cervello mette le basi del suo funzionamento.

Il cervello, come è fatto, come funziona

Il cervello è l’organo principale del sistema nervoso centrale e si trova nel cranio. Tutte le strutture nervose contenute all’interno del cranio prendono il nome di encefalo, di cui il cervello costituisce una parte. Il cervello regola le funzioni vitali e le funzioni cerebrali superiori, come il pensiero, la memoria, la psiche.

il cervello
LE PRINCIPALI STRUTTURE CEREBRALI – Il cervello può essere suddiviso in 5 parti principali, che rappresentano le modificazioni del cervello durante lo sviluppo embrionale, esse sono:  mielencefalo, metencefalo, mesencefalo, diencefalo, telencefalo. Il mielencefalo è in continuità con il midollo spinale, il metencefalo (ponte e il cervelletto) regola il controllo muscolare e il movimento. Il mesencefalo è il centro di riflessi ottici e uditivi, il diencefalo (talamo e ipotalamo) riceve i segnali sensoriali e li trasmette alla corteccia sensoriale. Il telencefalo è la parte più sviluppata del cervello umano ed è quella che assolve alle funzioni più complesse come il linguaggio, i movimenti volontari, l’apprendimento e la soluzione di problemi. È costituito dai due emisferi: l’emisfero destro controlla la parte sinistra del corpo, mentre l’emisfero sinistro controlla la parte destra.

Prima infanzia (0-4 anni) e cervello

Che il periodo della prima infanzia fosse fondamentale per il sano sviluppo cerebrale non è certo una novità, ma uno studio pubblicato su Nature Neuroscience, condotto da un gruppo di ricerca italo-americana, la cui cordinatrice è Cristina Alberini, professoressa al Center for Neural Science della New York University,  ci indica con più precisione che tra i 2 e i 4 anni, ovvero prima dell’inizio della Scuola dell’Infanzia, il bambino ha già messo le basi fondamentali del suo sviluppo cognitivo.

bambino
IL PARADOSSO DELLA MEMORIA – Spesso si tende a sottovalutare il periodo della primissima infanzia, con “tanto da grande non ricorderà nulla“. Invece questo periodo della vita è proprio quello in cui il cervello di un bambino impara a ricordare. “Nella prima fase della vita – spiega la coordinatrice Alberini – anche se il cervello non riesce a formare ricordi a lungo termine in maniera efficiente, è impegnato a imparare come farlo. Per riuscirci ha bisogno di essere stimolato tramite l’apprendimento, in modo che si eserciti in continuazione”. L’incapacità di formare ricordi duraturi potrebbe essere causata dall’immaturità dell’ippocampo oppure potrebbe dipendere della rapida formazione di nuovi neuroni e nuove connessioni, che interferirebbe con il consolidamento della memoria a lungo termine.

Amnesia infantile e memoria a lungo termine, dimentichiamo davvero?

Sebbene molti scienziati ritengano che la memoria non conservi i ricordi infantili, la ricerca propone un’altra ipotesi, ovvero che i ricordi dell’infanzia non vengano affatto dimenticati ma diventino semplicemente impossibili da ripescare, anche se, con modalità adeguate, è possibile recuperarli.

LO STUDIO – I ricercatori hanno studiato dei roditori di 17 giorni, equivalenti ai tre anni di un bambino, dimostrando che a quell’età l’ippocampo funziona già a pieno ritmo e che, se non viene attivato in modo corretto, attraverso i giusti stimoli ambientali, compromette la capacità futura di formare ricordi stabili e duraturi.

Aiutare lo sviluppo cerebrale del bambino

“Quel che abbiamo scoperto suggerisce che il cervello dei bambini – spiega Cristina Alberini, coordinatrice della ricerca e professoressa al Center for Neural Science della New York University – ha bisogno di essere attivato e stimolato anche prima dell’età delle materne. Altrimenti il sistema nervoso rischia di non sviluppare a pieno le sue funzioni di memoria e apprendimento”.

bambini attività
COME STIMOLARE I BAMBINI NEL MODO CORRETTO – Il bambino, accanto a ritmi e rituali ben precisi, ha necessità di scoprire il mondo attraverso la mediazione delle figure adulte di riferimento. Possono essere utilizzate: attività manuali, ma anche libricini illustrati, racconti e filastrocche. Scopri di più su Filastrocche e ninne nanne, la loro funzione. Inoltre, viaggiare, visitare luoghi diversi, vedere il volto di nuove persone e sentire parlare in una lingua straniera stimola lo sviluppo cerebrale del bambino. Oltre agli stimoli i più piccoli hanno necessità di riposare e dormire il giusto numero di ore. Scopri di più su Se il bambino dorme troppo poco sono a rischio salute, memoria e fantasia. Le strategie per sogni d’oro in base all’età. Ma soprattutto i ricercatori concordano su un aspetto: l’utilizzo della TV è deleterio per lo sviluppo sano del cervello e delle abilità cognitive. Scopri di più su La TV e la programmazione mentale e Bambini, TV e tecnologia.
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