bambina piscinaAi bambini che soffrono di asma, allergie  problemi polmonari viene spesso consigliata la piscina, infatti il nuoto viene ritenuto uno sport molto adatto a chi soffre di disturbi respiratori. Gli studi però ci dicono che non tutte le piscine sono uguali e che il cloro, in realtà, potrebbe peggiorare la situazione dei bambini asmatici.

Lo studio

Uno studio belga, riportato  sulla rivista RIAP ( Organo Ufficiale della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, agosto 2008) indica nel cloro delle piscine la causa di disturbi polmonari nei bambini.

La ricerca ha fatto sospendere  in Belgio  diversi  corsi pubblici di nuoto. L'allarme è partita dall'UCL - Università Cattolica di Lovanio.

Lo studio ha valutato l’influenza del cloro utilizzato per la disinfezione sulla diminuzione dello strato di protezione degli alveoli polmonari, con conseguente possibile predisposizione ad allergie e asma. Anche indagini successive, condotte sulla popolazione pediatrica, hanno confermato il sensibile aumento dei casi di asma e bronchiti in bambini con meno di 2 anni, che seguono corsi in piscine trattate con cloro.

L’asma e le bronchiti

L'asma è una malattia che comincia dalla primissima infanzia e che deriva da svariati fattori, genetici e ambientali.

Il cloro viene immesso nelle piscine come disinfettante e, una volta in acqua, trasforma gli eventuali contaminanti organici presenti, in una miscela di prodotti potenzialmente dannosi, che possono essere assorbiti attraverso l’inalazione, l’ingestione e la cute.

La tricloramina, prodotto dalla reazione chimica tra il cloro e le sostanze organiche presenti in piscina, come urina e sudore,  ha effetto tossico sulle vie aeree e determina un aumento della risposta infiammatoria ed allergica dell’organismo.

trasformazione cloro
Cloro e reazione chimica con le sostanze organiche presenti in piscina

I bambini piccoli sono particolarmente sensibili alle sostanze tossiche derivanti dall'interazione tra cloro e sostanze organiche della piscina, infatti il suo apparato respiratorio è ancora immaturo: sono presenti alla nascita solo il 10% degli alveoli polmonari rispetto all'adulto.

Gli effetti a lungo termine

Lo sviluppo, la ramificazione e la differenziazione delle vie respiratorie continuano  dopo la nascita, ma ben più a lungo, fino a 18-20 anni di età.

In questa età di sviluppo le vie aeree sono particolarmente vulnerabili a causa dell’immaturità dei meccanismi di difesa e per il fatto che la respirazione del bambino è prevalentemente dalla bocca, quindi senza nemmeno il filtro nasale.

L'effetto tossico degli inquinanti può portare a effetti negativi a lungo termine sulle vie respiratorie, come asma e allergie.

Il nuoto è un’attività sportiva molto importante per i bambini, ma nella scelta della piscina sarà da tenere in considerazione la modalità di disinfezione dell’acqua, meglio se salina o all’ozono.

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