Mi sono trovata spesso a discutere di questo argomento così spinoso dove tutti sono pronti a dire la loro e magari sfornare degli innumerevoli Vedemecum di saggezza e “giuste” regole da adottare. In realtà l’argomento genitorialità riguarda un po’ tutti perché è vero che è più vicino a coloro che hanno bambini ma è anche co-responsabilità ed argomento di interesse per coloro che non li hanno ma si occupano di quelli di altri.

L’unica cosa certa che dopo anni di esperienza mi sento di dire è che questa magica parola, spesso sulla bocca di tanti che mal la incarnano, non ha in realtà regole prestabilite da seguire e non ci sono ricette da dare se non l’unica vera e stabile onda su cui stare che è l’energia del CUORE.

Se vi dico questo è per spiegarvi banalmente che cosa è fare il genitore. Dal mio punto di vista questo ruolo si contraddistingue attraverso il donare amore; detto così sembra ovvio ma in realtà questo sapore non ce lo ricordiamo nemmeno più tanto ci siamo discostati dalla vera natura di appartenenza e siamo invece sempre alla ricerca di un obiettivo ed in balia di una società performante che ci vuole genitori al Top con figli da 10 e lode! Donare amore non è altro che stare in risonanza con un sentire che è istintivo, intuitivo, viscerale, primordiale, che è amore incondizionato e passa dal contatto pelle a pelle. Proverò a sviscerare meglio il concetto di connettersi al cuore per farvi entrare a piccoli passi nel mio punto di vista sull’argomento. La Medicina Occidentale ha da sempre considerato, e fino a poco tempo fa, l’organo del cuore come una semplice pompa facente parte del sistema cardiocircolatorio, Studi più recenti ci suggeriscono invece che il cuore può essere considerato come un piccolo cervello che comunica con la nostra mente attraverso il sistema nevoso e quello endocrino.

Uno studio condotto dall’Università di Harvard che è durato ben 42 anni è riuscito a dimostrare attraverso il suo campione analizzato la correlazione esistente tra la percezione di essere amati e la salute del cuore come organo in età matura. I dati della ricerca riportano che ben il 25% del campione ha sviluppato cardiopatie nonostante avere entrambi i genitori affettuosi, il 35% del campione indagato ha sviluppato problematiche cardiopatiche avendo un solo genitore affettuoso mentre il 93% ha manifestato problemi di salute relativi a cardiopatie avendo entrambi i genitori anaffettivi durante la crescita.

Questo dato è meraviglioso in quanto dimostra che avere la percezione di essere amati dai propri genitori significa sviluppare una sorta di protezione di fronte a problematiche di salute relative all’organo cuore mentre il non sentirsi amati è da considerarsi fattore di rischio. Studi effettuati in ambito elettromagnetico dimostrano che il cuore possiede un campo elettromagnetico 60 volte più ampio di quello prodotto dal cervello ed inoltre si estende fino a 5 metri di distanza intorno al corpo. Questo sta a sottolineare il fatto che il cuore è un potente trasmettitore di onde elettromagnetiche che funziona costantemente.

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