3912985_1052a30dde_oCos’è la febbre

La febbre è un aumento della temperatura corporea sopra i livelli normali. Consultando le numerose pubblicazioni scientifiche sull’argomento, si nota una gran varietà di opinioni sui valori “normali”. Pure nella consapevolezza di ciò, si possono considerare normali in maniera orientativa da 36,1 a 37,1°C misurati sulla pelle (ascella e inguine); 37-37,5°C in bocca; 37,1-37,6 rettale. Livelli di poco superiori non sono tuttavia necessariamente indicativi di anormalità, ma possono essere solo gli estremi della variabilità naturale.

Il classico limite dei 37°C può essere inadeguato a definire la febbre se misurata sulla pelle, e lo è sempre quando la si misura in bocca o nel retto.

Come si misura correttamente

Partendo dal presupposto che pare siano più attendibili i termometri digitali, su dove sia meglio misurarla non c’è unanimità: molti pediatri preferiscono la via rettale fino ai 2 anni e quella ascellare in seguito. Altri pediatri consigliano sempre la via ascellare, per la sua praticità e sicurezza, benché sia leggermente meno attendibile rispetto alle altre sedi di misurazione.

Se si misura la temperatura in bocca o sulla pelle evitare bevande o impacchi troppo caldi o troppo freddi subito prima. Se si misura per via rettale introdurre tutto il bulbo del termometro e non misurarla poco dopo che si siano avute scariche di diarrea, che alzano la temperatura locale.

Le cause

Nella maggior parte dei casi la febbre si produce così: le cellule incaricate delle difese da infezioni mandano un segnale biochimico al cervello che fa alzare la temperatura corporea.

La temperatura può elevarsi per eccitazione o attività fisica intensa. Per evitare equivoci va misurata in un soggetto a riposo e che non sia appena rientrato da un ambiente freddo.

A cosa serve la febbre, un pregiudizio colossale

La maggior parte della gente crede che la febbre sia una malattia e chiede insistentemente al medico di curarla con farmaci “contro” la febbre.

Alcuni, più illuminati, sanno che la febbre è di regola espressione di una malattia che le sta sotto, dunque un utile campanello d’allarme.

Ma sono veramente pochi a sapere che la febbre è ben altro: è uno dei più efficaci meccanismi di difesa che l’organismo mette in atto contro le infezioni.

È bene fare alcune considerazioni preliminari: la febbre è una reazione alle infezioni comune a tutti gli uomini e agli animali superiori, che si ripete da milioni di anni: dovrà pertanto avere un valore biologico, se nel corso di un’evoluzione multimillenaria la selezione naturale l’ha mantenuta con queste caratteristiche!

In effetti contro i microbi (batteri e virus) la febbre è un potente mezzo difensivo, che agisce sia direttamente sia attivando altre importanti difese.

L'aumento della temperatura da 37 a 38°C può provocare una diminuzione della moltiplicazione virale di oltre il 90% e per la maggior parte dei virus un ulteriore aumento può comportare arresto completo della moltiplicazione. Anche i virus più virulenti sono bloccati da temperature superiori ai 39°C che durino sufficientemente a lungo.

L’abbassamento artificiale della temperatura fa aumentare addirittura la mortalità nei topolini infettati sperimentalmente con virus. Numerose osservazioni fanno pensare che lo stesso fenomeno possa verificarsi anche in molte infezioni virali dell’uomo. Ad esempio, nei bambini infettati con virus della poliomelite la frequenza e la gravità della paralisi sono risultate molto più elevate nei soggetti trattati con farmaci contro la febbre. È verosimile che lo stesso accada anche per i virus come quelli del morbillo, rosolia, parotite, etc. che in condizioni sperimentali vengono drasticamente bloccati da aumenti della temperatura.

La proprietà difensiva della temperatura è dimostrata anche dal fatto che i virus del raffreddore, con temperatura ottimale di replicazione fra i 33 e i 34°C, trovano queste condizioni solo nelle mucose del naso, dove passa la corrente d’aria respirata, ma sono incapaci di diffondersi in zone più profonde, dove la temperatura è di 37°C.

Durante il raffreddore, la congestione nasale impedisce il meccanismo naturale della respirazione, di conseguenza la temperatura del naso sale, e da questo momento la quantità di virus diminuisce bruscamente e la guarigione è accelerata (rispetto a quanto accadrebbe prendendo farmaci antipiretici o gocce decongestionanti).

Un altro fondamentale e generale meccanismo di difesa dalle infezioni è l’infiammazione, che provoca a livello locale condizioni fisiche, chimiche e biologiche che si potenziano a vicenda nel combattere le infezioni: ad esempio l’aumento della temperatura! E il grande afflusso di globuli bianchi (le “milizie” del sangue)

I farmaci antinfiammatori facilitano nella maggior parte delle infezioni virali la moltiplicazione e diffusione dei germi, allungando il decorso e aumentando la gravità delle infezioni negli animali da laboratorio trattati, a confronto di quelli non trattati con questi farmaci.

È accertato che la febbre facilita la guarigione anche nella maggior parte delle infezioni da batteri, perché riduce nel sangue i livelli di ferro, essenziale per la crescita di gran parte dei microrganismi, e perché esalta l’efficienza di tutti i componenti del sistema immunitario, dall’attivazione dei globuli bianchi alla produzione di anticorpi.

Non bisogna dunque temere la febbre e si deve ricordare che l’entità del rialzo febbrile dipende sì dalla forza dell’aggressione infettiva, ma anche dalla capacità di reazione dell’organismo. Se i meccanismi difensivi sono forti e vitali, probabilmente, anche se sembra un paradosso, la febbre raggiungerà punte ancora più alte, e l’organismo debellerà la malattia più velocemente.

Quando diventa pericolosa

Non si ripeterà mai abbastanza che la febbre non è una malattia in sé e che molti degli svantaggi che si tendono ad attribuirle sono in realtà dovuti alle malattie che di volta in volta la provocano.

La febbre può diventare pericolosa per tutti solo sopra i 41°C misurati sulla pelle, ma si tratta di condizioni estremamente rare nella pratica clinica. Si badi che invece nello sport non è raro osservare, dopo un esercizio molto intenso, temperature fino a 41°C, senza che l’atleta in questione abbia alcuna sensazione negativa.

C’è però per alcuni individui una possibile complicanza della febbre in quanto tale: le convulsioni. Ne sono colpiti il 4% dei bambini fra i 6 mesi e i 6 anni (con un massimo di frequenza tra 1 e 2 anni) quando la febbre supera i 39°C. In genere ciò accade come conseguenza di una rapida salita della temperatura. Oltre i 6 anni la maturazione del cervello del bambino consente di superare senza problemi la febbre alta anche in quei bambini che avevano presentato convulsioni in precedenza.

Si tratta in genere di convulsioni generalizzate a tutto il corpo, che possono provocare perdita di coscienza e caduta a terra, e spaventano molto i genitori, ma sono benigne e non devono preoccupare eccessivamente.

In genere, inutile precipitarsi in ospedale o somministrare per bocca sedativi perché la crisi convulsiva semplice passa di regola in pochi minuti prima che il farmaco faccia effetto. Non è opportuno tentare di tenere fermo il bambino o di spostarlo bruscamente durante la convulsione ma tutt’al più converrà girarlo se possibile su un fianco.

Di regola le convulsioni non si ripresentano nello stesso episodio febbrile, ma possono ripresentarsi in occasione di successive malattie che provochino febbre. In pratica su 100 bambini solo 4 potranno andare incontro a un episodio convulsivo febbrile e di questi solo 2 avranno un secondo episodio e solo 1 su 100 circa avrà 3 o più episodi convulsivi da febbre nella sua vita (cioè entro i 6 anni)

Ė bene avvisare il pediatra dopo il primo episodio convulsivo; egli giudicherà se in qualche caso occorrano ulteriori accertamenti e spiegherà come comportarsi in occasione di un successivo episodio febbrile.

Come comportarsi quando il nostro bambino ha la febbre

Assecondare il corpo

Nella fase del brivido la temperatura del corpo sale rapidamente. Il soggetto sente freddo perché il calore viene concentrato all’interno dell’organismo per fini difensivi. Dunque è bene assecondare il lavoro del corpo coprendo il malato fino a quando non sentirà più il freddo.

Quando i brividi cessano, il malato ha la temperatura più alta che, come si è visto, svolge una funzione importantissima: aiutiamolo a mantenerla con una coperta leggera evitando però di coprirlo troppo e di farlo soffrire per questo.

La stanza

Nella camera l’aria deve essere ben umidificata specie se c’è il riscaldamento, è bene perciò rifornire d’acqua le apposite vaschette e porre frequentemente panni bagnati sul calorifero. Se ciò non fosse possibile usare vaporizzatori a caldo. Non sembra comunque il caso di immettere nelle vaschette disinfettanti o sostanze chimiche.

Se si tratta di una malattia respiratoria è bene che la stanza del malato abbia ricambi d’aria più frequenti, evitando ovviamente le correnti e i colpi di freddo.

L’idratazione

Dato che la febbre fa sudare è fondamentale far bere il malato, affinché non si disidrati.

Non solo si dovrà dunque assecondare la sete, ma sarà bene stimolarlo a bere, a maggior ragione se è un bambino. Che si disidrata più facilmente di un adulto. Dovrà bere acqua, preferibilmente non gasata, spremute, late, brodo. Meglio non tè (o caffè!) che fanno urinare molto e possono aumentare la disidratazione.

Alimentazione

L’alimentazione deve essere semplice e di facile digestione (no gassi, proteine e cibi elaborati) senza forzar il malato a mangiare. La natura ha più esperienza: l’inappetenza e il semi digiuno possono concorrere al riposo fisiologico completo che l’organismo richiede per favorire la guarigione (per questo è molto indicato anche il clistere!)

Quando cessa il rifiuto del cibo va benissimo una dieta mediterranea: primi piatti con condimenti di verdura e olio extravergine crudo, verdura tagliata fine meglio cotta. Frutta fresca, spremute, frullati o centrifugati di frutta e verdura. Pochi cibi animali preferendo yogurt e pesce.

I farmaci contro la febbre: raramente utili, spesso controproducenti

La febbre è una reazione utile, che c’è quando serve e passa da sé quando non è più necessaria (cioè: se non passa è perché serve ancora)

Non è facile adottare questo atteggiamento, in quanto siamo stati abituati per decenni a considerare la febbre in sé come una malattia da combattere. E invece sopprimendola togliamo di mezzo un preziosissimo alleato e favoriamo i veri nemici.

Molti stenteranno a crederlo e porteranno la propria esperienza in cui dopo aver preso farmaci contro la febbre è venuta la guarigione. Ma la verità è un’altra. Ė il nostro organismo che ha tante risorse che, nonostante l’uso di farmaci inutili o dannosi, guarisce ugualmente! In effetti la maggior parte delle malattie infettive che ci colpiscono guarirebbero spontaneamente senza alcun intervento farmacologico (che potrebbe addirittura allungare il decorso della malattia).

Vi sono casi in cui i farmaci possono essere necessari (es. lattanti fino a 1 mese di vita o bambini che hanno già presentato convulsioni febbrili), ma in tutti gli altri casi si può intervenire tenendo presente che il pericolo non insorge fino ai 41°C e che è bene utilizzare il farmaco a piccolissime dosi, con il fine di controllare la temperatura, non per abbatterla!

La febbre di per sé non provoca danni, non provoca, neppure se elevata, conseguenze neurologiche (ad es. la meningite, come qualcuno teme, della quale le cause sono ben altre!)

Gli antibiotici, un mito da sfatare

Molta gente pensa che contro una malattia con febbre servano gli antibiotici e sollecita il medico a prescriverli, nella convinzione che solo così si guarisca o che si guarisca prima.

In realtà gli antibiotici possono servire solo contro batteri, ma una grandissima parte delle malattie che provocano febbre è dovuta ai virus, come pure morbillo, sesta malattia, parotite, rosolia, varicella, etc.

Le malattie da virus guariscono di regola per il solo effetto dell’organismo. Ricordiamo l’effetto dell’interferone, dei linfociti e altri globuli bianchi, l’infiammazione, gli anticorpi e naturalmente la febbre! Che costituisce di per sé un gran alleato della guarigione che rende più efficienti le altre difese antivirali.

Purtroppo l'abitudine di prendere antibiotici prima che una malattia febbrile abbia fatto il suo corso è tanto diffusa che, quando poi la malattia guarisce spontaneamente, si tende a credere erroneamente che siano stati gli antibiotici a farla sparire.

Sfortunatamente non è così e gli antibiotici hanno costi elevati, in termini di:

  • TOSSICITÀ (possono danneggiare organi e apparati del corpo umano)
  • ALLERGIE (svariati antibiotici possono innescare reazioni allergiche frequenti e talvolta gravi)
  • ECONOMIA (consumano ingenti risorse del SSN)
  • ECOLOGICA (colpiscono tutte le popolazioni di batteri, anche quelle utili, che rivestono le superfici dell’apparato digerente, respiratorio e la vagina.)
  • Pertanto gli antibiotici, anche quando sono usati correttamente, non agiscono come una carabina di precisione, ma come una bomba in mezzo a una folla.

Inoltre l’uso di antibiotici e ancora di più il loro cattivo uso determina fenomeni negativi che si vanno diffondendo in maniera allarmante:

  • INFEZIONI DA GERMI OPPORTUNISTI (i germi che non sono attaccabili dagli antibiotici o che sono resistenti approfitteranno della scomparsa di altri germi utili per prolificare provocando malattie che l’organismo umano non avrebbe altrimenti conosciuto)
  • SQUILIBRI DELLA FLORA BATTERICA E RISCHIO DI INFEZIONI (la prima linea di difesa dell’uomo è data dalla nostra flora batterica presente su bocca, intestino, vagina, pelle, etc. distruggendoli apriamo la porta alle infezioni. Buon per noi che il nostro organismo sia così efficiente da riuscire a guarire nonostante il nostro comportamento improprio)
  • COMPARSA DI CEPPI DI BATTERI RESISTENTI (tra i batteri sensibili agli antibiotici che muoiono al suo utilizzo, possono comparire “mutazioni”, cioè può comparire per caso un batterio resistente. Tali mutazioni avvengono normalmente, ma la selezione naturale non permetterà loro di moltiplicarsi. In caso di utilizzo di antibiotici, i batteri normali moriranno e il batterio “mutato” avrà quindi la possibilità di moltiplicarsi colonizzando tutto il territorio disponibile. Vi sono addirittura batteri nell’intestino che, una volta acquisita la resistenza, sanno trasmetterla a batteri di altre specie. Ciò può costituire un problema critico quando in occasione di un’infezione grave che richiederebbe davvero un antibiotico questo è reso inutilizzabile o inutile.)

Pertanto è sconsigliabile che il paziente faccia pressione al medico per avere una cura antibiotica e che si assumano antibiotici di propria iniziativa.

Integratori?  Sì ma non usati come farmaci

Le vitamine sono molto importanti, ma in alti dosaggi pericolose. È vero che se assunte in dosi troppo elevate queste vengono generalmente eliminate dal corpo senza problemi, ma questo spreco è comunque inaccettabile. Con la dieta è estremamente facile coprire i livelli raccomandati di tutte le vitamine, anche della vit. C particolarmente utile durante la stagione fredda.

Quantitativi di frutta e verdura per coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina C
Kiwi 1
Fragole 110 gr.
Limoni 2
Arance 1
Mandarini 3
Pompelmi ½
Mandaranci 160 gr.
Melone 190 gr.
Cachi 260 gr.
Ananas 350 gr.
Banane 3
Mele cotogne 2
Albicocche 10
Prezzemolo, peperoni rossi, gialli, verdi, peperoncini piccanti, broccoli, cime di rapa 30/50 gr.
Foglie di rapa, cavoli di Bruxelles, cavoli broccoli, cavolfiori 75/100 gr.
Spinaci, broccolo a testa, cavoli rossi o neri, cavoli cappuccio, verze, radicchio verde, invidia, sedano 110/190 gr.
Patate novelle, fiori di zucca, lattuga, pomodori, biete, asparagi, rape 200/250 gr.

Non vi è dunque che l’imbarazzo della scelta. In particolare per chi ha la febbre alta si possono utilizzare frullati, centrifugati, spremute.

Le vitamine sintetiche sono accompagnate da veicoli “inerti” o potenzialmente dannosi come il talco, lo zucchero, coloranti e additivi vari.

Tratto da opuscolo gratuito dell’U.S.S.L. 75/IV a cura di Dr. Alberto Donzelli e Dr. Grazia Sutti

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