bambinoL’1,7 % della popolazione che ne soffre è in buona compagnia, ne soffrivano infatti Aristotele, Churchill, Marylin Monroe e molte altre persone famose e meno famose.

La balbuzie è un disordine della parola, la cui fluidità è interrotta da ripetizioni involontarie e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi, oppure da involontarie pause o blocchi per i quali la persona che balbetta non riesce a produrre suoni.

La locuzione utilizzata per questi impedimenti della parola è "disfluenze verbali".

La balbuzie

La balbuzie può essere evolutiva o acquisita, nel primo caso è un tipico disordine evolutivo che comincia nella prima infanzia e continua nell’età adulta per almeno il 20% dei bambini che ne sono affetti, nel secondo caso (che è anche molto più raro) è acquisita in età adulta quale risultato di eventi neurologici come una ferita alla testa, un tumore, un ictus o abuso/cattivo uso di droghe.

Le cause

Al momento, secondo G. Miceli, dell’Università di Trento, non si trova una causa fisica certa: non si nota nessuna alterazione anatomica a carico del sistema nervoso riscontrabile con TAC, PET o risonanza magnetica, nemmeno in caso di balbuzie insorta in età adulta, per es. dopo un ictus.

In forse anche l’elemento genetico, al momento non è infatti possibile affermare che esista il gene della balbuzie, anche se è più frequente trovare bambini balbuzienti in famiglie dove ci sono già casi di balbuzie.

Se fino ad oggi la responsabilità della balbuzie veniva data a fattori genetici, una ricerca svolta condotta su un centinaio di persone, adulti e bambini, potrebbe aver portato alla luce altri fattori. Forse una diminuzione del flusso di sangue al cervello potrebbe essere una delle cause della balbuzie

I metodi di trattamento

Quali dunque i metodi per combattere e convivere con questa difficoltà?

Donatella Tomaiuoli, dell’Università di Roma La Sapienza, utilizza le favole, per esempio per simulare situazioni legate alla quotidianità del bambino, es. la presa in giro. Tutto per arrivare a capire che ogni persona ha la sua peculiarità, la sua difficoltà, il suo “difetto”, ma che il difetto non coincide con la persona, ovvero una persona non E’ il suo difetto.

Per i ragazzi più grandi utili il teatro o il doppiaggio. I balbuzienti, quando recitano, cantano, o si dedicano a qualunque altra attività che presuma un ritmo, smettono di balbettare. Per esempio, non balbettano in discoteca, perché non riescono ad “ascoltarsi”.

Tutte le informazioni possono condurci a pensare che la balbuzie abbia la sua sede più profonda nell’animo della persona e che quindi vada affrontata a livello di psicologia, educazione e autostima.

A MIO FIGLIO SERVE IL LOGOPEDISTA? – Lo sviluppo del linguaggio comincia fin dalla nascita, attraverso l’ascolto e l’imitazione, ben prima che il bambino pronunci la prima parola. Dopo i 3 anni possiamo dire che un bambino ha un disturbo del linguaggio quando ha difficoltà a capire cosa gli diciamo, conosce solo un numero di parole limitato, compie errori legati alla forma (dire ad esempio “cimena” al posto di “cinema”) o all’accordo nome-articolo e nome-verbo (es. “i bambino correre”) oppure omette alcune parti delle frasi. A mio figlio serve il logopedista? Scopriamo quando è consigliabile rivolgersi a questo specialista
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