comunicareSaper dialogare implica di saper sospende tutti i nostri pensieri, giudizi e sentimenti, per poter realmente capire il messaggio dell’altro.

Dobbiamo prendere atto che la comunicazione è un fatto complesso, che spesso può sfuggire al nostro controllo, proprio perché contiene variabili a volte incontrollabili (strategie di comunicazione, esperienze precedenti, elementi inconsci).

Utilizzando delle precise regole di comportamento possiamo però imparare a comunicare nel modo più giusto e appropriato con tutti, figli compresi.

Parlare con rispetto al nostro bambino (anche se è molto piccolo)

Quando parliamo al nostro bambino, o gli chiediamo qualcosa, prendiamoci tempo, interrompiamo quello che stiamo facendo, prepariamolo a quello che gli stiamo chiedendo, guardiamolo negli occhi, accertiamoci che ci stia ascoltando con attenzione e parliamo in modo pacato ma sicuro.

Per esempio: Dobbiamo chiedergli di apparecchiare la tavola. È inutile urlare di venire ad aiutarci mentre stiamo spadellando in cucina e lui sta giocando ai videogiochi o sta studiando in camera sua. Lasciate un attimo i fornelli, andate in camera, chiedetegli di ascoltarvi, dite che avete bisogno del suo aiuto per preparare la tavola e che appena terminato quello che sta facendo deve, per favore, venire da voi.

Capire il suo punto di vista (Ascoltare senza giudicare)

Tante volte basta ascoltare quello che nostro figlio vuole dirci, anche se riteniamo stupido o sbagliato quello che dice, senza interromperlo ma al contrario facendogli capire che lo comprendete.

Basta questa vostra apertura nei suoi confronti per renderlo più fiducioso, disponibile ad ascoltare i vostri suggerimenti e ammorbidire il suo punto di vista.

Per esempio: (vedi esempio precedente) Il bambino/ragazzo risponde: "non rompere mamma, sto studiando!" Invece che urlare e dirgli che non vi aiuta mai e che prende la casa come un albergo, dite: "Lo so che stai studiando e che domani hai il compito in classe, sei agitato, però credo che ti farebbe bene alzarti un po' dalla scrivania... così mentre sei di là con me mi racconti su cosa sarà il compito in classe di domani e quali sono gli argomenti in cui trovi più difficoltà"

Spiegare il nostro punto di vista (Descrivere il problema)

Invece che accusare i nostri figli di essere irresponsabili e pensare sempre a se stessi, cerchiamo di descrivere i termini del problema e di cercare una soluzione insieme.

Per esempio: (vedi esempio precedente) Il bambino/ragazzo non vuole proprio alzarsi per aiutarvi: "lo so che ti piace giocare al computer, però ho un problema: stasera dobbiamo uscire, è tardi, tra poco arriverà il papà e io non ho ancora finito di preparare la cena, che facciamo, mi aiuti?"

Dimostrare di capirlo

Sarebbe molto utile cercare di ripetere con parole vostre quello che vostro figlio intende dirvi, per essere sicuri di avere capito, anche se siete in disaccordo con i suoi argomenti.

Probabilmente così facendo, se voi avete capito bene quello che intendeva dire, lui, sentendosi ripetere quello che ha detto, prenderà più consapevolezza dei suoi giudizi e probabilmente si ammorbidirà.

Nel caso in cui voi abbiate travisato i suoi discorsi, però, lui potrà aver modo di spiegarvi meglio quello che intendeva dire.

Per esempio: (vedi esempio precedente) Il bambino/ragazzo viene ad aiutarvi e vi dice che la sua professoressa è proprio antipatica e che gli fa odiare la materia che insegna. Invece che dire: "Sei proprio infantile! Studiare è un tuo dovere e l'insegnante deve essere severa con voi sennò ve ne approfittate!" Dite: "Tu pensi che sia antipatica? Al colloquio a me non sembrava. Spiegami come si comporta con te e cosa ti fa pensare di non andarle a genio."

Chiedere la sua collaborazione (con domande “aperte”)

Quando non si vedono le cose nello stesso modo (come avviene regolarmente tra genitori e figli) è importante trovare un accordo.

Spetta al genitore dare delle regole precise, quindi stabilire come si desidera che ci si comporti in casa, che orari rispettare, quale rendimento si desidera dal figlio a scuola.

Il bambino/ragazzo deve sapere che il genitore detiene l’autorità e che su questa non si transige. Ma deve allo stesso modo deve avere fiducia nei suoi genitori e sapere di godere della loro: l’unico modo per fondare un rapporto sulla fiducia è dialogare, capirsi, rispettarsi a vicenda e cercare (sugli argomenti che sono “trattabili”) una soluzione comune.

Questo insegna ai figli a rendersi gradualmente autonomi dai genitori e a imparare a prendere proprie decisioni aiutati e protetti dai genitori.

Per valutare le possibili alternative al problema ponete al vostro bambino/ragazzo delle domande aperte: “Tu cosa proponi?” “Supponi che tu possa fare quello che vuoi. Cosa ti piacerebbe fare?”

Per esempio: (vedi esempio precedente) Il ragazzo: "Ma sì, mamma. Quando mi interroga mi fa domande difficilissime!" "Perché trovi che siano così difficili le domande che ti fa? Sono troppo complesse? Ti chiede argomenti trattati molto tempo prima? Oppure ti chiede di approfondire quello che lei ha spiegato?"

In questo modo si aiuta la risposta e la riflessione del bambino/ragazzo che probabilmente rivedrà la sua posizione e capirà meglio in che modo affrontare il problema la volta successiva.

Gli elementi di una sana e buona comunicazione

Empatia

Mettiamoci nei loro panni: alla loro età, in quella stessa situazione, noi come avremmo reagito?

Assenza di giudizio

Quando comunichiamo non dovremmo utilizzare le parole per esprimere giudizi, ordini o pretese (per esempio: “Devi farlo e basta!” – “Sei sempre il solito imbranato” – “Non capisci che è sbagliato fare così?”, etc.) perché in questo modo la comunicazione viene resa impossibile, la persona si sente senza possibilità di scelta, giudicata, non trae quindi nessuna gioia dal comunicare o dal fare quello che gli chiediamo.

Cerchiamo invece di limitarci ad osservare un evento, di esprimere i nostri bisogni e i nostri sentimenti, piuttosto che giudizi, e di fare delle richieste ben precise.

Comprensione

Se sono gli altri, ad esempio i nostri figli, ad esprimersi con giudizi e con ordini, cerchiamo di capire cosa c’è dietro alle loro parole, quali sentimenti e quali bisogni si celano nelle loro richieste e cerchiamo di farglielo capire.

Allo stesso tempo non pretendiamo che i bambini dicano solo cose che ci piacciono. Impariamo ad ascoltare critiche e giudizi che possono non farci piacere. Non giudichiamo i “cattivi” sentimenti dei nostri figli: ascoltiamoli e cerchiamo di capire da dove arrivano, diamo loro fiducia e le loro opinioni si ammorbidiranno da sole.

Ascoltare i "cattivi" sentimenti non significa approvarli, può essere invece una buona occasione per manifestare pacatamente il nostro punto di vista, senza far sentire stupidi i nostri ragazzi per pensare in modo diverso dal nostro. Crescendo con modelli validi le loro opinioni muteranno da sole, così come è stato a suo tempo per noi.

Comunicazione non verbale

La comunicazione non avviene quasi mai solo a livello verbale, ma anche e soprattutto a livello corporeo, facciamo quindi in modo che ciò che diciamo e ciò che esprimiamo vadano nella stessa direzione.

Esprimiamo gentilezza, positività ed apertura attraverso il nostro corpo, la nostra postura, la nostra voce. Se usiamo la gentilezza, la calma, la chiarezza, così sarà portato a fare il nostro interlocutore.

L’ascolto attivo

Per assicuraci di aver capito veramente possiamo cercare di ripetere con parole nostre quello che ci è appena stato detto e chiedere conferma dell’esattezza della nostra comprensione o, in caso contrario, di correggerci.

Per esempio: "Fammi capire, tu intendi dire che... giusto?"
Libri consigliati
Mamma parla con me
Usa i segni per comunicare con il tuo bambino
Il focusing e i bambini
L'arte di comunicare con in bambini a scuola e in famiglia
L'arte di comunicare con i bambini
Tutte le frasi e i comportamenti che funzionano davvero
PNL con i bambini bambini
Tecniche, valori e comportamenti per accrescere sicurezza e fiducia nei vostri bambini
https://i2.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2015/07/comunicare.jpg?fit=640%2C423https://i2.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2015/07/comunicare.jpg?resize=150%2C150Redazione BimbonaturaleComunicazioneadolescenti,infanzia,psicologiaSaper dialogare implica di saper sospende tutti i nostri pensieri, giudizi e sentimenti, per poter realmente capire il messaggio dell'altro. Dobbiamo prendere atto che la comunicazione è un fatto complesso, che spesso può sfuggire al nostro controllo, proprio perché contiene variabili a volte incontrollabili (strategie di comunicazione, esperienze precedenti, elementi...