bimba spiaggiaSiamo finalmente al mare (o in montagna) col nostro bebè per goderci qualche giorno di riposo, ma invece che riposarci di più dobbiamo fare i conti con pianti nervosi e difficoltà a dormire.

Il mare, si sa, più della montagna e della campagna, rende agitati i bambini piccoli: forse troppo sole, troppo movimento, ritmi e rituali diversi: cerchiamo di far stancare il piccolo per garantirci qualche ora di sonno, ma otteniamo l’effetto inverso.

Ecco qualche consiglio per vivere con serenità le vacanze col bebè.

La ricerca

Non esistono bambini che non riescono a dormire, perché a dormire si impara.

Lo dimostra una ricerca pubblicata sulla rivista Sleep, secondo cui più i bimbi seguono abitudini consolidate alla sera, più dormono a lungo e bene: vanno a letto prima e si addormentano con maggior facilità, si svegliano di rado nella notte, dormono in media un’ora più degli altri.

L’importante è cominciare ad educare a un sonno sano già da piccolissimi, attraverso la routine: comportamenti regolari e sempre uguali aiutano anche i bambini più difficili a fare un buon sonno.

Come favorire un buon sonno

Osservare il bambino e dare regolarità

Non sono i genitori a dover stabilire quando il neonato e il bambino devono dormire, sappiamo che è importante innanzitutto il rispetto e l’osservazione attenta del bambino. Fin da neonato potremo osservare come il sonno arrivi più facilmente dopo un pasto o dopo una attività.

Conciliamo questa necessità del bambino e diamo regolarità a pasti, attività e riposo non in funzione della nostra comodità ma in funzione delle esigenze del neonato. Crescendo queste sane abitudini creeranno la base per un ritmo regolare nella vita del bambino.

Il ritmo è fondamentale: mantenere orari di sonno e veglia, pasti, attività, sostiene l’orologio circadiano del bebè.

Lo spazio del sonno

Il bambino può essere abituato fin da subito ad addormentarsi senza l’ausilio dell’adulto. Non perché lo vogliamo lasciare solo, ma per favorire il suo benessere: il bambino riposa meglio nel lettino fresco  e pulito piuttosto che in braccio alla mamma.

Importante mantenere le abitudini: il bambino che si addormenta un giorno sul divano, un giorno in macchina e un giorno in braccio ai genitori faticherà a trovare i suoi equilibri. Il bambino deve sapere dove di addormenta e dove si risveglia. Questo gli dà molta sicurezza.

Possiamo tenere in braccio il piccolo quando vogliamo, ma nel momento in cui osserviamo che sta prendendo sonno adagiamolo nella culla e, cantando una ninna nanna e cullandolo un po’, lasciamo che si addormenti in autonomia.

Leggi l'articolo sulla rimozione dolce

Sane abitudini

Si potrebbe essere tentati di far addormentare il piccolo lasciandolo davanti alla TV o prendendolo per sfinimento. Queste abitudini sono controproducenti: il sonno del bambino diventerà di qualità sempre peggiore.

Soprattutto se il bambino è piccolo, il sonnellino pomeridiano è importante. Volerlo stancare a tutti i costi, tenendolo sveglio ad oltranza, non fa che peggiorare la situazione. Al contrario, un sonnellino di un paio d’ore nel primo pomeriggio agevola anche il sonno notturno.

Il rituale della nanna

Il rituale è quel momento magico in cui l’adulto aiuta il bambino a passare dalla veglia al sonno. I rituali cambiano nel corso della crescita del bambino, ma sono sempre di grandissimo sostegno.

Quando il bebè è piccolo può essere il dondolio e il canto della ninna nana, quando il bambino cresce può essere una storia, una lettura, il saluto ai suoi pupazzi, alla luna o alle stelline, da più grandicello può diventare un momento di confidenza con la mamma oppure il momento di un massaggio ai piedini e un grattino alla schiena… l’importante è che sia qualcosa di rilassante e tranquillizzante.

La voce della mamma ha un effetto meraviglioso sulla crescita del bambino: favorisce la qualità del sonno e sostiene le funzioni vitali con effetti benefici sul benessere dei più piccoli. Le ninne-nanne sono uno strumento che da millenni accompagna i neonati e i bambini di tutto il mondo, sicuramente a ragione: calmano, tranquillizzano, aiutano il sonno, sostengono la crescita e il senso di appartenenza.

I 10 consigli della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale per la nanna dei bambini da 1 a 3 anni

  1. La stanza deve avere una temperatura gradevole, non riscaldare troppo se fa freddo e non usare troppo il condizionatore se fa caldo.
  2. Il lettino non dovrebbe essere troppo grande, affinché il bambino abbia il senso di contenimento né avere i paracolpi, che impediscono di vedere l’ambiente intorno.
  3. Il bambino si deve addormentare e svegliare ad a orari regolari.
  4. Il bambino deve aver mangiato a sufficienza prima di essere messo a nanna.
  5. Non bisogna offrire al bambino troppo da bere la sera e di notte.
  6. No a lunghi sonnellini nel pomeriggio-sera.
  7. Il letto deve essere associato al risposo e quindi i bambini non andrebbero addormentati in braccio o in altri luoghi.
  8. Portatevi da casa un oggetto che abbia per il bambino un significato affettivo, così da mantenere una certa routine.
  9. Occorre separare le attività diurne da quelle serali: alla sera niente giochi “agitati”.
  10. Cercate di mantenere il più possibile i riti e i ritmi che utilizzate anche a casa, no a stravolgimenti della routine che possono confondere o agitare il piccolo.
Libri consigliati
Dormire bene per crescere felici
La nanna facile
Suggerimenti da seguire ed errori da evitare per garantire un sonno sereno a tutta la famiglia
Il Sonno del Tuo Bambino
Metodi naturali per dormire tranquilli
Fai la Nanna senza Lacrime
Il metodo naturale per insegnare al vostro bambino a dormire tutta la notte
Prodotti utili
Sacco nanna
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Luce notturna con cromoterapia e melodie per la nanna
https://i1.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2015/08/bimba-spiaggia.jpg?fit=275%2C183https://i1.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2015/08/bimba-spiaggia.jpg?resize=150%2C150Redazione BimbonaturaleEducazioneSlidernannaSiamo finalmente al mare (o in montagna) col nostro bebè per goderci qualche giorno di riposo, ma invece che riposarci di più dobbiamo fare i conti con pianti nervosi e difficoltà a dormire. Il mare, si sa, più della montagna e della campagna, rende agitati i bambini piccoli: forse troppo...