Non smettiamo mai di imparare dall’intelligenza naturale del nostro corpo: non c’è niente infatti che possa sostituirsi, ma nemmeno avvicinarsi alla perfezione del latte materno per la salute del neonato.

Il latte materno non solo si modifica in base alle esigenze del bambino ma è ache in grado di rispondere prontamente alle necessità del sistema immunitario del bambino.

La saliva del neonato come strumento di comunicazione

L’allattamento è un momento di comunicazione tra la madre e il bambino, a tutti i livelli. Dal punto di vista immunitario l’organismo del bambino invia le sue esigenze all’organismo della madre, attraverso la saliva che penetra all’interno del capezzolo della mamma. Su di esso vi sono dei recettori, così come sulla ghiandola mammaria, che rilevano in modo preciso che vi è qualcosa di anomalo nello stato di salute del bambino. In caso di infezione, quindi, stimolano il sistema immunitario materno affinché produca un maggior numero di anticorpi specifici.

Se il piccolo ha l’influenza e ha bisogno di determinati anticorpi, verranno passati dalla mamma al bambino tramite il latte. Se invece vi è in atto un’infezione, aumenterà la concentrazione di anticorpi e leucociti così da diventare più simile al colostro.

E’ stato lo scienziato australiano Foteini Kakulas a rendere pubblico uno studio in merito pubblicandolo sulla rivista Clinical & Translational Immunology: il latte materno contiene bassi livelli di globuli bianchi, ovvero i leucociti che combattono le infezioni, ma quando il bambino si ammala i livelli di globuli bianchi si innalzano rapidamente per poi tornare alla normalità quando guarisce. 

Nel 2011, per esempio, uno studio israeliano aveva osservato un aumento dei globuli bianchi nel latte di mamme che stavano allattando bambini molto piccoli, di 0-3 mesi, ricoverati in ospedale con infezioni in corso. 

Una foto virale

Una mamma ha postato su Facebook una foto che in poco tempo è diventata virale.

La foto riporta due sacche piene di latte, riempite a qualche ora di distanza l’una dall’altra: il contenuto però è molto diverso, con il latte tirato al mattino di colore decisamente più scuro, giallasatro, rispetto a quello tirato la sera precedente.

Cos’era cambiato?

Durante la notte, dunque tra le due raccolte, la sua bimba aveva cominciato a manifestare i classici sintomi di raffreddore: il latte si sarebbe dunque modificato proprio in risposta a questo raffreddamento.

 

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