Il parto è un’esperienza che segna la donna per tutta la vita: può darle un’estrema forza e vitalità o al contrario farla sentire incapace e inadeguata.

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La donna deve sapere perché prova dolore durante il travaglio e il parto, perché è importante provare dolore, che il dolore può essere intensificato da interventi esterni non necessari, che il dolore può essere gestito e in che modo può contrastare il dolore. Leggi anche Le alternative naturali all’epidurale

Perché si prova dolore durante il parto

Il dolore fa parte della vita, cominciamo a provare dolore fin da piccolissimi, pensiamo alle coliche del neonato, al dolore dei primi denti che spuntano… il dolore è necessario: se non lo provassimo non ci renderemmo conto di cosa avviene all’interno o all’esterno del nostro corpo.

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Il dolore rafforza, ci avvisa, ci preserva. Quando proviamo dolore istintivamente ci fermiamo, riflettiamo, chiediamo aiuto.

Nello specifico del parto, il dolore:

  1. Ci mette in uno stato di allerta, aumentando la nostra percezione interna ed esterna e quindi proteggendoci.
  2. Ci segnala che sta succedendo qualcosa e ci obbliga a cercare un luogo sicuro e protetto e a chiedere l’intervento di qualcuno.
  3. Ci segnala che stiamo compiendo un passaggio di stato: superare un’esperienza dolorosa costringe ad attivare tutte le nostre risorse e ci permette di uscirne più forti e più potenti.
  4. Il dolore costringe a perdere il controllo, a toccare il limite di sé. A perdersi, ad abbandonarsi, a lasciare il nostro vecchio Io per poter accogliere un nuovo ruolo, di dono, di offerta gratuita che è l’essere madre.
  5. Segnala la separazione e la perdita. Attiva una risposta endocrina, utile sia alla madre sia all’adattamento del bambino al mondo.
  6. Ci induce a cercare nuovi movimenti e posizioni che favoriscono la discesa del bambino nel canale del parto e la sua nascita, evitando così sofferenza materno-fetale.

Cosa influisce sulla percezione del dolore

Ricordiamoci che il dolore normale e fisiologico può essere reso intenso e insopportabile da procedure, eventi e interventi esterni che interferiscano con i nostri sentimenti, percezioni e sensazioni.

Interventi esterni

Interventi esterni che non ci lascino l’opportunità di vivere naturalmente il nostro parto influiscono sulla nostra percezione del dolore, per esempio:

  • il clistere (durante il travaglio l’intestino si svuota fisiologicamente da sé)
  • l’induzione farmacologia con ossitocina (anticipa un processo che avverrebbe naturalmente in condizioni ottimali);
  • la dilatazione manuale del collo dell’utero; manovra di Kristeller;
  • episiotomia; forcipe e ventosa;
  • posizione supina obbligata;
  • monitoraggio continuo;
  • rottura provocata e precoce del sacco amniotico.

Mancanza di intimità e tranquillità

Anche la mancanza di intimità e tranquillità influiscono negativamente a causa di:

  • caratteristiche dell’ambiente (temperatura, colore, luminosità, ci comunica freddezza? Non ci sentiamo a casa?)
  • messaggi inviati da chi ci sta vicino (ci comunicano ansia? Insofferenza? Fretta? Sono stanchi? Stressati? Non si curano di noi?)
  • mancanza di sostegno (Ci sentiamo isolate? Ci sentiamo incomprese? Percepiamo incuria? Non ci sentiamo al sicuro? Non sentiamo protezione?)

Preconcetti negativi

Il cervello non distingue tra realtà e fantasia, il messaggio inviato, che sia reale o immaginato, ottiene sempre lo stesso effetto. Allora evitiamo questi pensieri:

  • Mi aspetto di dover soffrire tanto.
  • Credo che non ce la farò.
  • Nella mia famiglia hanno fatto tutte il cesareo quindi lo dovrò fare per forza anch’io. Etc.

Controllare il dolore durante il parto

Il dolore viene controllato grazie a semplici, ma efficaci accorgimenti.

Conoscenza e consapevolezza

  • So cosa succederà?
  • So come funziona il mio corpo?
  • Come avviene il parto?
  • Che strumenti utilizza il personale che mi assiste? etc.
  • Conosco il mio corpo, le sue risorse, i miei sentimenti, i miei bisogni?
  • Sono in grado di riconoscerli e controllarli? etc.

Sostegno

  • Il mio partner è presente?
  • Mi fido di lui?
  • È preparato?
  • Mi trasmette ansia o tranquillità?
  • Posso lasciarmi andare in sua presenza o il fatto che sia presente mi disturba e mi irrigidisce?
Il parto è strettamente collegato all'aspetto sessuale, sarebbe quindi sconsigliabile essere accompagnate da mamme, sorelle e zie, a meno che l'intesa con loro non sia perfetta.

Ambiente e assistenza

  •  L‘ambiente mi trasmette tranquillità, calore, familiarità?
  • Posso lasciarmi andare qui?
  • Sono libera di muovermi come voglio, mettermi nella posizione che più desidero? etc.
  • Il personale è preparato?
  • Li conosco?
  • Loro mi conoscono?
  • Abbiamo la stessa visione del parto?
  • Sanno cosa voglio e cosa no?
  • Mi spiegano cosa succede e cosa hanno intenzione di fare? Mi tranquillizzano? etc.

Metodi naturali di controllo del dolore

  • Shiatsu
  • Riflessologia
  • Massaggi
  • Fiori di bach
  • Aromaterapia
  • Respirazione
  • Rilassamento, etc.

Metodi farmacologici di controllo del dolore

  • Nel caso lo desiderassi o si rendesse necessario potrei richiedere l’anestesia epidurale?
Spesso basta sapere di avere una scappatoia o una possibilità di scelta affinché la percezione del dolore scemi naturalmente.

Preparazione al parto

  • Sono preparata al parto?
  • Il mio corpo è preparato?
  • Accetto il mio nuovo status di mamma?
  • Ho elaborato le mie emozioni e i miei sentimenti?
  • So lasciarmi andare? etc.
Una buona preparazione al parto è fondamentale perché possiamo avere un buon parto. Sarebbe importante cominciare a prepararsi fin dai primi mesi di gravidanza, abbiamo 9 mesi a disposizione per lavorare su di noi, se non l'abbiamo già fatto prima, per informarci sul parto, per scegliere la struttura a cui appoggiarci, per scegliere chi ci accompagnerà, per imparare tecniche di rilassamento e di respirazione.

Non scegliamo guidate solo dalla comodità o dal caso, la vera scelta deve essere consapevole, personale, profonda, solo così potremo evitare problemi e delusioni.

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