bambinaCapita spesso che i bambini, anche fino a 6 anni, non parlino in modo perfettamente corretto. Ci sono poi alcune consonanti (come R, S, F, per esempio) che danno qualche problema.

L’errata pronuncia di una lettera si chiama dislalia. Esistono molti tipi di dislalie che possono interessare uno o più fonemi: le più comuni sono il rotacismo o più comunemente la “r moscia” e il sigmatismo, una pronuncia sibilata della letta s.

Le cause dei difetti di pronuncia

Spesso tra le cause dei difetti di pronuncia vi è semplicemente una immaturità degli organi fonatori del bambino, che hanno semplicemente necessità di svilupparsi completamente. Vediamo comunque tutte le possibili cause.

Uso del ciuccio e altre cattive abitudini

L’uso prolungato del ciuccio o del biberon o abitudini viziate, quali succhiarsi il pollice, mangiarsi le unghie, mordicchiare penne o matite, inducono la spinta della lingua tra gli incisivi durante la fonazione.

Questo porta a problemi nella pronuncia solitamente delle lettere S e Z.

Malformazioni

In questo caso parliamo di dislalie “organiche” cioè dovute a una malformazione dell’organo fonatorio, per esempio malformazioni o lesioni a livello di uno o più settori del sistema articolatorio, come nel caso di palatoschisi, malformazioni delle arcate dentarie, alterazione del morso dentale, adenoidi, riniti ricorrenti, etc.

Immaturità del sistema fonatorio

Quando la cattiva pronuncia dipende dall’uso non corretto dell’apparato fonatorio si parla di dislalie “funzionali”. Queste dislalie possono essere fisiologiche, quando l’età del bambino è compatibile con una immaturità fonetica, diventano “patologiche” quando si protraggono oltre l’età scolare (6-7 anni)

Problemi di udito

In questo caso i difetti di pronuncia derivano da malattie che impediscono una buona percezione dei suoni da parte del bambino e di conseguenza un’errata pronuncia dei vari fonemi. Le cause principali di questo tipo di dislalie sono la sordità e le otiti ricorrenti nei primi anni di vita del bambino.

Quando il bambino piccolo parla male e noi lo "rispecchiamo", ovvero ripetiamo le parole come le dice lui, rinforziamo la sua pronuncia sbagliata non permettendogli di imparare ad usare l'apparato fonatorio nel modo corretto. Il bambino impara a parlare per imitazione, dunque è lui a dover imitare la nostra pronuncia corretta, non noi a imitare la sua.

Come comportarsi in caso di difficoltà fonetiche nel bambino

Occorre aiutare il bambino avendo pazienza, fiducia, tranquillità. Il lavoro fondamentale dell’adulto è questo, di far sentire intorno al bambino un “mantello” di protezione, di sostegno interiore, anche senza dire o fare niente di particolare.

Se il bambino sente che il genitore sa che la sua difficoltà potrà essere superata, con un po’ di pazienza ce la farà’. (per es. il mio secondo figlio fino a quasi 5 anni non ha mai detto la R – diceva L- un giorno, improvvisamente ha cominciato a dirla e anche molto molto bene)

Se si parla bene e in modo corretto coi bambini, questa veridicità del linguaggio passa in loro e lavora in loro finché gli organi fonetici sono maturi e possono lavorare in modo corretto.

Sotto l’età scolare

  • Parlare sempre in modo corretto.
  • Non cedere alla tentazione di ripetere le parole che dicono i bimbi in modo buffo, perché diamo loro il feedback che quello e’ il modo corretto di pronunciarle.
  • Evitare l’infantilismo nel parlare col bambino
  • Non usare in modo smodato ciuccio e altri strumenti che possono provocare una mal-occlusione delle arcate dentali
  • Usare filastrocche, canzoncine, giochi con le dita che possano aiutarlo nell’esercizio di pronuncia
  • Non parlare con altre persone di questa difficoltà davanti al bambino
  • Verificare che il bambino non abbia problemi di udito
  • Non farlo diventare noi un problema: “non parla bene”, “ha bisogno dello specialista”, diventa una profezia che si auto-avvera
  • Avere la pazienza di ascoltare il bambino che parla senza fargli pesare le sua pronuncia.

Al raggiungimento dell’età scolare

Se nonostante la nostra pazienza e la nostra accortezza nel seguire le indicazioni precedenti, i problemi di pronuncia persistono è necessario rivolgersi a un logopedista, che saprà consigliarvi il trattamento migliore per correggere questi difetti.

Andare dal logopedista troppo precocemente non è indicato, ma è importante anche non sottovalutare il problema e protrarlo troppo a lungo: più il bambino cresce, più sarà lunga la correzione dei difetti di pronuncia.

Il logopedista, nel trattamento dei disturbi di pronuncia opera in due fasi:

  • La prima prevede una sorta di “ginnastica” degli organi fonatori interessati, ovvero un allenamento delle strutture fono-articolatorie della bocca.
  • La seconda è un’impostazione fonetica vera e propria, di articolazione del suono o dei suoni alterati.
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