Sentiamo spesso parlare di vaccini e delle conseguenti “faziosità” tra essere pro e contro. Non ha senso essere pro o contro i vaccini quanto non ha senso essere pro o contro la tachipirina, dunque questa contrapposizione è stata semplicemente inventata dai media per parlare grossolanamente.

Chi pensa scientificamente non si schiera, ma studia e approfondisce, perché la verità non è mai scontata e non è mai banale.

Cosa sono realmente i vaccini, bugiardini alla mano? Perché vengono somministrati? Cosa contengono secondo i produttori e secondo le analisi indipendenti?

Cosa sono i vaccini

Cercando una definizione di vaccino, troviamo espresso in generale che si tratta di un “un preparato derivante da una sospensione di batteri o di virus (vivi, attenuati o uccisi) oppure da tossine da essi ricavate, che dovrebbero indurre nel vaccinato una produzione artificiale di anticorpi”.  

Ma cosa significa “un preparato”? 

Leggiamo direttamente i “bugiardini”, ovvero  i foglietti illustrativi presenti in tutte le confezioni dei medicinali, quindi anche dei vaccini.

Ecco alcuni esempi:

Infanrix Hexa, vaccino prodotto da GSK antidifterico, tetanico, antipertossico, antiepatite B, antipoliomelitico e anti-haemophilus influenzae tipo b coniugato. Leggiamo “come tutti i medicinali può causare effetti indesiderati”.

Priorix Tetra, vaccino (vivo) antimorbillo, antiparotite, antirosolia e antivaricella, prodotto da GSK. Leggiamo “Come tutti i medicinali, questo vaccino può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li
manifestino.” “Una volta vaccinato, il suo bambino deve cercare di evitare per almeno 6 settimane dopo la vaccinazione, fin
dove possibile, uno stretto contatto con i seguenti individui:
– individui con una ridotta resistenza alle malattie,
– donne in gravidanza che non hanno avuto la varicella o che non sono state vaccinate contro la varicella.
– neonati da madri che non hanno avuto la varicella o che non sono state vaccinate contro la varicella.”

Bexero, vaccino contro il meningococco gruppo b, prodotto da GSK. “Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale, ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza”. “Come tutti i vaccini, questo vaccino può causare effetti indesiderati”.

Cos’è il monitoraggio addizionale

I medicinali sottoposti a monitoraggio addizionale recano sul foglio illustrativo e sulle informazioni destinate agli operatori sanitari un simbolo rappresentato da un triangolo nero capovolto.  I medicinali contrassegnati dal triangolo nero sono sottoposti a un monitoraggio ancora più attento rispetto agli altri medicinali. Questo perché le informazioni disponibili sul medicinale sono più scarse, ad esempio perché il medicinale è stato commercializzato solo di recente o perché i dati sul suo impiego nel lungo termine sono ancora limitati. 

Possiamo dire che un vaccino è un medicinale usato a scopo preventivo.  Visita il sito dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, per scaricare i foglietti illustrativi

 

Il termine "vaccino" deriva dal latino "vacca" e venne coniato dal medico britannico Edward Jenner, che nel 1796 lo utilizzò la prima volta per indicare il materiale ottenuto dalle pustole di bovini ammalati di vaiolo bovino.

Perché si usano i vaccini?

Esistono vaccini batterici o virali, ovvero che contengono virus o batteri attenuati, inattivati o uccisi.

I vaccini vengono generalmente usati per prevenire malattie di origine virale, ovvero scatenate da virus.

Per le malattie virali non esistono farmaci. Farmaci antivirali efficaci sono disponibili soltanto per poche malattie (per esempio, l’HIV/AIDS, le epatiti B e C, la varicella, l’herpes simplex e in parte l’influenza); in tutti gli altri casi, deve essere la risposta immunitaria a debellare i virus, mentre il malessere presente può essere alleviato da una terapia di supporto con farmaci antipiretici/antinfiammatori, idratazione, etc.

Con i vaccini si raggiungono tutti i bambini sani, mentre in caso di malattia verrebbero usati pochissimi medicinali, in quanto non utili per combattere le malattie virali, e solo per una minoranza della popolazione.

Cosa contengono i vaccini?

Quando si parla di “sospensione di batteri o di virus” si intende automaticamente che un vaccino contenga soltanto questo.

Prendiamo sempre i foglietti illustrativi.

1° elemento fondamentale: il virus

Ogni vaccino contiene 1 o più virus (morti, attenuati o inattivati grazie agli adiuvanti, 3° elemento).

Sappiamo che i virus non possiedono una struttura cellulare completa, non posseggono ribosomi, né tutti gli enzimi necessari per la sopravvivenza e la replicazione del proprio acido nucleico, che può essere costituito da DNA o RNA. 

I virus, dunque, per riprodursi devono entrare in una cellula ospite "completa" (vegetale, animale o umana).

2° elemento: la linea cellulare per far sopravvivere e replicare il virus

In ogni foglietto illustrativo di vaccini si trovano sigle e/o acronimi, come MRC-5, WI-38 e Vero. 

VACCINO INFANRIX HEXA
Nel vaccino esavalente prodotto dalla Glaxo contro difterite, tetano, epatite-B, poliomielite, pertosse e haemophilus influenzae tipo B: 
«prodotto da cellule di lievito (S. cerevisiae) tramite tecnologia del DNA ricombinante»; 
«propagato in cellule VERO».

VACCINO M-M-R VAXPRO
Nel vaccino trivalente prodotto dalla Sanofi Pasteur contro morbillo, parotite, rosolia:
«prodotto su cellule embrionali di pollo»;
«prodotto su fibroblasti di polmone diploidi umani WI-38».

VACCINO PRIORIX
Nel vaccino quadrivalente prodotto dalla Glaxo contro morbillo, parotite, rosolia, varicella:
«coltivato in colture di cellule embrionali di pollo»; 
«coltivato in cellule diploidi umani MRC-5».

VACCINO PROQUAD
Nel vaccino quadrivalente della Sanofi Pasteur contro morbillo, parotite, rosolia, varicella:
«prodotto su cellule embrionali di pollo»;
«prodotto su fibroblasti di polmone diploidi umani WI-38»;
«prodotto su cellule diploidi umani MRC-5».

VACCINO PENTAVAC 
Nel vaccino pentavalente prodotto dalla Sanofi Pasteur contro difterite, tetano, pertosse, polio, haemophilus influenzae tipo B:
«adsorbito su alluminio idrossido»; 
«prodotto su cellule VERO».

Cosa significano queste sigle? Che per far crescere i ceppi virali usati poi nei vaccini, è indispensabile un "terreno di coltura" costituito da cellule umane o animali. Da dove vengono prese queste cellule? Da feti animali o umani SANI abortiti appositamente. Per approfondire

3° elemento: gli adiuvanti

Ovviamente non è possibile iniettare virus vivi, in questo caso si svilupperebbe facilmente la malattia. 

Occorre quindi che il virus venga attenuato, ucciso o inattivato.

Per questo motivo i vaccini contengono adiuvanti, in genere gel e i sali di alluminio (idrossido di alluminio, fosfato di alluminio,solfato di alluminio e potassio) (Riferimenti: – Sito ufficiale del Ministero della Salute – National Center for Emerging and Zoonotic Infectious Diseases (NCEZID), Atlanta, USA). Per esempio nel vaccino antidifterite, pertosse, tetano Boostrix della GSK, nel foglietto illustrativo si specifica alla voce contenuto “adsorbiti su idrossido di alluminio, idrato e fosfato di alluminio, come adiuvanti”.

In alcuni bugiardini viene anche specificato che:

il vaccino non deve essere somministrato se il bambino è allergico a formaldeide e antibiotici (es. neomicina o polimixina).

Quindi significa che nel vaccino sono presenti anche questi componenti.

La Formaldeide viene utilizzata per tentare di inattivare i virus e per tentare di decontaminare tossine batteriche, come la tossina usata per il vaccino per la difterite.

Alcuni antibiotici possono essere utilizzati in determinate produzioni per “prevenire la contaminazione batterica durante la produzione”. Tra gli antibiotici più in uso nei vaccini troviamo neomicina, polimixina B, streptomicina e gentamicina.  

Per approfondire guarda gli eccipienti presenti nei vaccini (in inglese)

L'Associazione Corvelva ha commissionato a un laboratorio certificato indipendente delle analisi sul contenuto dei vaccini. A tale analisi ha contribuito economicamente anche l’Ordine dei Biologi. I vaccini esaminati sono stati Priorix tetra (morbillo, varicella, parotite e rosolia), Infanrix Hexa (esavalente contro difterite, tetano, pertosse, Epatite B, Haemophylus influenzae B, poliomielite) prodotti dalla GSK e Hexyon, esavalente prodotto dalla casa farmaceutica Sanofi Pasteur. Analisi Priorix tetra - analisi Infanrix Hexa - analisi Hexyon.

Vedi anche la video-intervista: Ecco cos’abbiamo trovato nei vaccini: lo studio Corvelva – Loretta Bolgan e Ivan Catalano (Byoblu)

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