L’apprendimento non dipende soltanto dalla didattica o dagli stimoli che il bambino riceve durante la sua vita: lo stile di vita e in modo particolare l’alimentazione incidono fortemente sulla memoria e sulle capacità di apprendimento.

Questo è quanto sostiene Neal Cohen,  Direttore del Centro per la Nutrizione, l’Apprendimento e la Memoria dell’Illinois.

Al congresso di Granada lo specialista ha spiegato come funziona il sistema celebrale “claritive”, che è in relazione con la gestione e l’immagazzinamento di eventi e fatti relazionali nella funzione quotidiana. Il sistema si trova nell’ipotalamo, che è uno dei due luoghi del cervello atto a generare nuovi neuroni.

Ed è proprio durante l’infanzia che il cervello ha le migliori opportunità di aumentare la capacità mnemonica e di apprendimento.

Cosa agevola la capacità di apprendere e memorizzare

Attività fisica

L’attività fisica accelera la neurogenesi, la produzione di neuroni.

MOVIMENTO E NEUROGENESI – Esiste un processo di neurogenesi anche in età adulta in una specifica area cerebrale fondamentale per la memoria, l’ippocampo, dove la continua produzione di nuovi neuroni è compito delle cellule staminali. Il movimento da giovani è quanto consentirebbe di potenziare e preservare quella che i neuroscienziati chiamano “riserva cognitiva”, scudo protettivo in grado di fronteggiare (ed eventualmente ritardare) la comparsa delle malattie neurodegenerative. Leggi anche Movimento e apprendimento, come agevolare un migliore sviluppo cognitivo dei nostri

Dagli otto ai dieci anni si può chiaramente osservare la differenza tra un bambino fisicamente attivo e uno che è sedentario: ”L’ippocampo nei bambini sedentari è striminzito e la memoria relazionale sarà povera di fatti ed eventi”.

Alimentazione

Una dieta ricca di grassi omega-3 e di flavonoidi sembrerebbe favorire l’apprendimento e la capacità mnemonica.

Per il miglioramento dell’attività celebrale: omega-3 e acidi grassi.

I grassi sono essenziali per una corretta funzione del nervo, delle membrane nervose e sono inoltre importanti componenti nella sinapsi celebrale. Troviamo questi grassi in semi di lino, noci, olio d’oliva, pesce, tofu e legumi; pertanto è consigliabile che la dieta comprenda un’assunzione di questi grassi pari ad almeno il 2% dell’apporto calorico giornaliero.

I grassi nell’alimentazione: grassi buoni, grassi cattivi, grassi trans, a cosa servono e dove si trovano.

Per migliorare la memoria: antiossidanti e vitamine

Gli antiossidanti, oltre a proteggerci dai radicali liberi, sono anche importantissimi per il miglioramento della memoria. Troviamo gli antiossidanti in frutta e verdura, soprattutto nei frutti rossi (mirtilli, fragole, lamponi e more), spinaci, cavolini di Bruxelles, prugne, broccoli, bietole, avocado, arance, peperoni rossi e ciliegie.

L’Acido Alfa Lipoico (AAL) è un potente antiossidante prodotto dal corpo, si trova in: broccoli, pomodori, spinaci, insalate, cavoli, pisellilievito di birra, riso integrale.

La fosfatidilserina, che si trova nel tuorlo d’uovo e nella soia, vanta proprietà neurotrofiche e di sostegno della capacità mentali.

Da non dimenticare le vitamine, in modo particolare la vitamina C e la vitamina E.

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