Se avete un bambino piccolo tenete a mente queste tre parole: holding, handling e object-presenting. 
Nelle prime settimane di vita è la madre che ha il compito di soddisfare i bisogni del neonato, che, appena nato, ha un comportamento istintivo e necessita un soddisfacimento immediato dei suoi bisogni. Se i suoi bisogni vengono prontamente soddisfatti, il bambino con la crescita imparerà a procrastinare e ad aspettare, ben sapendo che la madre sarà lì per lui.
Le cure materne, nei primi mesi di vita, sono il modo in cui la madre si fa mediatrice del mondo esterno rendendolo comprensibile al bambino. Il tempo che il bambino trascorre con la madre è il tempo in cui riceve informazioni che riguardano tutti gli aspetti della vita: il cibo, il linguaggio, l’attività sociale, il piacere del contatto con gli altri.

Object-presenting, cos’è e perché è importante

Secondo Winnicot l’object-presenting si riferisce alla capacità della madre di mettere a disposizione del suo bambino l’oggetto nel  momento in cui ne ha bisogno, né troppo tardi né troppo presto, in modo tale che il bambino abbia il sentimento onnipotente di aver lui stesso creato magicamente questo oggetto.
Quando si presenta al bambino qualcosa prima che lui stesso ne senta il bisogno, credendo di stimolarlo, in realtà stiamo calpestando il desiderio del bambino, da cui deve proteggersi creando un falso sé. Se invece presentiamo l’oggetto di cui ha bisogno in modo tardivo portiamo il bambino a sopprimere il proprio desiderio per non essere annientato dal bisogno e dalla collera. Questa “attività mentale del bambino trasforma un ambiente sufficientemente buono in un ambiente perfetto”.
OBJECT-PRESENTING – Presentare ciò di cui il bambino ha bisogno nel momento in cui ne ha bisogno (per esempio offrire il nutrimento nel momento in cui ha fame, non prima e non dopo) permette alla psiche del bambino di stare nel corpo, giungendo all’unità mente-corpo, base d’un sé autentico.

Holding, cos’è e perché è importante

Il termine holding (sostegno) si riferisce alla capacità della madre di fungere da contenitore delle angosce del bambino.

L’ holding è una funzione di primaria importanza nello sviluppo psichico. La madre deve essere in grado di costituire una sorta di spazio (holding enviroment) fisico ma soprattutto psichico in cui il bambino si sente accolto, sostenuto, rassicurato, incoraggiato nelle prime espressioni di sé.

HOLDING –  L’holding comincia fin dai primi giorni di vita del neonato ed è il modo in cui la madre tiene tra le braccia (contiene) il lattante, dal modo con cui gli sostiene il capo, orienta il volto verso il proprio, lo sostiene, in base alle richieste del piccolo.  Ma l’holding non si riferisce solo ai primi mesi di vita: lo psichiatra Jeremy Holmes sostiene che «dalla costanza materna deriva il senso della storia: la affidabilità della risposta della madre al bambino diventa il nucleo della competenza autobiografica. Dall’holding materno deriva l’abilità di tenere se stessi nella propria mente: la capacità di autoriflessione e la possibilità di concepire se stessi e gli altri come persone che hanno una mente». Leggi anche Insegnare le regole ai bambini: come “contenerli” e come “contenerci”

Handling, cos’è e perché è importante

Nell’handling il contatto non è stretto e completo come nell’holding, ma avviene principalmente attraverso le mani.

Il termine handling si riferisce alle manipolazioni del corpo: cure e pulizia, abbigliamento, ma anche carezze, massaggi, coccole.

HANDLING – Imparare a toccare il bambino sostiene il legame di attaccamento e rafforza la relazione genitore-bambino, oltre a favorire nel neonato la consapevolezza delle varie parti del corpo sostenendo lo sviluppo dell’immagine di sé, così da far sentire il bambino aperto, sostenuto ed amato. Leggi anche Il massaggio indiano per il bambino

Perché holding, handling e object-presenting sono così importanti

L’IO, che è in via di sviluppo nel bambino, viene consolidato in relazione al rapporto con l’ambiente esterno. Nei primi mesi di vita vi sono bisogni vitali, come nutrirsi ed essere al sicuro, questi bisogni con l’età diventano sempre più sottili ma rimane fondamentale la possibilità che vengano soddisfatti.

I bisogni si presentano ogni giorno, e il bambino, giorno per giorno, sperimenta la soddisfazione o meno del suo bisogno: se sente che i suoi bisogni ricevono una risposta adeguata, il bambino cresce con la consapevolezza che quando ha bisogno può chiedere aiuto e riceverlo, creando con gli anni una perfetta armonia tra mente e corpo.

Quando però si accumulano le delusioni il bambino sa che è inutile chiedere, perché comunque dall’ambiente non arriverà risposta, oppure dovrà imparare a chiedere in modo aggressivo e violento: in entrambi questi casi non ci sarà perfetta armonia tra mente e corpo. L’io non potrà sentirsi forte e sicuro, perché il suo ambiente verrà percepito come ostile, la vita sarà dunque vissuta come difficile e le energie che dovrebbero essere spese per un sano sviluppo vengono invece impiegate per sopravvivere.

Sappiamo quindi che, tenendo ben a mente queste tre parole, holding, handling e object-presenting, nella nostra vita quotidiana, avremo delle risorse per scegliere come comportarci col nostro neonato e bambino.

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