ginsengIl ginseng è una radice di origine cinese molto nota per le sue proprietà stimolanti per mente e corpo.

La radice del ginseng, carnosa e fusiforme, di colore giallo paglierino, con un caratteristico sapore amarognolo, è caratterizzata dall’avere varie forme: drago, bambino e uomo; quest’ultima è considerata la più pregiata. Certo, se si considera la teoria delle segnature, possiamo pensare che la forma della radice che ricorda un essere umano sia da ricondurre alla capacità di questa pianta di donare benessere all’intero uomo.

Il nome ginseng deriva dal cinese jen shen e ha il significato di "pianta dell'uomo", il termine botanico che le è stato in seguito attribuito "panax ginseng" deriva dal greco pan (tutto) akèia (cura, rimedio), ovvero "panacea per tutti i mali".

La pianta del ginseng

La pianta del ginseng è originaria dell’Asia orientale, ma ad oggi esistono molte varietà di ginseng, le qualità principali sono 3:

  • il ginseng proveniente dalla Cina, Corea e Giappone (panax ginseng)
  • il ginseng siberiano, proveniente dalla Russia (Eleuterococcus senticosus)
  • il ginseng americano (panax quinquefolius)

Il ginseng viene lavorato in modo tale da dare due tipologie principali di droga:

Ginseng bianco

La droga viene trattata con anidride solforosa per eliminare e schiarire le parti più esterne.

Ginseng rosso

Considerato più pregiato, presenta una superficie rossastra; una volta raccolto, viene trattato con vapor d’acqua a 120-130°C e poi posto in stufa; la superficie della droga assume quindi un aspetto lucido e rossastro.

Principi attivi

Nel ginseng troviamo:

  • alto contenuto di vitamine (B1, B2, C..), oli essenziali e oligoelementi (magnesio, calcio, fosforo, ferro..)
  • polisaccaridi (panaxani)
  • principi attivi ginsenosidi quali le saponine triterpeniche

Quando si sceglie un prodotto a base di Ginseng non solo è importante conoscere la qualità, ma anche la quantità di principio attivo presente che può variare tantissimo a seconda della forma commercializzata; ad esempio la concentrazione di ginsenosidi può variare di 15 volte nelle polveri e nelle capsule e di 36 volte nelle tinture o estratti liquidi.

Proprietà e studi sul ginseng

Tradizionalmente il ginseng si usa per "ristabilire i cinque visceri, armonizzare le energie, rinvigorire lo spirito, alleviare l’ansietà, eliminare le sostanze tossiche, ravvivare gli occhi, allargare il cuore e migliorare il pensiero. Il suo uso continuo fortifica l’organismo e prolunga la vita". (Shen Nung)

Le proprietà attribuite al ginseng sono molte:

  • aumenta la resistenza dell’organismo
  • migliora l’appetito e fortifica lo stomaco
  • aumenta la resistenza alla stanchezza sia fisica che mentale alleviando la stanchezza
  • le virtù afrodisiache, anche se ancora oggi prive di conferme scientifiche
  • proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antipiretiche, ipocolesterolemizzanti, probiotiche, radioprotettive, anticancerogene.

Il ginseng è stato studiato molto e a lungo, anche se tutti gli studi a disposizione non sono concludenti perché c’è troppo eterogeneità nei sistemi di misura utilizzati, per la loro durata e anche per i dosaggi troppo diversi del ginseng assunto dalle persone coinvolte negli esperimenti. I ricercatori, però, auspicano nuove e approfondite ricerche perché ritengono che le proprietà della pianta siano comunque meritevoli di approfondimento.

Sicuramente, alcuni studi sono degni di essere citati per le notevoli informazioni che ci danno su questa pianta:

In più di uno studio il ginseng sembra favorire un miglioramento delle funzionalità cognitive e della memoria: per esempio, in una ricerca su 112 persone, chi lo aveva assunto aveva ottenuto punteggi migliori in alcuni test di apprendimento e memoria, rispetto a coloro a cui era stato somministrato un placebo (cioè una sostanza inerte, come acqua o zucchero).

Uno studio pubblicato su Diabetes Care, condotto nell’Università di Toronto, ha evidenziato iun’attività sul metabolismo: sembra che la pianta sia in grado di accelerare la lipogenesi epatica (trasformazione degli zuccheri in grassi) e di aumentare la riserva di glicogeno determinando così un abbassamento della glicemia (fino al 60% rispetto a chi non ha assunto ginseng). Le prove sono state condotte su soggetti con diabete mellito di tipo 2 ai quali è stato somministrato sia ginseng cinese che americano  ed i risultati hanno evidenziato una significativa riduzione del livello di glucosio nel sangue e dei livelli plasmatici dell’emoglobina glicosilata. Un altro studio, sempre effettuato su persone sane e su soggetti con diabete mellito di tipo 2, ha evidenziato come la somministrazione di 3 g di Ginseng americano abbia ridotto significativamente la risposta glicemica ad un carico orale di 25g di glucosio.

Altri studi evidenziano la sua rinomata azione sul sistema nervoso centrale dove è in grado di modulare lo stato di eccitazione dei neuroni centrali in modo da aumentare la possibilità di avere risposte ottimali sia a stimoli esterni che interni.

Inoltre paiono dimostrate le sue proprietà adattogene capaci di migliorare le difese e il sistema immunitario, oltre ad aumentare le capacità fisiche e mentali di resistenza: il ginseng infatti agisce a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene inducendo al liberazione di cortisolo, l’ormone dello stress, capace di migliorare la risposta allo stress psicofisico.

I rinomati effetti afrodisiaci sembrano invece dipendere dalla capacità del ginseng di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene e quindi di ottenere una migliore erezione (la migliore qualità in questo caso è quella rossa).

Interazioni con i farmaci

Il ginseng ha notevoli principi attivi, occorre dunque assumerlo con moderazione e per periodi ristretti:

  • un’assunzione con dosi eccessive può dare sintomatologie come nausea, diarrea, orticaria, ipertensione, palpitazioni, mal di testa, insonnia, dolore mammario.
  • è controindicato per chi soffre di ipertensione, emorragie, ulcera duodenale, ansia ed insonnia grave
  • interazioni con alcuni farmaci come fenelzina (psicofarmaci Nardil) e Warfarin (anticoagulanti Cumadin), ipoglicemizzanti orali, insulina. Si è evidenziata una diminuzione dell’effetto anticoagulante del farmaco Warfarin dopo l’assunzione della pianta. Lo studio è stato condotto su adulti giovani e sani, in doppio cieco e controllato verso placebo, volontari ai quali è stato fatto assumere il Warfarin ed il Ginseng contemporaneamente per 3 settimane. Un’analoga prova è stata condotta sui ratti per 5 giorni consecutivi senza dare alcun tipo di evidenza. Si suppone quindi che il dato significativo sia il tempo di assunzione del Ginseng in concomitanza al farmaco.
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