musicaLe filastrocche e le canzoncine dovrebbero accompagnare il bambino piccolo nell’arco di tutta la giornata.

Le filastrocche, le canzoncine e le ninne nanne, secondo la loro funzione, possono essere utilizzate nei vari momenti della giornata:
– sul fasciatoio,
– nel momento del cambio,
– accompagnare i primi passi,
– nel momento della pappa,
– nel momento della nanna,
– nel momento del divertimento.

Le filastrocche, insieme a canzoncine e cantilene sono un tipo di gioco verbale, motorio, ritmico e a volte manipolativo, che porta al bambino ritmo, tranquillità e affettività inserita in una dinamica relazionale.

Le filastrocche, cosa sono

Con il termine “filastrocche” ci si riferisce a componimenti solitamente in rima o comunque con una forte componente ritmica legati ai primi giochi con il corpo: le filastrocche sono spesso accompagnate anche dai movimenti.

Formule rituali, aiuto all’apprendimento del linguaggio, gioco, divertimento, le filastrocche fanno da sempre parte della cultura di tutti i popoli della terra.

La filastrocca è un primo giocattolo fatto di parole, gesti e poesia, che si inserisce nel profondo legame affettivo tra adulto e bambino.

Una delle cose che più affascina il neonato è sicuramente osservare il viso, le mani, sentire la voce delle persone che gli sono vicino e che costituiscono il suo contatto con il mondo; da sempre le filastrocche sono il primo incredibile gioco a misura di bambino, uno dei pochi giochi che è impossibile comperare, ma che necessita impegno, ricerca, esercitazione.

La Filastrocca come stimolo per le prime relazioni

neonatoSpesso, una delle caratteristiche, in queste particolari modalità di comunicazione, è la verbalizzazione ritmica delle parole, delle quali non ha tanto importanza il significato, (pare che queste siano incomprensibili per un bambino molto piccolo, ma noi non ci stupiremo se così non fosse), quanto il ritmo e l’affettività che ne contengono e trasmettono.

La filastrocca è il risultato della somma di rima e ritmo: e nel piccolo mondo del bambino il ritmo è dappertutto; è nel giorno e nella notte, nell’alternarsi delle stagioni, nella comunicazione fatta di sguardi e gorgheggi con la mamma, nei battiti del cuore, è nella melodia della ninna nanna, è nel dondolio che lo culla, è nel battito delle manine.

La ripetizione ritmica, il suono delle parole, così come la ripetizione delle filastrocche, sono i primi passi per la costruzione di un rapporto di comunicazione.

Parlare delle prime filastrocche giocate con i bambini, significa, infatti, parlare di un fitto intrecciarsi di rapporti, di contatti, di scambi, che si costruiscono sempre uguali ma sempre profondamente diversi poiché, pur usando le stesse parole e gli stessi gesti della medesima filastrocca, cambiano le mille sfumature degli sguardi, del tono della voce e del ritmo del corpo, che fanno di ogni singola filastrocca “qualcosa di assolutamente personale e privato”, in un contesto in cui il contatto affettivo ne è, indubbiamente, l’elemento più importante.

Le filastrocche sono proprio come Rodari amava definirle, dei veri giocattoli.

La Ninna Nanna, cos’è e a cosa serve

mamma e bimbaUn altro rituale che ha mantenuto la sua funzione nel tempo è la ninna-nanna.

Ancora oggi, le mamme che cercano di addormentare i poro piccoli si affidano al patrimonio di filastrocche e ninne nanne ereditato dalla famiglia.

Le ninne nanne fanno parte integrante dell’esperienza personale e vengono “alla luce” nel momento del bisogno, che quasi sempre coincide con la nascita di un figlio o di un nipotino.

Ogni mamma conosce bene l’importanza delle ninne nanne, e del loro effetto tranquillante sui piccoli: la stimolazione tattile-ritmica che accompagna i movimenti della ninna nanna, ha nel bambino un effetto calmante e rassicurante. Parlare al bambino, cantare, tenerlo in braccio, quando ne sente il bisogno, cullarlo, toccarlo, comunicare con lui, non solo il contatto delle mani, ma il ritmo di tutto il corpo, significa dimostrargli affetto, “nutrirlo di affetto”, tranquillizzarlo.

A proposito della ninna nanna Tito Saffioti, nel libro Le ninna nanne italiane (Einaudi - Torino 1994) scrive:
 La funzione primaria della ninna nanna è ovviamente quella di indurre al sonno il bambino grazie a una reiterazione ritmica e melodica che tende a introdurre un effetto ipnotico, secondo un procedimento che richiama l'antico rito dell'incantamento. A questa prospettiva contribuiscono sia l'aspetto melodico sia quello verbale fortemente ripetitivi e sostanzialmente monotoni. Una seconda funzione, certo non meno importante, è quella di acculturazione linguistica e musicale del bambino: questi, infatti, stabilisce il suo primo contatto con la musica e con la realtà che lo circonda proprio attraverso la voce della madre e delle donne di casa.

Le cantilene e la loro importanza per il bambino

A proposito dell’importanza delle cantilene per lo sviluppo del linguaggio verbale e del linguaggio musicale nei bambini, Roberto Goitre e Ester Seritti (Canti per giocare – Suvini Zerboni, Milano 1983) scrivono:

Il bambino, fin dai primi giorni di vita, riceve le prime informazioni di linguaggio verbale per mezzo dell'ascolto ripetuto e costante di lallazioni verbali (...) di facile ricezione, di elementare accezione e di semplice imitazione basata su ripetizione ritmica (le stesse consonanti) e melodica (le stesse vocali). A poco a poco, con il trascorrere dei mesi, dalla fase dell'ascolto il bambino passa a quella dell'imitazione sempre più precisa dei suddetti fonemi, (...) fino a pervenire in breve tempo alla terza fase, quella della creatività elementare... (...). Se l'apprendimento del linguaggio verbale trae la sua origine dall'ascolto delle prime lallazioni verbali, l'apprendimento di quello musicale trova il suo riscontro nelle prime lallazioni cantate che fanno parte del patrimonio musicale, sociale, ambientale, linguistico e dialettale, storico ed etnico del popolo.
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