I disturbi alimentari, come anoressia, bulimia, rifiuto del cibo, sono in costante aumento e, secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps),colpisce sempre più bambini, anche di soli sei o sette anni.

Scopriamo quali sono i principali disturbi alimentari, i segnali da riconoscere e le strategie da attuare.

I disturbi alimentari

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie che comportano una alterazione delle abitudini alimentari, con eccesso o carenza di nutrizione, e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo.

DCA – I disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si riscontrano prevalentemente nelle ragazze e giovani donne, anche se l’età di esordio si è abbassata notevolmente e non è raro ormai riscontrarli in bambini di 8-10 anni di età. Il rapporto tra femmine e maschi è di circa 9 a 1, ma il numero dei maschi è in crescita soprattutto in età adolescenziale e pre-adolescenziale. I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano la terza causa di morte nella popolazione giovane, dopo gli incidenti stradali e i tumori. Scopri di più su Anoressia, bulimia e altri disturbi del comportamento alimentare: i sintomi premonitori

I principali Disturbi del Comportamento Alimentare sono:

  1. Anoressia Nervosa
  2. Bulimia Nervosa
  3. Disturbo da Alimentazione Incontrollata( Binge Eating Disorder – BED)
  4. Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati (NAS) per esempio Alimentazione Selettiva o Restrittiva, aura o Fobia Specifica con evitamento del cibo, Perdita dell’Appetito Secondaria a Depressione

Cosa ci dice il disturbo del comportamento alimentare

L’alterazione del comportamento alimentare, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, è sicuramente un segnale che merita ascolto da parte dei genitori.

Le malattie associate al cibo, mangiare poco, digiunare, mangiare troppo, vomitare, sono segnali di disagi psicologici profondi e vengono spesso definite “malattie dell’amore”.

Se questi disordini si manifestano in età precoce sono dei messaggi che esprimono una possibile disarmonia nella sfera affettiva del bambino e hanno il valore di una richiesta di ascolto e aiuto verso i propri genitori.

ANORESSIA, BULIMIA, OBESITÀ – L’anoressia inizia con una cura dimagrante: l’intento è quello di controllare la propria immagine, finché diventa un bisogno di controllare tutto. Il cibo diventa uno strumento di potere: riuscire a fare a meno del cibo è una dimostrazione d’indipendenza e autosufficienza.  Si può dire che l’anoressia sia una manovra disperata per coprire la bulimia, che rappresenta il bisogno smodato di tutto. L’anoressia è un tentativo drastico di coprire la bulimia e, infatti spesso anoressia e bulimia si alternano ciclicamente. La bulimia si manifesta con dipendenza dal cibo per cercare di colmare un vuoto soggettivo incolmabile. la persona bulimica si nutre di continuo, non per fame, ma per assecondare la propria sfera emotiva. La vita si svolge mangiando, in una sensazione di totale perdita di controllo, e vomitando incessantemente. Il senso di colpa è devastante e lascia la persona in un circolo vizioso senza fine. Come nella bulimia, anche nell’obesità psicogena si è di fronte a una dipendenza, cambiano solo le modalità. Il cibo è scelto con cura e assunto fino ad aumentare di peso in modo spropositato. Viene inconsciamente considerato una soluzione magica alle difficoltà del vivere, un anestetico rispetto al dolore che si ha dentro. Per le persone obese il cibo ha una funzione consolatoria nei momenti più difficili, oppure può rappresentare un modo per vincere la solitudine.

DCA, i segnali da riconoscere

Nell’età della preadolescenza e dell’adolescenza i ragazzi vivono un delicato momento di passaggio: si tratta della transizione da bambino a giovane adulto, che avviene con a caratteristiche, modalità e tempi individuali.

ADOLESCENZA ETA’ A RISCHIO – Il bambino, ormai ragazzino, dai 12 anni è pronto per un cambio di “prospettiva”, guarda se stesso, gli altri e il mondo in modo totalmente nuovo: non riesce più a sentirsi il centro dell’Universo, come può fare solo un bambino piccolo, nel pieno dell’egocentrismo, ma deve cominciare a trovare il suo posto all’interno di un mondo, fisico, emotivo, relazionale, davvero immenso. In questa fase dello sviluppo è tipico che, soprattutto le ragazze, si sentano brutte, grasse, non accettate.  Scopri di più su Le crisi dell’età: i 12 anni (prepubertà)

Per questo motivo i disturbi alimentari, che all’esordio hanno spesso un andamento altalenante, faticano ad essere individuati tempestivamente.

Importante allora è che i genitori e gli educatori non sottovalutino nessun segnale sospetto, che non si rimandi, ma si agisca subito e con competenza.

I comportamenti tipici di una persona che soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare sono:

  • digiuno o restrizione dell’alimentazione
  • crisi bulimiche
  • vomito autoindotto
  • assunzione impropria di lassativi e/o diuretici

PERSISTENZA – Il disagio si manifesta poco a poco ma in modo continuativo: se ogni settimana c’è un leggero calo di peso, il ragazzo mangia ogni giorno meno del giorno prima, se gli allenamenti da sporadici diventano sempre più lunghi e intensi. La continuità e la durata, ma soprattutto l’instaurarsi di un modello rigido e compulsivo, sono i segnali di allarme che ci devono subito mettere in allerta.

Gli errori da evitare in caso si sospetto di disturbi alimentari

Se sei un genitore e tuo figlio/figlia soffre di disturbi alimentari, ecco quali sono gli errori da evitare:

  • IGNORARE – Uno degli errori più comuni è quello di evitare di vedere e di affrontare il problema, sperando che prima o poi passi da solo. Purtroppo, spesso, è proprio l’indifferenza dei genitori che alimenta i disordini alimentari dei ragazzi.
  • GIUDICARE E SPAZIENTIRSI – Gli studi scientifici dimostrano che un atteggiamento giudicante o pressante da parte dell’adulto porta a un ritardo delle cure o a una prognosi peggiore. Al contrario, un ambiente familiare non giudicante è di grande aiuto per la guarigione.
  • COLPEVOLIZZARSI O VERGOGNARSI – I familiari non devono sentirsi in colpa, perché non sono la causa del disturbo. I problemi del comportamento alimentare sono complessi e le cause sono sempre più di una. Litigi o conflitti familiari non sono la causa diretta dei disturbi alimentari: possono essere causa fattore di stress, ma non l’unico fattore scatenante.

Cosa fare in caso di sospetto di disordini alimentari

Se si sospetta un disturbo alimentare ecco come comportarsi:

  • FARSI CARICO DEL DISAGIO CON RESPONSABILITÀ – I genitori devono, entrambi, lavorare insieme, facendosi sentire solidi e compatti. La comunicazione è un fattore cruciale: darsi la colpa, escludere l’altro, pensare di risolvere tutto da soli porta a peggioramenti e ritardi nell’affrontare la situazione.
  • CHIEDERE AIUTO – I genitori che hanno bisogno di saperne di più e di essere seguiti e aiutati possono agire in due modi: rivolgersi a un’associazione di genitori che, oltre a fornire indicazioni pratiche, possano sostenerli nel loro percorso e rivolgersi a un Centro di terapia integrata per disturbi alimentari. Scopri i più importanti centri_per_la_cura_dei_disturbi_alimentari
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