Ne soffrono circa 422 milioni di persone nel mondo, con un aumento spropositato rispetto a poco più di 30 anni fa (il quadruplo rispetto al 1980).

Parliamo del diabete, che colpisce quasi il 9% della popolazione mondiale ed è ogni anno causa diretta di 1,5 milioni di morti (oltre ad essere correlato ad altri 2,2 milioni di decessi) il 43% dei quali sotto i 70 anni.

miele cucchiaio
DIABETE MELLITO – Il nome “diabete mellito” deriva dal greco antico: diabàino = “passo attraverso” e meli = “miele”.

Cos’è il diabete?

Il diabete è una malattia cronica,  causata da una carenza o assenza di insulina nell’organismo, che porta a una condizione di iperglicemia, ovvero un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue.

zucchero
INSULINA – L’insulina è un ormone prodotto dal pancres che ha la funzione di permettere l’ingresso del glucosio nelle cellule dell’organismo e di regolare i livelli glicemici, sottraendo lo zucchero dal sangue e ponendolo in riserva sotto forma di grasso.

L’eccesso di glucosio nel sangue conduce l’organismo a patologie di svariato tipo, dall’aumento di peso, alle infiammazioni croniche, ai danni ai vasi sanguigni. Il diabete, se non diagnosticato, può causare cecità, amputazioni e insufficienza renale. Alcuni studi lo correlano alla comparsa di tumori.

Ho il diabete?
  • NO - Se la glicemia a digiuno è inferiore a 110 mg/dl (dopo i pasti può arrivare fino a 140 mg/dl)
  • NO, ma c'è un'alterazione della glicemia - Se i valori della glicemia sono compresi tra 100 e 126 mg/dl
  • SI - Se la glicemia a digiuno è uguale o superiore a 126 mg/dl

Le cause del diabete

Il pancreas non produce insulina in modo costante, ma in base ai cibi che vengono ingeriti. Per esempio, dopo aver ingerito molti zuccheri, l’organismo si ritrova con un eccesso di glucosio nel sangue, che viene prontamente riportato alla normalità grazie alla liberazione di insulina che porta al cosiddetto “picco insulinemico post-prandiale”.

Quando la situazione ritorna alla normalità, l’insulina stimola la conversione del glucosio, non immediatamente utilizzato dalle cellule, in depositi di glicogeno, a livello epatico e muscolare.

Se la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) va sotto i livelli di normalità, il cervello riceve un segnale che si traduce in sensazione di fame.

Esiste un altro ormone, il glucagone, in grado di riconvertire il glicogeno in glucosio, così che venga rimesso in circolo all’esigenza. Se il digiuno è prolungato, ci sono altri ormoni (ad esempio l’adrenalina e il cortisolo) che permettono all’organismo l’approvvigionamento di glucosio necessario. Esaurite le riserve di glicogeno, l’organismo attinge l’energia di cui necessita dai lipidi (lipolisi) e dagli aminoacidi (gluconeogenesi).

acqua
IL DIGIUNO – Lo studio condotto da Valter Longo, dell’Università of South California e dell’Ifom di Milano, ha dimostrato che il digiuno abbassa i fattori di rischio associati all’invecchiamento, come diabete malattie cardiovascolari e cancro. Scopri di più su Il digiuno allunga la vita: come praticarlo, quali sono i benefici e gli studi scientifici

Se però nell’organismo vengono continuamente immesse grandi quantità di zuccheri, la produzione di insulina è fortemente e costantemente stimolata, perciò, una volta saturate le riserve di glicogeno, il glucosio viene trasformato in acidi grassi che vengono poi accumulati nel tessuto adiposo, sotto forma di trigliceridi. Quando gli eccessi alimentari diventano un’abitudine, l’organismo perde gradualmente la sensibilità all’insulina (insulino-resistenza) e questo porta alla sindrome metabolica del diabete, in modo particolare di Diabete 2. Nel caso in cui l’aumento del glucosio non dipenda dall’eccesso di zucchero, ma dall’incapacità dell’organismo di  produrre insulina, si parla di Diabete 1.

cioccolato dolci zucchero mangiare
QUALI SONO GLI ALIMENTI CHE CONTENGONO ZUCCHERO – Il glucosio è la scomposizione più semplice di tutti gli zuccheri ed è presente libero nel sangue. Ci sono altri tipi di zuccheri, per esempio il fruttosio (monosaccaride come il glucosio) che si trova nella frutta e nel miele. Il lattosio è un disaccaride (glucosio + galattosio) che è presente nel latte.  Il saccarosio, disaccaride (glucosio + fruttosio),  è il comune zucchero da cucina, che deriva dalla canna da zucchero, dalla barbabietola e altri frutti. L’amido è la forma più complessa di zucchero, è infatti un polisaccaride, perché formato da molte molecole di glucosio unite tra loro. Lo troviamo principalmente nei cereali (pasta, pane, riso, etc.), nei legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie…), nei tuberi (patate, barbabietole, …), in alcuni frutti (noci, castagne, …), quindi in molti più alimenti di quelli che pensiamo.

La sindrome metabolica, cos’è e quali sono i rimedi naturali

Tipi di diabete

Come accennato, non esiste un solo tipo di diabete, anche se il diabete di tipo 2 è decisamente preponderante (il 90% circa di tutti i tipi di diabete).

Diabete di tipo 1

Questo tipo di diabete dipende dalla mancata produzione di insulina da parte del pancreas.

Questa malattia è di tipo autoimmune, ha un esordio generalmente infantile e sembrerebbe non dipendere dalle abitudini alimentari. Secondo uno studio del Baker IDI Heart and Diabetes Institute di Melbourne, in Australia, pubblicato su Diabetologia, il diabete di tipo 1 “ruba”12 anni di vita, secondo invece lo studio dell’Università di Goteborg, in Svezia, l’aspettativa di vita tra le persone con diabete 1 e il resto della popolazione è di 12 anni per le donne e 11 per gli uomini.

Diabete di tipo 2

Questo diabete dipende invece dall’incapacità dell’organismo di utilizzare correttamente l’insulina, a causa di uno stile di vita non salutare.

Il diabete di tipo 2 è molto più comune del tipo 1, con un rapporto è di 90 a 10. Uno stile di vita non corretto proviene dall’infanzia, infatti il diabete 2 è in rapido aumento nei bambini e adolescenti: questo dipende principalmente dall’aumento dell’obesità infantile e dell’inattività fisica.

Diabete gestazionale

Esiste un terzo tipo di diabete, quello gestazionale: si caratterizza per una eccessiva quantità di glucosio nel sangue, che comunque sono al di sotto di quelli minimi previsti per la diagnosi di diabete ed è una malattia che si può sviluppare durante la gravidanza.

Le donne che soffrono di diabete gestazionale sono a rischio di complicazioni, sia durante la gravidanza che il parto, ed hanno maggiori probabilità di sviluppare, in seguito, il diabete di tipo 2.

Diabete, una visione psicosomatica

Guardando a cosa avviene, da un punto di vista fisico, a una persona che soffre di diabete, vediamo che questa non riesce a far proprio il “glucosio”, come se il suo organismo non ne avvertisse la presenza.

allattamento
DIABETE E BISOGNO DI NUTRIMENTO – Da un punto di vista psicosomatico è come se la persona (bambino o adulto) si negasse la dolcezza della vita. Simbolicamente la prima forma di “dolcezza” è la madre, che allatta il suo bambino in un inscindibile rapporto tra amore e nutrimento.

Il diabete, in tutte le sue forme, dipende criticamente da una carenza di nutrimento, affetto, dolcezza da parte della figura materna (attenzione, non per incapacità o colpa della madre, a volte le circostanze della vita, per esempio necessità di essere ricoverati per lungo tempo e quindi distanza dalla madre, come anche una malattia della madre che la costringe a stare lontana) .

Con una differenza tra i tipi di diabete:

  • Nel diabete 1  il bambino o ragazzino ha un rapporto di forte dipendenza con la madre, che è però ambivalente, ovvero dipende da quanto il figlio corrisponda all’idea di perfezione della madre.  A livello simbolico, la presenza costante di zucchero nel sangue protegge dalla carenza di nutrimento-amore, ma si rivela una trappola a causa della sua incapacità di nutrire l’organismo, così come il vincolo materno non lascia al bambino  la forza necessaria a divenire se stesso in autonomia.
  • Nel diabete 2, che si manifesta più tardi, dipende più probabilmente da un evento traumatico (per esempio un problema sentimentale, il non trovare lavoro, una perdita affettiva, etc.) che riporta violentemente il soggetto a quello stato infantile di bisogno di dipendenza dal nutrimento.

Il diabete da un punto di vista psicosomatico è il tentativo simbolico di ritrovare amore e dolcezza della vita, in modo appagante e incondizionato.

Prevenire il diabete si può

Il diabete si previene e si cura avendo cura di se stessi.

Ascoltare i nostri bisogni affettivi e di sicurezza, coccolarci e prenderci i nostri spazi, perché meritiamo amore, rispetto e libertà.

sport
SANO MOVIMENTO – Se impariamo a muoverci di più, l’organismo trae innumerevoli benefici, si sente meglio, amato, coccolato. In «Strategia per l’attività fisica Oms 2016-2020», curata dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti, si consiglia:  – giovani e bambini, almeno 60 minuti al giorno di attività fisica, leggera o intensa (gioco libero, sport, etc.) – adulti e anziani, almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica (bassa intensità e lunga durata, per esempio camminare, andare in bicicletta, nuotare). Secondo l’Oms, l’inattività sportiva è «responsabile di un milione di decessi all’anno in tutta Europa». Allarmante il quadro della situazione tra i giovani secondo l’Oms: «Solo il 34% degli adolescenti europei di età compresa tra 13 e 15 anni è fisicamente attivo ai livelli consigliati dalle linee guida. Ciò contribuisce all’aumento dei bambini sovrappeso e obesi».

 

dieta gravidanza
ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE – I carboidrati raffinati e gli alimenti industrialmente elaborati, rendono i nostri cibi poveri da un punto di vista nutritivo, ma con un apporto calorico altissimo. La scelta di cibi naturalmente presenti in natura (verdure e frutta del nostro orto, farine integrali e prodotti non raffinati) o trasformati da noi (per esempio fare il pane o il formaggio magro in casa) è la scelta migliore per avere un organismo sano e in salute.

 

 

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