meditation-473753_640"I grandi spiriti hanno sempre incontrato una violenta opposizione da parte delle menti mediocri". Albert Einstein.

La mente: il conscio e l’inconscio 

Per poter parlare di mente non possiamo che partire da Sigmund Freud (1856-1939), sulle cui teorie ancora oggi si dibatte. Freud, fondatore della psicoanalisi, una delle principali correnti della moderna psicologia, elaborò la teoria dell’ -Iceberg- secondo la quale l’inconscio governa il comportamento e il pensiero degli esseri umani e delle interazioni tra individui. Secondo Freud la mente non si identifica in tutto e per tutto con la coscienza; viceversa, la coscienza è una piccola porzione della mente: l’Io, nota Freud, non è che non ci sia, ma, semplicemente, è una realtà infinitamente più marginale di quel che si è creduto da Socrate in poi.

"Quello che cerco non è un corpo flessibile, ma una mente flessibile". Moshe FeldenKrais.

La stretta connessione tra mente e corpo

Sul finire degli anni quaranta, Moshe Feldenkrais (1904-1984) sviluppò la sua teoria della “consapevolezza attraverso il movimento”, osservando che il trattamento psichiatrico raggiungeva un effetto permanente solo se il progresso era accompagnato da un qualche cambiamento a livello corporeo. Feldenkrais, scoprì che i disturbi emotivi e mentali, così come la cattiva condotta del corpo dal punto di vista funzionale, erano dovuti ad un funzionamento disturbato del nostro sistema nervoso. È solo attraverso questo sistema che può essere espresso il comportamento mentale e fisico. I muscoli vengono attivati da impulsi del sistema nervoso. Non può dunque avvenire alcun cambiamento fisico o mentale senza un corrispondente cambiamento nel sistema nervoso.

Qualsiasi cambiamento nel comportamento mentale o fisico di un uomo equivale ad un cambiamento nel sistema nervoso, e si esprime o si mostra nell'attività dei nostri muscoli. Ogni tensione emotiva si manifesta sul piano fisico, con posture scorrette, contrazioni, sforzi, fatiche che non ci permettono e possono portare alle cosiddette “malattie”. Esistono dunque due modi per modificare il comportamento di una persona: attraverso la psiche o il corpo.

Il corpo: non solo materia

All’inizio del secolo scorso un altro grande pensatore, Albert Einstein, con la famosa formula E=mc² Einstein ipotizzava che si potesse trasformare completamente la materia in energia e viceversa e calcolava la quantità di energia latente in ogni corpo materiale.

Partendo dalla teoria di Enstein, David Ash e Peter Hewitt, in The Vortex: Key to Future Science (non disponibile in italiano) sostengono che, dal momento che la materia e la luce condividono un movimento comune, l’effettiva velocità di rotazione del vortice deve essere la velocità della luce. Ash e Hewitt si domandano: per quale ragione la velocità di rotazione del vortice dovrebbe essere limitata alla velocità della luce? Essi sostengono che, ogni qual volta il movimento del vortice eccede la velocità della luce, una persona entra in una nuova dimensione, in un nuovo mondo, quello della super-energia.

Il nostro corpo è dotato di tridimensionalità 1 dimensione: CORPOREA (composta da energia lenta, cioè di MATERIA) 2 dimensione: PSICHICA-MENTALE (composta da energia media -vicina alla velocità della luce) 3 dimensione: ENERGETICA-SPIRITUALE (composta da energia che supera la velocità della luce)

Una nuova via: l’impostazione olistica

L’uomo come totalità

Attualmente viviamo in un mondo impostato “scientificamente”, di conseguenza la modalità con cui si concepisce l’esistenza è fondata sul modello meccanicistico. Questo succede anche nel campo della salute, valutiamo il corpo come un insieme di organi, separiamo la malattia da noi stessi, separiamo le emozioni dalle parti del corpo ad esse connessi, cerchiamo di eliminare i sintomi anziché le cause, consideriamo la malattia e non il malato, deleghiamo ad atri in modo totale la responsabilità della nostra salute, CONSIDERIAMO L’UOMO LA SOMMA DI TANTE PARTI ANZICHÉ UNA TOTALITÀ. Si fanno sempre più analisi, di tutti i tipi, ma non per questo la salute è in miglioramento, le analisi ci servono per darci sicurezza, crediamo che individuando una malattia possiamo controllarla, o meglio il medico la possa guarire. Questo va bene se vogliamo eliminare i sintomi, ma non è certo l’atteggiamento adeguato per eliminare le cause, che hanno radici dentro di noi, e la malattia ci segnala che c’è qualcosa di molto profondo da rivedere, da mutare, da risolvere.

Nella concezione olistica i pazienti devono prendersi la responsabilità della propria salute, e lo possono fare con la collaborazione dei medici, stabilendo un rapporto corretto, senza delegare quelle che sono le proprie responsabilità nell'ambito della soluzione della malattia: un sintomo può essere fisico ma la causa può essere psichica o energetica. Gli organi, e tutto il corpo non sono più disgiunti tra di loro, il corpo non è scisso dalla mente, e corpo e mente non sono separati dallo Spirito. Così l' Essere umano non e' disgiunto dai suoi simili da tutto quanto lo circonda compreso l'intero Universo. Tutto e' interconnesso in questa nuova visione, in questo nuovo modello della realtà che si può definire una visione olistica della realtà, in cui non vi è contrapposizione, separazione, dualismo, ma interdipendenza.

La definizione di olismo

La persona che può spiegare meglio il significato di “Olismo” è senz’altro David Bohm, uno degli scienziati più originali ed evoluti del nostro secolo, famoso per le sue innovative ipotesi scientifiche e per la sua collaborazione con il fisico Einstein e con il maestro spirituale Krishnamurti: “Olismo significa comprendere le apparenti divisioni come parti inscindibili dell’unità. Per l’olismo l’esistenza è una organica e indivisibile totalità: la coscienza/informazione rappresenta la sua dimensione implicata o soggettiva, la materia/energia la sua dimensione esplicata o oggettiva. La cultura scientifica si è sviluppata nella frammentazione delle sue discipline e specializzazioni perché ha studiato solo l’aspetto materiale/energetico della realtà e dell’uomo, caratterizzato dalla molteplicità e complessità delle forme e dei fenomeni. La visione olistica-unitaria nasce quando comprendiamo che la coscienza è il centro che unifica la vita in ognuna delle sue infinite dimensioni. E’ necessario rifondare il nostro modo di vedere e comprendere le cose, iniziando col percepire in ogni essere l’unità tra materia e coscienza ossia tra la forma oggettiva del corpo e il contenuto soggettivo di informazione della psiche”.

Ogni parte contiene l’intero

Nella concezione olistica:

  • tutto è interconnesso
  • ciò che accade in un luogo si ripercuote istantaneamente su tutto ciò che esiste
  • si assume anche che OGNI PARTE CONTIENE L’INTERO, cioè in ogni nostra cellula è riprodotto l’intero programma della nostra salute, noi siamo tutto ciò che esiste e tutto ciò che esiste è in noi. In questa concezione ogni istante presente è eterno e ricomprende la totalità del tempo e dello spazio.
Dal punto di vista olistico, tutto ciò che pensiamo e che mettiamo in atto per guarirci condiziona e può aiutare anche gli altri. Se pensiamo olisticamente, i nostri sintomi, la nostra malattia, la nostra esperienza diventeranno nostri alleati, poiché ci indicheranno la strada per risolvere gli squilibri, per ristabilire lo stato di salute ovvero ripristinare l'equilibrio che in un certo momento si era incrinato.
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