ragazzi smartphoneIn America li chiamano “geek”, sono i malati di tecnologia, quelli che non possono vivere senza il proprio smartphone e non possono immaginarsi nemmeno per un giorno senza collegamento ad internet.

Il geek passa da Facebook a Twitter, scarica una app al minuto e compra solo su Ebay e Amazon.

L’indagine

La ricerca, condotta da Microsoft, ha evidenziato che in Italia sarebbero almeno 1 su 4 le persone che possiamo definire “malate di tecnologia”. E in questo senso non si intende il 40% circa di persone che si è adattata all’uso della tecnologia per motivi di studio o lavoro, ma di quelle persone, molte delle quali giovanissime, che non possono proprio vivere senza tecnologia.

Sono 22 milioni gli italiani che navigano con lo smartphone, 2 ore il tempo passato dagli italiani in media sui social e il 40% gli italiani che non hanno accesso a internet.

Il rapporto dell’Ocse

Nel suo rapporto del 2014 l’Ocse ha rivelato che l’uso dei telefonini sta portando a un crescente analfabetismo da tecnologia.

3 studenti su 10 scrivono anche a scuola usando la k al posto del ch e in generale "non sono capaci di  comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità."

Ma non solo, secondo un recente studio dell’Università di Waterloo utilizzare troppo lo smartphone influisce negativamente sulla capacità di pensiero, infatti piuttosto che fare anche il minimo sforzo mnemonico, i ragazzi preferiscono il tutto e subito della rete, impigrendo costantemente il cervello.

Il pericolo è “social”

Uno dei motivi per cui i giovanissimi sono sempre collegati è l’illusione di sentirsi “social”, l’esigenza di essere in rapporto con gli altri. Purtroppo la relazione social è spesso un’illusione e dietro a questa costante connessione troviamo invece un grande isolamento, l’incapacità di avere rapporti reali, l’esigenza di nascondersi dietro maschere e la crescente minaccia del cyber-bullismo.

Il cyberbullismo è un fenomeno molto grave perché in pochissimo tempo le vittime possono vedere la propria reputazione danneggiata in una comunità molto ampia, anche perché i contenuti, una volta pubblicati, possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all'oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti.

Scrivere a mano è ancora importante?

Se dobbiamo dar retta a molti educatori o a sempre più scuole, che ritengono molto più proficuo imparare precocemente e solo l’uso della tastiera, sembrerebbe di no.

Forse è troppo presto per dire che la scrittura e la belle calligrafia siano superate. La scrittura manuale nelle scuole pubbliche americane è stata pressoché eliminata, ma questo potrebbe essere un male per le menti dei bambini.

Non soltanto, infatti, i bambini imparano a leggere più rapidamente non appena imparano a scrivere a mano, ma per di più se scrivono a mano restano maggiormente in grado di concepire idee e memorizzare informazioni.

 «Quando scriviamo, si attiva automaticamente un circuito neuronale particolare, nella parola scritta vi è un riconoscimento profondo del gesto, una sorta di riconoscimento che avviene tramite la simulazione mentale nel nostro cervello». Stanislas Dehaene

Due psicologi americani , Pam A. Mueller di Princeton e Daniel M. Oppenheimer dell’Università della California a Los Angeles, hanno riferito che sia in laboratorio sia nelle classi vere e proprie gli studenti imparano meglio se prendono appunti a mano che non utilizzando una tastiera.

Scrivere a mano, invece che usare la testiera, favorisce lo sviluppo cognitivo, perché l'atto di scrivere impone di concentrarsi su ciò che è importante.
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