bambino che dormePer un neonato è la normalità addormentarsi mentre succhia il latte al seno o al biberon, ma, sebbene sia una situazione naturale nei primi mesi di vita, col passare degli anni questa tendenza rischia di diventare per il bambino un’associazione fortissima tra nanna e succhiare.

E, se anche ci sono mamme che riescono ad allattare per tutta la notte ad oltranza, qualcuna invece non riesce a gestire i continui risvegli ed allattamenti.

Sonno del bebè e vicinanza della mamma

"Abbiamo rilevato che i bambini che dormivano nel letto con la mamma erano rivolti verso di lei e che sia le madri che i piccoli sono molto reattivi ai movimenti reciproci, si svegliano più frequentemente e trascorrono più tempo nello stadio di sonno leggero. i bambini che dormono insieme alla madre chiedono di nutrirsi circa il doppio delle volte e la poppata dura tre volte di più rispetto a chi dorme solo. ma non piangono quasi mai. E il sonno delle madri che hanno l'abitudine di dormire con i bambini è sostanzialmente pari, per quantità, a quello delle madri che dormono senza."dott. J. MCKenna

Il sonno così leggero dei neonati che dormono con la mamma è stato ipotizzato come “protezione” contro la SIDS (morte in culla) proprio perché la mamma “ricorda” al bambino di respirare. Io stessa sono sostenitrice del sonno condiviso e ho tenuto nel lettone i miei bambini fino a 3/4 anni e quando ne avevo 2 piccoli insieme avevamo creato una perfetta soluzione di 1 letto matrimoniale attaccato a un letto a 1 piazza e 1/2 perfetto per dormire tutti quanti insieme.

Riflettendoci, però, è vero, per i primi mesi questa soluzione è perfetta, perché permette alle neo-mamme di recuperare il sonno, ma a lungo andare il bambino si abitua ad essere allattato spessissimo, con conseguente mancanza di qualità del sonno di tutti.

Passare gradualmente al distacco

Ci sono molti accorgimenti che possono aiutare a rendere semplice e naturale il distacco graduale tra mamma e bebè.

Giorno e Notte

Il primo passo da compiere sta nell’imparare a distinguere tra giorno e notte. Il neonato dorme senza distinzione sia il giorno che la notte distribuendo il sonno lungo 6/7 intervalli e questo è necessario affinché si nutra nel modo corretto. E’ però indicato, fin da subito, cominciare a fargli distinguere il giorno dalla notte: perciò è importante che i pisolini diurni siano in una stanza illuminata, con i rumori quotidiani della casa, e in un posto diverso dalla stanza della notte. La notte, invece, facciamo che la casa diventi più buia e silenziosa.

Verso l'anno il bambino regolarizza il sonno e, oltre alla notte, fa 2 pisolini diurni (in genere metà mattina e metà pomeriggio). Intorno ai 2 anni il sonno è concentrato alla notte più un sonnellino al pomeriggio, per alcuni bambini anche piuttosto lungo, circa 2-3 ore.

I rumori del sonno e il bisogno di essere allattato

Durante il sonno noterete che il bambino si muove ed emette rumori e rumorini. Non tutti i movimenti e rumori che il neonato fa significano “voglio attaccarmi al seno”. Quindi impariamo, prima di offrigli il seno, ad “ascoltarlo”: aspettiamo il suo segnale, attendiamo.

Il piccolo potrebbe riaddormentarsi da solo semplicemente sentendo il vostro respiro. Se desidera essere allattato sarà facile capirlo!

L’ascolto

L’essere in ascolto del bambino non significa dargli il seno ogni volta che si agita, ma imparare ed osservare i suoi segnali. Il bambino ci segnala che deve evacuare, che ha fame, che è stanco, che è annoiato, che è triste e che ha sonno, etc. Non è detto che per ogni evenienza sia indispensabile il seno!

Una madre che ascolta sa dare risposte differenziate a seconda delle necessità del bambino.

Riguardo ai segnali di stanchezza è importantissimo rispondere con tempismo, perché un bambino messo ad addormentarsi quando non è stanco si innervosirà, un bambino tenuto sveglio oltre le sue possibilità non riuscirà più ad addormentarsi con facilità ed avrà un sonno agitato.

Un bambino non è in grado di staccarsi dal mondo autonomamente e capire che ha bisogno di sonno (come invece può fare un adulto) perciò spetta a noi entrare in sintonia con i suoi segnali per accompagnarlo alla scoperta di sé.

Per addormentarsi è necessario il seno?

Sì, se noi lo vogliamo!

Le scelte di ogni mamma vanno rispettate, sia in un senso che nell'altro, non dobbiamo però confondere quella che per il bambino è diventata routine con una sua effettiva necessità: un bambino al quale non è stata offerta nessun'altra alternativa se non dormire attaccato al seno non potrà liberamente scegliere cosa è meglio per lui, non ha scelta.

Per il bimbo è fondamentale il ritmo e il rituale, ma questo non significa che il rituale non possa essere gradualmente modificato con l’avanzare dell’età e col cambiamento delle necessità della famiglia. Se sentite che l’offrire il seno al vostro bambino per Voi non è più l’ideale allora provate a creare un nuovo rituale dell’addormentamento.

L’importanza del rituale

Ci sono genitori che portano il bimbo in macchina per ore, quelli che li dondolano, quelli che cantano la ninnananna, quelli che raccontano storie, io facevo addormentare la mia primogenita facendole passare il phon tiepido sul corpo! Ogni genitore trova il modo migliore per sé e per il suo bambino e questo è il bello!

Il segnale del sonno

Il bambino manda dei segnali precisi quando è stanco. Potremmo dargli un “feedback” di quello che noi abbiamo percepito utilizzando un “segnale” del sonno, che potrebbe essere una canzoncina, una storiella, oppure una semplice parola. Per esempio: “shhh, è ora di fare la nanna“, “shhhhhh buona notte“.

Per far sì che queste parole vengano associate correttamente al sonno utilizzatele SOLO quando il bimbo prova una situazione piacevole, per es. quando lo vedete ormai quasi addormentato e tranquillo.

L'uomo associa sensazioni corporee interne ed aspetti sensoriali provenienti dal mondo esterno, come ad es. un odore, una musica, un rumore. Una parola o un suono associati a una situazione di tranquillità faranno "ricordare" la relativa sensazione corporea.

La preparazione dell’ambiente

Difficilmente il bambino potrà avere un segnale che è ora di staccare se in casa ci sono ancora le luci accese, la Tv che va, il papà che lavora al PC… siamo noi adulti a dover imparare per primi l’importanza del rituale.

Spegnere le luci e sostituirle con candele almeno una mezz'ora prima di andare a nanna, spegnere ogni apparecchio elettrico, andare tutti insieme in bagno a lavarci, cantare una canzoncina dolce a ripetizione... sono alcuni modi per annunciare in modo non verbale al bambino che l'ora della nanna si avvicina.

Il massaggio

Aiuta il nostro bambino a percepire le sensazioni del suo corpo, a rilassarsi e a rassicurarsi e può diventare un buon rituale della buona notte.

Un bagno caldo può essere un buon modo di rilassare il bambino prima della nanna, meglio se fatto a lume di candela e insieme a mamma e papà.

Fasciatura e contenimento

La vicinanza di un altro corpo serve al bambino per sentire i suoi “confini” e tranquillizzarsi, lo stesso effetto lo possiamo ottenere con la pratica della fasciatura, che è stata negli ultimi anni riscoperta da svariati studi scientifici.

Un oggetto caro

Personalmente, ritengo che nessun oggetto possa sostituire il calore del corpo di mamma e papà. Detto questo, mi sono resa conto che in particolari momenti della vita sono i nostri stessi bambini a cercare privacy, solitudine, distacco. Perciò, concediamogliela.

Possiamo aiutarli a staccarsi da noi durante il sonno utilizzando un “oggetto di transizione” che li faccia sentire protetti anche senza la nostra presenza.

Molti bambini usano una copertina morbida e calda, altri un animale di pezza, altri una bambolina, fate entrare questo "oggetto caro" nella routine dell'addormentamento, dandogli l'importanza che gli spetta.

E se il rituale ha bisogno di essere modificato?

Con il passare del tempo un rituale che ha sempre dato i suoi frutti potrebbe diventare obsoleto, per es. ho notato che in modo assolutamente naturale il rito che uso con i miei figli è cambiato dal massaggio, alla ninnananna, alla fiaba, alla storiella inventata, fino a storie sempre più lunghe ed elaborate.

Dobbiamo essere noi adulti, sempre in ascolto delle esigenze del bambino, a compiere impercettibili ma significativi cambiamenti nel rituale, che assume così un ritmo (ripetersi di un evento che ogni volta, però, accanto ad elementi conosciuti ne porta di nuovi)

Continuare a far addormentare un bambino di 3 anni nello stesso modo in cui lo si faceva addormentare a 3 mesi implica un tener legato il bambino al passato, a ciò che non è più. Il bambino resta "piccolo" interiormente perché non gli viene permesso di cercare altre strade, di fare la fatica di cambiare, di crescere. Nel cercare di proteggerlo troppo gli si fa in realtà un torto.

Una delle associazioni più forti e difficili da modificare, è l’associazione succhiare-nanna. L ‘associazione tra succhiare (il seno, il biberon o il ciuccio) e nanna è la più naturale, dolce e gradevole che il bambino possa avere.

Il succhiare è “magico” e permette ai bambini piccoli di essere aiutati a calmarsi, ad addormentarsi, oltre ad essere nutriti, naturalmente. I problemi che possono sorgere sono:

  • al bambino non viene permesso di provare altre strade.
  • sindrome del biberon (se nel liquido del biberon, latte formulato, succo, the, tisana, è presente un dolcificante, questo potrebbe provocare carie. Sindrome meno frequente ma non inesistente negli allattati al seno)
  • biberon o il seno come conforto per addormentarsi possono portare il bambino a nutrirsi oltre le sue reali necessità
  • difficilmente una mamma riesce a tollerare la situazione per anni
Forse allattare il bambino per diversi anni non è poi così "naturale" come si creda: la natura prevede per le donne un parto ogni 18/24 mesi circa, se osservate cuccioli di animali noterete che nel momento in cui la mamma è pronta per una nuova gravidanza allontana, a volte anche con violenza, i propri cuccioli dal seno, ma questo non provoca in loro nessun "trauma": hanno avuto a tempo debito tutto ciò di cui avevano bisogno.

Come affievolire nel tempo questa associazione? Il metodo della Rimozione dolce in stile Pantley

Scegliete una serata “buona” in cui notate i segnali di sonno e in cui il bambino sta bene.

Per far addomentare il bambino, oppure per farlo riaddormentare quando il piccolo si sveglia, fate come siete abituate (col biberon, il ciuccio o il seno), però anziché lasciarlo così e riaddormentarvi, appena notate che il bisogno è stato soddisfatto e il bimbo è in dormiveglia, sfilate con delicatezza il capezzolo (o il ciuccio o il biberon).

Soprattutto all'inizio il bambino comincerà a cercarli, ma, se riuscite, toccatelo dolcemente sotto il mento o sulle labbra per aiutarlo a chiudere la bocca. Potete anche aiutarvi col "segnale del sonno".

Se il bimbo vi sembra non calmarsi allora offritegli di nuovo seno etc. finché non vi sembri di nuovo quasi addormentato allora procedete di nuovo. Ci possono volere anche 5 tentativi, ma in genere oltre a questo limite il bambino si addormenterà (in caso contrario significa che non è il momento giusto, o perché ha qualche malessere, o è troppo nervoso, etc. allora aspettate un giorno più propizio).

Usate questo metodo solo la sera e la notte finché l’associazione tra succhiare e nanna si fa meno forte. In genere sarà il bambino stesso che appena appagato si staccherà autonomamente e si girerà dall’altra parte per dormire. Sarà a questo punto naturale per lui cercare sempre meno un supporto esterno per dormire e di conseguenza miglioreranno il pisolino pomeridiano e il sonno notturno, senza nemmeno una lacrima versata o stancanti tira e molla.

Il diario

Mentre provate con i metodi sopra descritti potete tenere un resoconto delle nottate, per verificare che effettivamente la situazione stia migliorando e per monitorare le esigenze del bambino.

Se in ogni caso e con ogni metodo il bambino si sveglia alle 3 di notte significa che la sua è una reale esigenza di  nutrimento e quindi è giusto portare pazienza e aspettare che gli eventi facciano il loro corso.

L’importanza dell’allattamento al seno

Potrebbe sembrare che le modalità descritte siano contro l’allattamento al seno ma in realtà è il contrario: il fatto di imparare ad ascoltare il bambino, a riconoscere le sue reali esigenze, a offrirgli alternative valide, permette alle mamme che desiderano continuare ad allattare a lungo di godere pienamente dei momenti di intimità con i propri bambini, sapendo che quella è l’esigenza reale e non un atto dovuto ad “abitudine”.

Solo in questo modo l'allattamento al seno allora svolge appieno il suo dovere, non perché è l'unica scelta, ma perché è una scelta, sana, personale e consapevole.
Libri consigliati

Fai la Nanna Senza Lacrime
Il metodo naturale per contrastare tutti i problemi del sonno - Da 2 a 6 anni
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Prodotti utili

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