Sembrerebbe qualcosa di eccezionalmente raro, ma in realtà ogni anno in Italia (escludendo la tragedia dei profughi, grandi e piccini) muoiono, per annegamento, circa 400 persone.

LE VITTIME SONO SPESSO BAMBINI – Nella maggior parte dei casi a determinare l’annegamento è un malore improvviso.  Le vittime di annegamento, spesso, sono minori, che rischiano di affogare anche in acque molto basse. Chi sopravvive ma non è trattato in tempo rischia lesioni cerebrali permanenti.

Tutto ciò che i genitori devono sapere sull’annegamento

1 – CHI STA ANNEGANDO NON PUÒ CHIEDERE AIUTO – Se la vostra immagine di persona che sta annegando è quella tipica di chi alza le braccia e grida aiuto, dovrete ricredervi: salvo poche eccezioni chi sta annegando non riesce a chiedere aiuto, se si fa fatica o non si riesce a respirare diventa impossibile emettere suoni. Quando una persona sta annegando fatica a restare a galla e, nel momento in cui riesce a far uscire la bocca dall’acqua lo fa per respirare, prima che per gridare aiuto. Le braccia, inoltre, sono generalmente estese per premere, istintivamente, verso il basso l’acqua. Una persona che sta annegando non può agitare le braccia per richiamare l’attenzione. Purtroppo l’annegamento, nella maggioranza dei casi, è un evento molto tranquillo.
2 – LA PRESENZA DI UN BAGNINO NON E’ GARANZIA DI SICUREZZA – Non perché i bagnini non siano capaci di fare il loro lavoro ma perché, soprattutto in presenza di molte persone e proprio per il fatto che l’annegamento è un evento poco evidente, il bagnino non può vigilare e vedere tutto. Anche se nella piscina o nello stabilimento balneare c’è la presenza di un bagnino, è dovere del genitore sorvegliare comunque costantemente il figlio.
3 – IL PERICOLO C’E’ ANCHE NELLE ACQUE BASSE – Bastano pochi centimetri d’acqua per affogare. I bambini più piccoli possono annegare nelle piscinette, in una vasca da bagno, in un secchio.
4 – ANCHE I NUOTATORI PIÙ ESPERTI POSSONO ANNEGARE – Essere un buon nuotatore non protegge dal rischio di annegamento: anche i nuotatori più esperti possono essere vittime di stanchezza, crampi, malore improvviso o di improvvise forte correnti. Se anche vostro figlio è un buon nuotatore non perdetelo mai di vista.

Vademecum anti-annegamento per i genitori

Come comportarsi per minimizzare i rischi di annegamento dei bambini?

  1. I bambini vanno sempre sorvegliati, in qualunque circostanza.
  2. I bambini devono essere istruiti al nuoto con competenza e resi consapevoli dei pericoli da non sottovalutare
  3. Istruire i bambini su cosa bisogna fare se si viene risucchiati da una corrente: invece di tentare di raggiungere la riva nuotando contro la corrente bisogna nuotare parallelamente alla riva per facilitare così l’uscita dalla corrente.
  4. Se andate sulla barca fate sempre indossare, e indossate, il giubbotto di salvataggio.
  5. Se nel vostro giardino c’è una piscina, uno stagno, una pozza d’acqua a cui il vostro bambino possa accedere senza il vostro controllo, teneteli recintati e chiusi.
  6. Imparate la rianimazione cardiopolmonare
Libri consigliati
Manuale di Rianimazione Cardiopolmonare Pediatrica (PBLS)
Per soccorritori laici
Manuale di rianimazione cardiopolmonare e primo soccorso
Per soccorritori laici
https://i2.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2017/06/piscina-bambino.jpg?fit=960%2C575https://i2.wp.com/blog.bimbonaturale.org/wp-content/uploads/2017/06/piscina-bambino.jpg?resize=150%2C150Redazione BimbonaturaleSliderStudi e notizieinfanzia,medicinaSembrerebbe qualcosa di eccezionalmente raro, ma in realtà ogni anno in Italia (escludendo la tragedia dei profughi, grandi e piccini) muoiono, per annegamento, circa 400 persone. Tutto ciò che i genitori devono sapere sull'annegamento Vademecum anti-annegamento per i genitori Come comportarsi per minimizzare i rischi di annegamento dei bambini? I bambini vanno...