Avere il “colesterolo alto” è un’espressione usata molto comunemente, che però nasconde molta confusione.

Nella nostra alimentazione occidentale i grassi costituiscono una buona percentuale dell’apporto calorico, infatti più della metà della popolazione europea presenta livelli di colesterolo e di trigliceridi superiori ai valori normali.

Non è solo una questione di limitare il consumo di grassi, perché questi sono un costituente fondamentale dell’organismo: i lipidi mantengono giovani le nostre arterie e le nostre cellule cerebrali, infatti il cervello è composto per il 60% di grassi.

I grassi nell’alimentazione di adulti e bambini

GRASSI “BUONI” E GRASSI “CATTIVI” – I grassi sono necessari per la nostra dieta e dovrebbero costituire il 20-30% circa della nostra alimentazione quotidiana. L’importante sapere quali e quanti assumerne: grassi saturi, mono-insaturi, polinsaturi, hanno effetti differenti sulla salute, gli studi hanno dimostrato che alcuni tipi di oli possono aiutare a ridurre il colesterolo, la pressione sanguigna e a prevenire tutta una serie di malattie infiammatorie. Il consumo ideale di grassi nella dieta prevede una ripartizione in proporzioni uguali di grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi ottenibile con un consumo frequente di pesce grasso e un consumo alternato di grassi animali e vegetali. Scopri di più su I grassi nell’alimentazione del bambino

Cos’è il colesterolo

Il Colesterolo è un grasso che svolge un ruolo fondamentale per il funzionamento del nostro organismo:

 

  • Regola la permeabilità delle membrane cellulari;
  • Interviene nella sintesi della Vitamina D e di alcuni ormoni steroidi, come cortisone e testosterone;
  • È fondamentale per la sintesi della bile e dei liquidi digestivi;
  • Gioca un ruolo basilare nello sviluppo embrionale;
  • È responsabile della trasmissione delle informazioni a livello del sistema nervoso.
DA DOVE PROVIENE IL COLESTEROLO PRESENTE NEL NOSTRO ORGANISMO – Il Colesterolo presente nell’organismo proviene da 2 vie essenziali: una esterna (esogena), cioè quello alimentare assunto con ciò che mangiamo e l’altra interna (endogena), cioè quello che produciamo autonomamente attraverso fegato, intestino, pelle e ghiandole surrenali. La funzione del colesterolo è talmente importante che la produzione endogena costituisce circa l’80%,  mentre solo il 20% circa viene introdotto attraverso gli alimenti.

Colesterolo “buono” e colesterolo “cattivo”

Si sente spesso parlare di colesterolo “buono” o “cattivo”. Ma qual è la differenza fondamentale tra i due?

Il colesterolo è composto da una parte lipidica e una parte proteica, il rapporto tra l’una e l’altra definisce la sua natura, così che il colesterolo si divide in:

  • HDL (Hight Density Lipids – Lipidi/Lipoproteine ad alta densità) – viene chiamato “colesterolo buono”, perché aiuta a “pulire” le arterie
  • LDL (Low Density Lipids – Lipidi/Lipoproteine a bassa densità) – viene chiamato “colesterolo cattivo”, poiché trasporta il colesterolo dal fegato all’organismo, provocando depositi sulle pareti dei vasi arteriosi.
  • COLESTEROLO TOTALE – è l’insieme delle varie frazioni di colesterolo, HDL + LDL

Cos’è il colesterolo alto

COME SAPERE SE IL COLESTEROLO E’ ALTO – Se i livelli di colesterolo totale sono troppo alti, vi è il rischio di problemi a livello di cuore e arterie. Con un semplice esame del sangue è possibile misurare il livello di colesterolo totale, il colesterolo HDL e LDL e il rapporto colesterolo totale/HDL.

Questi i valori corretti di colesterolo nell’organismo:

Colesterolo Totale

Dovrebbe essere idealmente inferiore a 200 mg/dL, è tendenzialmente alto tra i 200 – 239 mg/dL, è molto alto sopra i 240 mg/dL

Colesterolo HDL

E’ troppo basso se inferiore ai 40 mg/dL per gli uomini e 50 mg/dL per le donne. Viene considerato sufficiente tra i 50 – 59 mg/dL. Il valore ottimale è superiore ai 60 mg/dL.

Colesterolo LDL

Per le persone a rischio di patologie cardiache il livello di colesterolo LDL non dovrebbe superare i 100 mg/dL. per tutti gli altri il limite è 159 mg/dL. Sopra i 190 mg/dL, il livello di LDL viene considerato elevato.

Le cause del colesterolo alto

Il colesterolo, appunto perché viene per la maggior parte prodotto dal corpo, si alza non solo a causa di ciò che si mangia, ma per svariati motivi:

  • Fattori ereditari
  • Menopausa (a causa della variazione ormonale)
  • Alimentazione particolarmente ricca di colesterolo
  • Sedentarietà
  • Diabete
  • Obesità
  • Fumo
  • Alcol
  • Ipertiroidismo
  • Carenza di antiossidanti nella dieta (betacarotene, Vit. C, vit. E )
  • Dieta povera di fibre vegetali
  • Stress

La visione naturopatica del colesterolo alto

Il colesterolo viene prodotto principalmente dal fegato, ma anche in parte dall’intestino e dalle ghiandole surrenali. L’imputato non è solo l’apporto di grassi, ma il funzionamento generale dell’organismo fisico, che dipende in buona parte dallo stile di vita: un eccesso di zuccheri nella dieta e un loro non sufficiente smaltimento attraverso il movimento provoca la risposta dell’insulina, ormone che agisce come un interruttore sulla produzione di colesterolo da parte del fegato.

COLESTEROLO E NATUROPATIA – L’assunzione di zuccheri semplici e cereali raffinati genera infiammazione intestinale e nutre la Candida, che inibisce l’assorbimento di vitamina B6 e zinco, produce tossine e scorie che finiscono nel flusso sanguigno, rovina le pareti intestinali provocando infiammazione cronica. Per reazione a questa infiammazione l’organismo produce allora colesterolo in quantità, che possa riparare le membrane e i vasi sanguigni.

La visione psicosomatica del colesterolo alto

Non sempre la causa del colesterolo alto risiede nell’alimentazione sbagliata: lo stress,  con produzione di noradrenalina in eccesso, crea sbilanciamento nel sistema nervoso riducendo la capacità del fegato di metabolizzare il colesterolo presente nel nostro organismo.

“Nel linguaggio psicosomatico l’elevato tasso di colesterolo nel sangue,significa richiesta di vicinanza e senso di abbandono. Il soggetto ha difficoltà di comunicazione e relazione e soffre di stati depressivi più o meno manifesti. Ha disturbi radicati nel senso di fiducia verso se stesso. Perde il controllo al minimo imprevisto e si sente costantemente minacciato. Davanti alla vita si arrende e teme nuovi abbandoni e nuove perdite. E’ rassegnato alla propria insoddisfazione, ma reprime e nega le proprie sofferenze interiori.” “Il linguaggio degli organi” di Anna Zanardi – Tecniche Nuove.

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