Essere vincenti non significa sacrificare se stessi in nome di un obiettivo, significa invece saper dare il meglio di sé in ogni occasione della vita, essere in grado di poter dire: “ho dato il meglio di me e ce l’ho fatta”.

Questo è quello che ogni genitore augura al proprio figlio, che trovi la sua strada nella vita e riesca a trasformare i propri desideri in realtà.

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Il fine più importante dell’educazione è offrire gli strumenti affinché ogni persona possa farcela, vinca la propria partita, qualunque sia il gioco scelto. Come può un genitore sostenere il proprio figlio alla ricerca di se stesso e al raggiungimento dei propri obiettivi?

I 4 segreti per essere vincenti

Secondo Marco Cassardo, autore di “Campioni si diventa”, sono 4 le mosse per essere vincenti:

  1. INDIVIDUARE IL PROPRIO SOGNO – Avere un desiderio, piccolo o grande che sia, implica la capacità di essere in grado di stabilire, con estrema sincerità verso se stesso, cosa si cerca davvero.
  2. ASSUMERSI LA PROPRIA RESPONSABILITÀ – Quante volte dietro un fallimento ci raccontiamo bugie o cerchiamo di trovare un capro espiatorio? Per essere vincenti occorre imparare a non trovare scuse, ma allo stesso tempo essere positivi e non mollare mai.
  3. ACCETTARE DI FARE FATICA – Anche se sembra banale, quante volte rinunciamo perché non abbiamo voglia di metterci in gioco?
  4. NON AVER PAURA DEI CAMBIAMENTI – “Per avere qualcosa che non si ha mai avuto, bisogna essere disposti a fare qualcosa che non si è mai fatto”: il nemico più grande del successo è infatti l’abitudine. Saper sfruttare la casualità o l’imprevisto è ciò che fa la differenza tra un perdente e un vincente.

1 – Trova il tuo sogno

Tutti abbiamo un sogno nella vita, quello che non tutti sanno fare è stabilire in modo puntuale e preciso quali sono gli obiettivi e i sotto-obiettivi che possono condurvici.

Avere un sogno implica innanzitutto avere un’ottima conoscenza di se stessi, sapere cosa ci fa stare bene e cosa no. Ma soprattutto significa saper capire, con estrema onestà, cosa vogliamo dalla vita.

Il sogno deve rispondere a caratteristiche ben precise:

  • ESSERE IN POSITIVO – Cioè delineare una cosa che si vuole, non una che si vorrebbe evitare.
  • ESSERE CONTROLLABILE – Cioè deve dipendere da noi stessi e dal nostro lavoro, non dipendere dalla fortuna.
  • ESSERE RAGGIUNGIBILE E MISURABILE – Ovvero deve essere ambizioso, ma non fuori portata e soprattutto avere una data di realizzazione, perché senza una data di scadenza un sogno è solo un’utopia.
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E SE NON HO UN SOGNO? – Capita molto spesso che le persone non riescano a capire cosa vogliano davvero. Questo dipende dalla mancanza di fiducia in se stessi: è come se ci dicessimo che non meritiamo di essere felici perché in fondo valiamo poco. Saper individuare il proprio sogno implica aver ormai una personalità matura, ma quello che possiamo insegnare ai nostri bambini è ad avere una immagine di se stessi positiva.

L’immagine di sé e le basi dell’autostima

I bambini nascono senza un’immagine di sé. Possono andare in qualunque direzione e diventare ciò che i loro genitori e essi stessi vogliono che diventino. L’immagine che vostro figlio riceve di se stesso dipende dagli stimoli e riscontri che riceve dall’ambiente, e in modo fondamentale dipende dai genitori.

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L’immagine che i genitori hanno dei figli è molto simile a quella che hanno di loro stessi, così se questa sarà positiva il loro modo di insegnare, educare e amare i figli sarà positivo. Scopri di più su L’immagine di sé e l’autostima del bambino

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Qualunque cosa ti aspetti, riguardo a te stesso e alle persone che ti circondano, in positivo o in negativo, ti e li predispone a realizzarla. Anche se non dichiarate apertamente le aspettative che avete nei confronti dei vostri figli, ogni giorno, in base a come vi comportate e a come parlate, i bambini si creeranno un’immagine di cosa pensate di loro che li porterà a comportarsi in modo da adeguarsi all’immagine che gli fornite di loro stessi. Scopri di più su L’autostima dei bambini

2 – Assumersi la propria responsabilità

Per raggiungere un obiettivo è importante non trovare scuse, non rimandare, assumersi le proprie responsabilità.

Questo non significa essere inclementi verso se stessi, ma essere capaci di volgere tutto al positivo: anche di fronte a un fallimento è importante capire cosa è andato storto, cosa potevamo fare in modo differente, come cambiare il nostro lavoro e il nostro atteggiamento affinché la volta successiva possa andare meglio.

E soprattutto immaginarsi vincenti e mentre si sta raggiungendo il risultato agognato: questo ci permetterà di non demordere di fronte ai sacrifici dello studio e della fatica.

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Amare i propri figli non significa trovare scusanti ai fallimenti e agli errori. E’ importante che i bambini, conformemente alla propria età, ricevano degli ammonimenti quando il loro comportamento non è accettabile. Le critiche e i rimproveri possono essere dei momenti molto formativi se diventano anche occasione per lodare i bambini (ricordando per esempio altre situazione in cui si sono comportati positivamente), per rassicurarli sul fatto che li amiamo e per rafforzare il loro senso di competenza (dall’errore nasce la capacità). Scopri di più su La critica costruttiva: correggere gli errori dei figli senza intaccare la loro autostima

3 – Impegnarsi e fare fatica

Anche se sembra banale, quanti di noi sono davvero disposti ad uscire dalla propria “zona di comfort” e a mettersi in gioco davvero?

Mettersi in gioco costa fatica, ci fa sentire senza protezione, disorientati, a volte provoca un vero e proprio dolore.

Quali sono le strategie su cui fare leva?

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PIACERE E DOLORE – Per metterci in moto è importante avere una spiccata immaginazione: immaginiamo il piacere che ci procurerà l’aver raggiunto il nostro obiettivo, questo ci darà la carica per sopportare la fatica e il disagio. Ma anche immaginare il dolore di guardarci indietro e avere dei rimpianti può essere un buon incentivo.

4 – Accettare il cambiamento

“Per avere qualcosa che non abbiamo mai avuto dobbiamo essere disposti a fare qualcosa che non abbiamo mai fatto” M.Cassaro.

L’inatteso è parte integrante della vita, il vincente è colui che, senza avere paura di modificare se stesso, il proprio ambiente e le proprie abitudini, sa sfruttare imprevisti e casualità a suo vantaggio.

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CAMBIARE E’ POSITIVO – Essere in grado di trovare soluzioni nuove e alternative è una grande ricchezza, ma presuppone la capacità di dover rinunciare a qualcosa d’altro, per esempio la sicurezza e l’abitudine. Chi non sceglie non conclude nulla perché si lascia trasportare dalla vita invece che guidarla.

Le tecniche per diventare campioni

  1. AUTOSTIMA – Non essere troppo cattivi con se stessi, ma nemmeno trovare scuse.
  2. OBIETTIVI CHIARI E PRECISI – Il successo si ottiene per gradini: uno step alla volta si arriva in alto.
  3. CAMBIARE ATTEGGIAMENTO – Se si vive e ci si atteggia da perdenti ci si crea un involucro di depressione e sfiducia, occorre essere fieri, camminare a testa alta, essere sicuri di sé.
  4. L’IMMAGINAZIONE SERVE – Se ci immaginiamo vincenti in ogni piccola conquista per arrivare alla meta, la mente potrà immagazzinare la nostra nuova immagine che sarà un grande stimolo a dare il meglio di noi.
  5. LE EMOZIONI AL NOSTRO SERVIZIO – Riconoscere le nostre emozioni e saperle dominare permette di non dare avvio ai soliti circoli viziosi. Scopri di più su Le emozioni dei bambini
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