Antico come il mondo, il fenomeno di prevaricazione sociale noto come”bullismo” non accenna a diminuire ed, anzi, con le nuove tecnologie, trova spazi e modalità sempre meno controllabili.

Anche se l’accezione per questo termine è tipicamente “scolastica” o giovanile, possiamo osservare lo stesso tipo di comportamento anche in altri contesti ed altre età, per esempio sotto forma di mobbing in ambito lavorativo o nonnismo nelle forze armate.

Per questo è importante aiutare bambini e ragazzi a riconoscere ed affrontare questa forma di disagio sociale che, altrimenti, si mantiene inalterata nei tempi e nelle età.

Cos’è il bullismo

COSA SIGNIFICA “BULLISMO” –  Con questo termine si intende una serie di «comportamenti verbali, fisici e psicologici reiterati nel tempo, posti in essere da un individuo, o da un gruppo di individui, nei confronti di individui più deboli. I comportamenti (reiterati) che si configurano come manifestazioni di bullismo sono vari, e vanno dall’offesa alla minaccia, dall’esclusione dal gruppo alla maldicenza, dall’appropriazione indebita di oggetti […] fino a picchiare o costringere la vittima a fare qualcosa contro la propria volontà. » (Guarino, A., Lancellotti, R., Serantoni, G. Bullismo. Aspetti giuridici, teorie psicologiche e tecniche di intervento, pp. 13-14. Franco Angeli, Milano 2011)
IL BULLISMO SPIEGATO DA UNA MELA – Una maestra inglese, Rosie Dutton, ha condiviso con un post su Facebook la lezione in cui spiegava ai suoi alunni cos’è il bullismo: “Oggi in una delle nostre classi ho mostrato ai bambini due mele (loro non sapevano, ma prima di entrare ne avevo fatta cadere una ripetutamente sul pavimento, eppure entrambe sembravano perfette). Abbiamo parlato insieme delle mele e i bambini hanno descritto come tutte e due sembrassero uguali; tutte e due rosse, più o meno della stessa grandezza, che parevano molto succose da mangiare”. ma alloraRosie le ha tagliate in due: “La mela che avevamo trattato bene era bella, fresca e succosa. Quella che avevamo trattato male, invece, era piena di ammaccature ed era tutta pastosa all’interno”. La mela rappresentava quello che succede nell’interiorità di una persona che viene trattata male: “Quando le persone vengono trattate male, soprattutto i bambini, si sentono malissimo dentro e qualche volta non mostrano o non dicono come si sentono agli altri. Se non avessimo aperto la mela, non avremmo mai saputo quanto dolore le avevamo causato”.

Le caratteristiche del bullismo

Il bullismo si discosta da una sporadica presa in giro, per parlare di bullismo è necessario che siano presenti alcuni requisiti:
  • GIOVANE ETÀ – I soggetti sono bambini e giovani che condividono lo stesso contesto, scuola, oratorio, centro sportivo, etc.
  • INTENZIONALITÀ – Prepotenza, molestie o aggressioni sono intenzionali, cioè sono messi in atto dal bullo sapendo di provocare un danno alla vittima oppure per divertimento.
  • REITERAZIONE – Le azioni dei bulli durano nel tempo e sono ripetute.
  • DISPARITÀ – Il bullismo non avviene tra pari, infatti è sempre presente uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce, per esempio di età, forza, genere.
  • INCAPACITÀ DI REAZIONE – La vittima di bullismo non è in grado di difendersi autonomamente, viene isolata e ha paura di denunciare gli episodi di bullismo perché teme ritorsioni.

I luoghi e le forme del bullismo

Se il bullismo è sempre esistito, oggi è certamente cambiato il modo in cui si manifesta: se da un lato diventa sempre più “virtuale”, trovando nei nuovi mezzi di comunicazione una forma privilegiata di manifestazione, dall’altro è sempre più associato alla mera violenza fisica.

I luoghi del bullismo possono essere i più disparati, ma sono certamente accomunati dal fatto che sono “lontani” dagli occhi degli adulti, per esempio:

  • MEZZI DI TRASPORTO – Treno, autobus o metropolitana,  in questi luoghi si verifica un tipo di bullismo chiamato nonnismo: si verifica quando chi appartiene ad una determinata categoria (ad esempio un gruppo di ragazzi più grandi) si accanisce contro un’altra categoria (ragazzini più piccoli) costringendo a compiere azioni contro la propria volontà per permettergli di entrare nel gruppo o per allontanarlo del tutto.
  • RICREAZIONE E CAMBI DELL’ORA – Bastano pochi minuti perché il bullo possa assumere atteggiamenti di prepotenza verso i compagni ad esempio con furti, minacce, richiesta di cedere la propria merenda o i propri soldi.
  • INTERNET E NUOVI MEZZI DI COMUNICAZIONE – Se le violenze avvengono su internet (attraverso Whatsapp, Facebook, e-mail, sms, etc.) si parla invece di cyberbullismo. La realtà virtuale amplifica e rende virale l’insulto, la presa in giro attraverso frasi, foto o filmati compromettenti.

Esistono due forme di bullismo:

  • DIRETTO – Per bullismo diretto si intendono attacchi espliciti nei confronti della vittima, di tipo fisico o verbale
  • INDIRETTO – Per bullismo indiretto si intende il danneggiamento della vittima attraverso atti come l’esclusione dal gruppo dei pari, l’isolamento, la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul suo conto, il danneggiamento dei suoi rapporti di amicizia.
VIOLENZA FISICA E VERBALE – Le statistiche più recenti riportano che circa il 48% degli adolescenti segnala atti di bullismo, con frequenza quotidiana, negli ambienti scolastici. Non solo fisiche ma anche verbali: le violenze dei bulli non colpiscono soltanto il corpo, se da un lato ci sono botte, furti, calci e pugni, dall’altro esiste una forma di bullismo più sottile ma altrettanto violenta: parolacce, prese in giro, minacce, esclusione, pettegolezzi. Dal 2015 al 2016 gli atti di cyberbullismo sono aumentati dell’8%, nei primi due mesi del 2017 si registra un ulteriore +1,5%

Come affrontare il bullismo

1 – Capire se sei vittima di bullismo

SEI VITTIMA DI BULLISMO? – Un litigio tra amici e una presa in giro occasionale anche se feriscono non sono bullismo. Se invece una o più persone ti prendono di mira, attaccandoti fisicamente, oppure prendendoti in giro o minacciandoti, allora occorre affrontare subito la situazione. Nel bullismo c’è voglia di far male, c’è disparità, c’è reiterazione.
Da un punto di vista comportamentale presta attenzione a questi segnali: ti senti isolato, senza amici, escluso, eviti i social, perché hai paura che ti prendano in giro, oppure li controlli ossessivamente, se hai paura o ti senti molto a disagio a scuola, all’oratorio o in altri luoghi di ritrovo dei tuoi coetanei.
se non vai più su internet, o viceversa controlli maniacalmente e spesso sul web e i tuoi propri social;
Altri campanelli di allarme possono essere dei malesseri fisici prima di andare nei luoghi di aggregazione dove accadono gli episodi di bullismo, per esempio mal di pancia, mal di testa, sbalzi di umore, tristezza, rabbia. 
Ti senti stanco, svogliato, non ce la fai a studiare, non riesci più a comportarti e a fare quello che prima eri in grado di fare, potrebbe essere un effetto dello stress dovuto agli attacchi dei bulli.

2 – Parlarne e denunciare

NON STARE IN SILENZIO! – Se senti che qualcosa non va non continuare a subire, ma parlane. Se non te la senti di parlarne con un adulto, un genitore o un insegnante, appoggiati a qualcuno che sia più vicino a te nell’età, un fratello maggiore o un amico, che non faccia parte delle dinamiche relazionali del luogo in cui subisci atti di prevaricazione e violenza.  Se ti senti vittima di bullismo, devi sapere che non sei solo. Ecco i consigli di Telefono Azzurro:
non vergognarti per ciò che accade, non è in alcun modo colpa tua;
ricordati che chiedere aiuto non significa essere una spia o un debole, ma è il primo passo per risolvere la situazione;
sforzati di parlare con gli adulti e chiedi il loro aiuto senza vergognarti;
racconta agli insegnanti quello che accade, magari con l’aiuto e l’appoggio di qualche compagno;
parlane con la tua famiglia;
l’isolamento non è una soluzione. Altri ragazzi possono essere stati coinvolti in episodi di bullismo, ricordati che non sei solo;
Per avere consigli o parlare con qualcuno di quello che ti è accaduto, puoi chiamare il numero gratuito di Telefono Azzurro 1.96.96, attivo tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24 Anche via chat, tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su “ch@tt@ con Telefono Azzurro

3 – Non essere complice

HAI ASSISTITO A FENOMENI DI BULLISMO? SII CORAGGIOSO, DENUNCIALI! – Il bullismo ha delle dinamiche particolari: chi non è vittima tende a farsi gli affari suoi, per evitare di essere a sua volta coinvolto. Tra le non-vittime esistono due tipi di “spettatori”, quelli attivi, che approvano l’azione dei bulli, quelli passivi, che preferiscono voltarsi dall’altra parte. MaBasta (acronimo di Movimento Anti Bullismo animato da Studenti Adolescenti) è un Movimento antibullismo nato dall’idea di 14 giovani studenti di Lecce sotto la supervisione del loro insegnante Daniele Manni. Per maggiori informazioni visita MaBasta.org

 

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