tele“I bambini del mondo trascorrono una media di 3 ore al giorno davanti allo schermo. Studi condotti hanno portato alla convinzione che e’ il numero di ore e l’eta’ in cui un bimbo inizia a guardare la televisione che incidono biologicamente sull’individuo, causando un danno”. Lo afferma Armando Masucci, del Dipartimento di medicina pubblica e sicurezza Sociale dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, durante un seminario su minori e media organizzato dall’Istituto per gli affari sociali.

In media, all’età di sei anni un bimbo si ritrova ad aver già trascorso un intero anno della sua vita di fronte alla tv, i bambini tra gli 11 e i 15 anni spendono oggi il 55% del loro tempo da svegli o meglio, circa 7 ore e mezza al giorno, guardando televisione e computer. Un dato che ha visto una crescita del 40% avvenuta solo in questa ultima decade.

Potenziali rischi per la salute dei minori legati a lunghe ore davanti alla tv, al pc o alla console

Metabolismo e obesità

“Una significativa relazione è stata riscontrata tra le ore settimanali trascorse davanti alla TV ed il rallentamento del metabolismo”, afferma Armando Masucci. “Il rallentamento metabolico diminuisce la possibilità di bruciare i grassi. Combinata con cibi molto calorici e bevande gassate e zuccherate, è una delle maggiori cause dell’obesità infantile e di altre malattie, come per esempio diabete, malattie del sistema immunitario e cardio-cicolatorio”.

Vista

“Danni permanenti alla vista precedentemente attribuiti alla genetica, sono ora correlati all’esposizione allo schermo televisivo”, secondo il docente della Federico II di Napoli. “Schermi della televisione e dei computer sono ora una delle maggiori cause della crescente miopia in quanto richiedono lunghi periodi di sforzo oculare nel fissare l’attenzione, da parte del telespettatore”.

Difficoltà di attenzione

Lunghi periodi davanti alla televisione “possono infliggere danni a ciò che si chiama ‘meccanismo neuronale’ che sta dietro alla capacità di attenzione e al controllo degli impulsi nervosi”. Ciò significa, argomenta Masucci, “danneggiare lo sviluppo delle cellule cerebrali e la capacità di concentrazione sugli oggetti”. Per i bambini “significa un alto tasso di disordini comportamentali e difficoltà di apprendimento”.

La rivista Lancet ha pubblicano nel luglio 2004 uno studio secondo il quale “l’aumento della melatonina in una sola settimana senza TV e’ stata del 30%”. La melatonina viene prodotta dal nostro corpo durante la notte ed induce il sonno. Oggi, invece, si documenta che la luminosità emessa dallo schermo della televisione sopprime, in parte, il livello di questo ormone nel sangue.

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LA RICERCA – Nella sua ricerca condotta su duemila bambini, Christakis ha trovato che per ogni ora passata alla tv nell’età compresa fra uno e tre anni, i soggetti più piccoli hanno quasi il dieci per cento in più di probabilità di sviluppare problemi di attenzione che possono essere diagnosticati all’età di 7 anni come ADHD. Un bimbo ai primi passi che invece guarda tre ore di televisione al giorno ha il 30% in più di probabilità di avere seri difficoltà a scuola.

Sviluppo cerebrale

I mass media interattivi e persino i videogame sono stati associati con la limitazione dell’attività cerebrale e neurologica. Guardare la televisione è considerato dai neuroscienziati un’attività non stimolante per l’intelletto, che ne impedisce lo sviluppo e l’allenamento. Ciò non accade, invece, per attività quali la lettura.

Le ore spese a guardare la televisione in età infantile potrebbe provocare l'autismo in un bambino su 166. Lo schermo non è la maggiore causa ma ne può aumentare il rischio.
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