fratelli litiganoLa famiglia è composta da persone che vivono cercando un loro equilibrio interno e un equilibrio con il mondo, nei momenti di difficoltà i problemi saltano fuori nell’ambiente più protetto per noi, cioè la nostra famiglia.

Quando i fratelli litigano, cosa devono fare i genitori? Tenersi in disparte e lasciare che se la sbrighino da soli o intervenire e sgridarli? Affrontare i rapporti quotidiani tra i figli, in cui affetto e rivalità si intrecciano, è un compito molto difficile.

Per poter mediare i conflitti e trovare delle soluzioni efficaci, i genitori devono innanzitutto comprendere il vero messaggio che si cela dietro ogni lite, consapevoli che solo con la protezione e la supervisione di genitori forti le relazioni tra fratelli potranno svilupparsi in maniera positiva.

Le famiglie 'perfette' vivono in case ordinatissime, hanno bambini bravi e studiosi, non litigano mai, fanno belle gite tutti insieme... le famiglie vere invece, vivono in case disordinate, con mucchi di scarpe sotto i letti e bagni invasi da panni sporchi, hanno bambini disobbedienti e poco studiosi che litigano e si tirano per i capelli...

Perché i fratelli litigano

In generale i litigi sono più frequenti tra fratelli che hanno meno di 4 anni di differenza. Questo non perché i bambini con molta differenza d’età non provino gelosia, anzi, semplicemente sentono il fratello più distante, voi li considerate in modo estremamente diverso e quindi loro si sentono meno in competizione per avere l’attenzione dei genitori.

Inoltre i bambini molto più grandi dei loro fratellini ritengono di non avere il diritto di essere gelosi e cercano di mostrarsi “bravi bambini” soprattutto se voi rinforzate questo loro atteggiamento, “punendosi” in altri modi per il fatto di provare gelosia, oppure “punendo” noi adulti.

Chiaramente la competizione tra fratelli deriva anche dal fatto che i bambini vogliono avere rassicurazione sul fatto che la mamma e il papà amano ognuno dei loro figli, che ognuno di loro è tenuto in considerazione e approvato per quello che è, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.

La gelosia non necessariamente riguarda solo il rapporto tra fratelli, anche un amatissimo figlio unico può essere estremamente geloso della relazione che esiste tra i genitori.

Ascoltiamo i bambini

Se un bambino sente di aver perso il proprio posto, ritiene di essere trattato in modo ingiusto, crede di non essere amato, ascoltiamolo. Un bambino piccolo non può sapere che quello che prova (rabbia, tristezza, vergogna, etc) è qualcosa di normale, che non lo distruggerà. Stiamo in ascolto, rispettiamo le loro emozioni.

Cerchiamo di percepire noi stessi le emozioni che provano i nostri bimbi, aiutiamoli a riconoscerle, diamogli un nome, spieghiamo loro che anche noi le proviamo e dimostriamo che non ne siamo sopraffatti né distrutti.

I litigi sono un modo per tirare fuori le proprie emozioni, ma anche per farvi tirare fuori le vostre. I figli sono molto terapeutici per i genitori, se impariamo a cogliere il significato del loro comportamento e piuttosto che reprimerli li ringraziamo per averci dato un’opportunità di crescita personale.

Se due bambini litigano, probabilmente hanno bisogno di esprimersi, di lasciar fluire quello che provano, per poi ritrovare il loro equilibrio.

Il bambino più grande cercherà giustamente di mantenere il suo spazio a scapito del più piccolo, il piccolo vorrà mostrare che anche lui c’è, pensa e sente.

Ma può capitare che i bambini sentano la tensione dei propri genitori, che questa li faccia stare male e cerchino in tutti i modi di farcela tirare fuori: “mi ha proprio tirato fuori” diciamo dei nostri bambini, giustificandoci per averli magari sculacciati.

Dovremmo invece ringraziarli, perché eravamo proprio arrabbiati oggi, che sul lavoro è andato tutto storto, ma non lasciavamo che questa emozione si esprimesse e ci lasciasse.

Ascoltiamoli i nostri bambini e impariamo ad ascoltarci.

Se è il nostro bambino che non si ascolta aiutiamolo a dare un nome a quello che sente, rassicuriamolo sul fatto che non sta provando niente di sbagliato, sul fatto che anche noi possiamo provare i suoi stessi sentimenti e soprattutto esprimiamogli in mille modi che lui è importante per voi, che lo amate perché esiste e non solo quando e perché si comporta “bene”!

Facciamo sempre sapere ai nostri bambini che li amiamo perché ci sono e non per quello che fanno.

Il bambino “geloso”

Con la nascita di un fratellino (ma in genere la gelosia si manifesta quando il più piccolo comincia a”invadere” lo spazio dell’altro, quindi in genere dopo il gattonamento) il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito dal nuovo arrivato. Lui fino a quel momento ha avuto mamma e papà solo per sé e si chiede perché, se i suoi genitori lo amavano così tanto, hanno voluto un altro bambino.

Un bambino geloso prova paura ed insicurezza, teme di non essere amato e considerato al pari, in questo caso, di suo fratello. Per questo deve essere visto come un bambino che attraversa un momento triste e difficile della sua vita piuttosto che come un bambino che si comporta male di proposito o che all’improvviso è diventato cattivo, dispettoso e fastidioso.

Il bambino deve sapere che può esprimere ciò che prova, ma deve essere aiutato da una persona adulta a incanalare questa emozione, ad ascoltarla, a lasciarla fluire e poi a lasciarla andare.

Un bambino piccolo non è in grado di controllare da solo le sue emozioni, l’unico modo che conosce per esprimerle è quello di manifestarle proprio attraverso il comportamento. Privarlo della possibilità di manifestare la sua gelosia o punirlo per qualcosa che ha fatto, reprime questa emozione ma non la cancella: questa si manifesterà in modo via via più intenso e distruttivo oppure verrà negata formando un “callo emotivo” nella psiche del nostro bambino.

Come comportarci in caso di litigio tra i figli

Una volta capito che i bambini litigano anche per essere rassicurati sull’amore che la mamma e il papà provano per loro saremo decisamente più disposti ad ascoltarli.

Questo non significa però che i bambini possano fare quello che vogliono.

Le emozioni che si provano sono legittime ed hanno una loro funzione, i comportamenti non sono sempre legittimi, noi non siamo i nostri comportamenti, quindi i comportamenti si possono tranquillamente modificare senza per questo sentirci messi in discussione.

Cerchiamo in primo luogo di far sentire i nostri bambini importanti, ognuno a suo modo.  Semplicemente lodiamo ognuno dei nostri bambini per quello che è. Non confrontiamo mai i nostri bimbi, ognuno deve sentirsi amato per come è e non per come lo vorremmo!

Cercare una soluzione, non un colpevole

Aiutiamoli a trovare una soluzione piuttosto che a dar ragione a uno o all’altro.

Non : “Ho visto che hai cominciato prima tu, vai in punizione!”

Ma : “Troviamo una soluzione insieme”

E insegniamo loro a chiedere scusa.

Neutralità emotiva

Manteniamo una neutralità emotiva: in questo momento i bambini stanno provando una forte emozione. Sarebbe utile metterci dentro anche la nostra?

Guardiamo al di là dei fatti! Cosa ci stanno dicendo i nostri bimbi? Vogliono la nostra attenzione? Vogliono sentirsi rassicurati? Vogliono coccole? hanno avuto una giornata difficile?

Usiamo lo stimolo tattile piuttosto che tante parole.

Massaggiare i bambini fin alla nascita è estremamente utile per ricavare uno spazio privilegiato che è solo per loro. Un momento di coccole, confidenze e intimità in cui nessuno si può intromettere. Anche se avete 5 figli ognuno di loro saprà che il momento del massaggio è sì comune a tutti, ma diverso per ognuno di loro. Ognuno ha il suo tempo dedicato, in cui la mamma non da retta a nessuno se non al suo bambino. All’arrivo di un nuovo fratellino la mamma potrà insegnare al più grande a massaggiarlo: i due bimbi impareranno a conoscersi con dolcezza. Il grande imparerà che suo fratello è come lui, è piccolo, ma non è fragile, e soprattutto che può rapportarsi con lui in modo dolce. Il più piccolo saprà che dal più grande può ricevere anche tante coccole.

Noi insegniamo ad entrambi che nella vita ci sono molti modi diversi per relazionarsi, che noi abbiamo tempo per tutti e due, amiamo tutti e due e che è più bello coccolarsi insieme che litigare.

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