Appena diventati genitori si è già alle prese con la scelta di strutture e asili in grado di ospitare i nostri bambini quando i genitori sono al lavoro.

La prima scelta a cui ogni mamma deve andare incontro è:

asilo nido, sì o no?

Scopriamo i vantaggi e gli svantaggi dell’asilo nido, supportandosi con studi e ricerche scientifiche.

Cos’è l’asilo nido

ASILO NIDO – Chiamato anche nido d’infanzia, il nido è una struttura educativa destinata ai bambini tra 3 mesi e 3 anni e che precede l’ingresso alla scuola dell’infanzia (o scuola materna). L’asilo nido offre opportunità e stimoli che consentono la costruzione dell’identità, dell’autonomia e l’interazione con altri bambini e adulti ed ha finalità di: formazione e socializzazione dei bambini nella prospettiva del loro benessere psicofisico e dello sviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive, relazionali e sociali,  cura dei bambini da parte di figure educative qualificate, sostegno alle famiglie nella cura dei figli e nelle scelte educative.

Asilo nido, pro e contro

Come tutte le scelte, esistono dei pro e dei contro alla scelta di mandare il proprio bambino all’asilo nido. A volte, in realtà, diviene una scelta obbligata, qualora non si avessero a disposizione dei nonni o non si trovasse una baby-sitter adeguata.

I vantaggi dell’asilo nido:

  • SOCIALIZZAZIONE – I bambini che frequentano un nido sono abituati a stare con altri bambini ed altre figure adulte, oltre ai familiari.
  • EDUCAZIONE – L’essere affidati a personale qualificato può aiutare uno sviluppo armonico del bambino.
  • RITMO E RITUALI – Frequentare una struttura educativa offre facilmente al bambino e alla famiglia stessa ritmi e rituali, fondamentali nella prima infanzia.
  • SOSTEGNO – La famiglia può contare sull’aiuto e sostegno di professionisti, che li supportino nel quotidiano lavoro di essere buoni genitori, ma anche sul confronto e la socializzazione con altri genitori.
  • ALIMENTAZIONE – Lo studio di un menù appositamente studiato per i più piccoli aiuta una adeguata nutrizione del bambino.

I contro all’asilo nido:

  • UN ADULTO IN ESCLUSIVA – I bambini sotto i 3 anni hanno fortemente bisogno di un adulto “in esclusiva”, col quale rapportarsi quotidianamente e del quale fidarsi. I nidi, soprattutto grandi, faticano a offrire questa opportunità.
  • IL “NIDO” – Nell’età da 0 a 3 anni l’attività del bambino dovrebbe essere quella di vivere nella vita quotidiana casalinga, ovvero nel suo “nido”. Il bambino apprende da scene di vita vera, la mamma che cucina, impasta il pane lava e stende i panni, lavora a maglia, cuce o si dedica alle piante in giardino… Spesso nei nidi le attività sono più “costruite” e i bambini si trovano a giocare con giochi finti e fittizi.
  • IGIENE – Come sostiene la la Prof.ssa Susanna Esposito, Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura Fondazione IRCCS, Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) “I locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bambini, rappresentano un ambiente ideale per la propagazione dei virus, principali agenti eziologici delle infezioni nei primi anni di vita; la trasmissione dei microrganismi è, poi, particolarmente facilitata dallo scambio degli oggetti che inevitabilmente avviene tra bimbi così piccoli.”
  • STRESS – Il ritmo di vita casalingo è certamente più a misura di bambino, che non deve subire spostamenti, fretta, ansia e stress.
LO STUDIO: L’ASILO NIDO FRENA LE BAMBINE MA SOSTIENE LA BUONA ALIMENTAZIONE – Lo studio sperimentale coordinato da Andrea Ichino, professore di economia presso lo European University Institute e all’Università di Bologna, si intitola «La meglio infanzia» e si prefigge di valutare gli effetti che l’asilo nido ha sulle capacità cognitive, non cognitive e sulla salute dei bimbi. Ebbene, per i bambini che vivono in famiglie non svantaggiate e benestanti il nido può essere un freno, può rendere meno brillante la loro intelligenza. Un mese di nido aggiuntivo (20 giorni frequentati) tra zero e 2 anni, infatti, «riduce il QI (quoziente intellettivo) dello 0,5% all’età di 8-14 anni» e «l’effetto è più forte per le bambine e nelle famiglie più benestanti». Non ha, invece, impatto significativo «per le famiglie dal background economico più svantaggiato». Le interazioni con gli adulti sono particolarmente rilevanti per lo sviluppo cognitivo dei primi anni di vita, quindi avere dei nonni, dei genitori o baby-sitter di alto livello culturale agevola lo sviluppo stesso, in modo particolare per le bambine, che  «a questo stadio di sviluppo sono più “mature” e quindi capaci di sfruttare le interazioni 1 a 1 con gli adulti». La buona notizia è che lo studio non registra, comunque, effetti significativi del nido sui tratti della personalità, né su disturbi comportamentali. Andare al nido pare invece benefico sulle abitudini alimentari:  si riducono i rischi di sovrappeso tra 8 e 14 anni in particolare tra i maschi.

Come scegliere se mandare il proprio bambino all’asilo nido

Come fare a scegliere la strada migliore per noi, se siamo nelle condizioni di poterlo fare?

  1. NON LA SCELTA PIÙ COMODA MA QUELLA CHE CI CONVINCE – Lasciare il proprio neonato non è facile per nessuno, occorre quindi agevolare questo passaggio scegliendo la soluzione che ci fa stare più tranquilli. I nonni sono disponibili? Siamo sicuri che siano in grado di tenere il bambino, o che se la sentano davvero? Possiamo fare affidamento su una baby sitter preparata e capace, che condivide le nostre scelte educative? Il nido vicino a casa non ci piace molto, ma quello che ci piace ci costringe a 15 minuti in più di macchina? Scegliete non ciò che è più comodo ma ciò che vi convince, ne beneficerete voi, ma soprattutto l’inserimento del vostro bambino.
  2. NON FARSI CONDIZIONARE – I nonni vorrebbero tanto prendersi cura del bebè, ma voi non vi fidate? La vostra amica vi ha consigliato una baby sitter “fantastica”, ma voi non siete convinte? Sarebbe più comodo il nido fuori casa, ma sentite di non condividerne le scelte educative? Non scegliete per far contenti gli altri, ma cercando di capire le vostre priorità.
  3. CHE MAMMA SEI – Non tutte le mamme sono uguali, alcune possono stare con i propri neonati all’infinito, altre hanno bisogno di ritagliarsi i propri spazi, alcune temono di essere sostituite dalla nonna o dall’educatrice del nido, ad altre interessa solo vedere sereni i propri bambini. Non abbiate timore di guardarvi dentro e scegliete in base a questo, sapendo che la mamma è sempre unica e insostituibile per il proprio bambino, anche se la vede poche ore al giorno.

L’inserimento

COME AVVIENE L’INSERIMENTO –  Per “inserimento” si intende quel periodo di tempo necessario a genitori e bambino per adattarsi al nuovo ambiente, che sia l’asilo nido, la scuola dell’infanzia o la scuola primaria. Scopri di più Come agevolare il buon inserimento all’asilo e a scuola del vostro bambino
Libri consigliati
Crescere al nido
Gli spazi, i tempi, le attività, le relazioni
Scene Educative nell'Asilo Nido
Come creare un spazio sufficientemente buono
Attaccamento e inserimento
Stili e storie delle relazioni al nido
Educazione nella Prima Infanzia

In casa e all'asilo
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