adhdL’iperattività e l’irrequietezza fanno parte della natura umana, anche se negli ultimi anni sono state particolarmente studiate e valutate.

La definizione

Nel tempo si è andata modificando la terminologia che descrive questa condizione, infatti nella prima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – DSM-I (1952) se ne parla come di “disfunzione cerebrale minima”, nel DSM -II (1968) viene definita “reazione ipercinetica dell’infanzia”, nel DSM-III (1980) diventa “disturbo da deficit dell’attenzione (ADD), con o senza iperattività”. In caso di deficit dell’attenzione unito a a iperattività si parla di ADHD.

L'ADHD è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini.

Solitamente l’ADHD si presenta in concomitanza con altri disturbi più o meno gravi, per esempio il disturbo oppositivo-provocatorio, i disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, ecc.), ansia e, con minore frequenza, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da tic, il disturbo bipolare.

ADHD e abitudini tecnologiche

Secondo uno studio dello Sleep Disorders Center di Edison (New Jersey),  che ha monitorato il ritmo circadiano di circa 40 pazienti, analizzandone nel lungo periodo le abitudini tecnologiche del pre-sonno e la qualità dello stesso, sms e iPad prima di dormire disturbano il sonno.

L’indagine, compiuta su ragazzi dagli 8 ai 22 anni, ha dimostrato che gli apparecchi elettronici causano, a lungo andare, problemi legati all'ansia, alla depressione, o patologie precise come l’ADHD, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, così come insonnia.

Questo stato mentale è ancor peggio del bombardamento di immagini e suoni dato dalla televisione, o dall’ascoltare musica. Proprio l’interazione poi, come avviene se si gioca o si naviga in rete, è altrettanto colpevole dell’eccitazione pre-sonno. La soluzione, raccomandano gli esperti ricercatori che hanno svolto lo studio, è controllare i ragazzi e convincerli a spegnere pc e dispositivi elettronici almeno un paio di ore prima dell’ora del sonno

Le ricerche sui benefici degli omega-3

Nel febbraio 2007 viene pubblicato  sulla rivista European Neuropsychopharmacology uno studio sull’effetto dell’assunzione di acido grasso omega-3 nei bambini con l’ADD (sindrome da disattenzione), l’ADHD (sindrome da disattenzione e iperattività) e del disordine bipolare.

Lo studio ha dimostrato che gli integratori acidi grassi Omega-3 hanno ridotto del 30 per cento i punti nella YMRS (scala di valutazione delle manie dei giovani affetti da disordine bipolare).

Lo stesso team di ricerca ha condotto uno studio simile con il risperidone o la olanzapina, i due più comuni farmaci prescritti per il disturbo. I farmaci hanno curato i disturbi dei bambini ma hanno procurato effetti collaterali che includono il diabete.

I ricercatori hanno notato che altri comuni farmaci prescritti come il litio, il divalproex e il carbamazepine  sono poco efficaci o pieni di effetti collaterali.

EPA e DHA (olio algale – acido docoesaenoico) sono acidi grassi essenziali che il corpo non riesce a produrre così che noi dobbiamo procurarceli con la dieta, che è molto difficile da fare, oppure attraverso gli integratori. Uno squilibrio di omega-6 e omega-3 porta a una complessiva risposta infiammatoria dell’organismo, unito a disturbi come la depressione, disturbi cardiaci, cancro, demenza, asma e artriti reumatoidi

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